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Michel Nyman nuovo streaming della sua opera,

Michel Nyman nuovo streaming della sua opera. Dal 24 febbraio nuovo streaming dell’opera di Michel Nyman


Michel Nyman nuovo streaming della sua opera. “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”

Michel Nyman nuovo streaming della sua opera, per la prima volta un’opera lirica sarà trasmessa in versione VR 360, che permette di seguire lo spettacolo con una straordinaria visuale, come se lo spettatore fosse al centro del palcoscenico.

Dato il grandissimo successo dello streaming dello scorso 13 febbraio, che ha avuto 7471 visualizzazioni nei vari canali social, si è deciso di riproporre l’opera di Michel Nyman, tratta dall’omonimo testo in cui il famoso neurologo Oliver Sacks racconta un raro caso di “agnosia visiva” da lui curato.

Michel Nyman nuovo streaming della sua opera,
Fabio_Maestri

In quest’occasione lo spettacolo sarà trasmesso in una nuova versione.In alternativa al primo video “normale” si potrà infatti scegliere un secondo video, che offre la possibilità di seguire la rappresentazione in versione VR 360.

Spostando il mouse del pc o girando lo smartphone, si potrà cambiare il punto di vista e godere così dell’intero spettacolo con una personale regia dal centro del palcoscenico, grazie alla ripresa a 360° che viene messa a disposizione.

È la prima volta in Italia che questa tecnologia sarà utilizzata per lo streaming di un’opera lirica.

Lo spettacolo, registrato al Teatro Secci di Terni, è stato accolto con straordinario interesse dal pubblico ed ha avuto ottime recensioni su alcune delle più importanti riviste musicali italiane.

Michel Nyman nuovo streaming della sua opera,
Michel Nyman

Nyman stesso ha espresso la massima ammirazione per questa realizzazione della sua opera.

I protagonisti dell’opera, eseguita nella versione originale inglese con sottotitoli in italiano, sono tre cantanti che si sono già esibiti in importanti teatri e festival in Italia e all’estero: il soprano Elisa Cenni, il tenore Roberto Jachini Virgili e il basso Federico Benetti.

L’Ensemble In Canto (Anna Chulkina e Andrea Cortesi violini, Gianfranco Borrelli viola, Michele Chiapperino e Mattia Geracitano violoncelli, Marzia Castronovo arpa, Silvia Paparelli pianoforte) e il diretto Fabio Maestri sonointerpretibennoti e apprezzati nel campo della musica moderna e contemporanea della musica dei nostri giorni.

In particolare Maestri ha al suo attivo una lunga serie di prime esecuzioni nei più importanti cartelloni del settore e ha già diretto con successo altre composizioni di Nyman.

La regia e l’impianto scenico sono di Carlo Fiorini.

Lo spettacolo è una coproduzione tra OperaInCanto di Terni, Nuova Consonanza e Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma.

Lo streaming – la cui durata è di circa un’ora -inizierà mercoledì 24 febbraio 2021 alle 21.00 e proseguirà fino a mercoledì 3 marzo sui canali youtube e facebook di OperaInCanto e di Nuova Consonanza.

Youtube:

OperaInCanto:

https://www.youtube.com/channel/UCzeSfdOdWW6IY9z7mBGAdQQ

Nuova Consonanza:

https://www.youtube.com/c/nuovaconsonanzalive

Pagine Facebook:

https://www.facebook.com/Associazione-InCanto-1412885585601023/

https://www.facebook.com/nuova.consonanza

Ufficio stampa di OperaInCanto:

Mauro Mariani – m.mariani.roma@gmail.com – cell. 335 5725816

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Carmen di Bizet, la Fondazione del Teatro decide di annullate le recite in cartellone dal 13 al 25 giugno 2020.


Carmen di Bizet, annullate le recite. La Fondazione Teatro dell’Opera di Roma informa che, a causa del perdurare dello stato di emergenza e in seguito al Dpcm del 17 maggio 2020, sono annullate le recite dell’opera Carmen di Georges Bizet.

Carmen di Bizet, annullate le recite. Recite dirette da Bertrand de Billy con la regia di Emilio Sagi, in cartellone dal 13 al 25 giugno 2020.

In seguito del Decreto Rilancio art.187 quater, cambiano le procedure per i biglietti acquistati per spettacoli sospesi o annullati.

Nel rispetto del decreto anche il Teatro dell’Opera di Roma rilascerà i voucher.

I possessori del biglietto possono fare richiesta per ottenere il voucher scrivendo una mail a ufficio.biglietteria@operaroma.it

Alla riapertura, la biglietteria del Teatro rilascerà a chi ha inviato regolare richiesta un voucher di pari importo al titolo di acquisto.

Voucher da utilizzare entro diciotto mesi dall’emissione, valido per gli tutti gli spettacoli in programmazione.

Chi ha acquistato i biglietti on line su Ticketone può richiedere il voucher di rimborso seguendo le procedure indicate sul loro sito.

Per informazioni: operaroma.it

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Cosimo Manicone

Ufficio Stampa

cosimo.manicone@operaroma.it

Carmen di Bizet, regia di Emilio SagiFoto: Luciano Romano-Teatro dell’Opera di Roma

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Carmen di Bizet, annullate le recite
Carmen di Bizet
Teatro Digitale dell’Opera di Roma

Teatro Digitale dell’Opera di Roma. Tre nuovi titoli in streaming gratuito, un’Opera , un Balletto e una nuova creazione


Teatro Digitale dell’Opera di Roma. Ancora tre nuovi titoli per la stagione di “Teatro Digitale” dell’Opera di Roma – di cui due prime visioni in assoluto – programmati nell’ultima settimana di maggio sul sito e sul canale You Tube ufficiale del Teatro:

Teatro Digitale dell’Opera di Roma. l’opera La damnation de Faust, il balletto Lo schiaccianoci e la creazione Waiting for the Sibyl.

Tre lavori che rispecchiano a pieno le linee guida che hanno segnato le ultime stagioni: Roma Opera aperta, un teatro capace di rappresentare il meglio del teatro musicale internazionale di oggi con aperture a grandi produzioni e novità contemporanee, senza dimenticare il repertorio.

Si parte con La damnation de Faust di Hector Berlioz che ha aperto la stagione operistica 2017-18.

Grazie alla collaborazione con Rai Play sarà possibile ammirare l’allestimento con cui il Teatro dell’Opera di Roma ha vinto il Premio Abbiati della critica musicale italiana come miglior spettacolo del 2017.

Damiano Michieletto firma la regia di una messa in scena in pieno accordo con la direzione musicale di Daniele Gatti, dal taglio cinematografico tra salti temporali e immagini oniriche lontane da attualizzazioni e realismo.

Del resto il mito di Faust raccontato da Goethe nell’idea musicale originaria di Berlioz non era stato concepito per il teatro, bensì come “leggenda drammatica” cioè un’opera da concerto e in questa forma vide la sua prima rappresentazione assoluta nel 1846.

Un’opera in cui tutto è simbolico e i personaggi non sono delineati così nettamente come nel melodramma.

Protagonisti sul palco sono Pavel Černoch nel ruolo di Faust, Alex Esposito in quello di Méphistophélès, Veronica Simeoni come Marguerite e Goran Jurić come Brander.

Le scene sono firmate da Paolo Fantin e i costumi da Carla Teti.

Teatro Digitale dell’Opera di Roma. Giorni di programmazione: martedì 26 e venerdì 29 maggio.

Dalle 20.00 di mercoledì 27 maggio sul canale You Tube del Teatro dell’Opera verrà trasmesso lo spettacolo tradizionale delle feste di fine anno e non solo, Lo schiaccianoci.

Balletto che dal debutto a oggi ha conosciuto diverse versioni.

Libretto e struttura si prestano a una libertà di interpretazione che ha ispirato anche il regista e coreografo italiano Giuliano Peparini che con questa sua rilettura contemporanea, dal forte taglio teatrale, ha inaugurato la stagione di balletto della stagione 2015-16.

Partendo dal racconto di E.T.A. Hoffmann, Peparini è riuscito a trasformare questo spettacolo tradizionale del repertorio classico in un vero e proprio fenomeno generazionale, grazie alla capacità di parlare in maniera diretta agli spettatori di ogni età, registrando incassi da record.

La partitura musicale di Pëtr Il’ič Čajkovskij è affidata al direttore David Coleman, le scene a Lucia D’Angelo e Cristina Querzola, i costumi a Frédéric Olivier, la video grafica a Gilles Papain e le luci a Jean-Michel Désiré.

Oltre alla magnetica étoile Alessandra Amato nei panni della Regina dei fiocchi di neve, una fresca e dolce Rebecca Bianchi è Marie, un elegante e raffinato Michele Satriano è il nipote di Drosselmeyer e un intenso Claudio Cocino è lo Zio Drosselmeyer.

Teatro Digitale dell’Opera di Roma. Giorni di programmazione: mercoledì 27 e sabato 30 maggio.

L’ultimo appuntamento della settimana è con una novità assoluta: Waiting for the Sibyl, commissionata dal Teatro dell’Opera all’artista sudafricano William Kentridge, con piena libertà di ideazione e di scelta.

Andata in scena al Teatro Costanzi lo scorso settembre con un lavoro di un altro grande artista moderno, Work in Progress di Alexander Calder, potrà essere visto in streaming sul canale You Tube del Teatro dalle 20.00 di giovedì 28 maggio.

«Ampliare i confini del teatro musicale è una delle sfide che vuole lanciare il Teatro dell’Opera di Roma.

Il sovrintendente Carlo Fuortes dichiara – È per questo che abbiamo chiesto a William Kentridge, uno dei maggiori artisti contemporanei, di ideare, dandogli carta bianca, una sua “Opera d’arte”.».

Sul palcoscenico campeggia un grande testo, costruito con collage, proiezioni, dipinti.

Sulla scena in cui è rappresentata anche la Sibilla del Paradiso di Dante, nove artisti, tra danzatori e cantanti, realizzano un intenso e poetico lavoro di trentacinque minuti.

Saranno accompagnati dalla musica registrata di uno dei maggiori pianisti sudafricani, il compositore Kyle Shepherd con gli arrangiamenti vocali di Nhlanhla Mahlangu.

Suddivisa in otto brevi scene, interrotte da cadute di sipario, Waiting for the Sibyl è una creazione priva di parole.

L’argomento è però rivelato attraverso sentenze, frasi, enigmi, proiettati sia sullo schermo sia come ombre.

Teatro Digitale dell’Opera di Roma. Giorni di programmazione: giovedì 28 e domenica 31 maggio.

Sui profili social del Teatro, oltre a interviste-video ai direttori, registi e interpreti, lunedì 25 sarà possibile riascoltare la Lezione di Opera di Giovanni Bietti per conoscere meglio il capolavoro di Berlioz.

Le due puntate della rubrica “Opera in pillole” saranno invece dedicate a Richard Wagner.

Mercoledì 27 conosceremo meglio “Il Leitmotiv di Wagner”, mentre nell’appuntamento di sabato 30 si approfondirà l’influenza di Wagner nell’opera italiana di fine Ottocento e inizio Novecento.

Per informazioni: operaroma.it

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Cosimo Manicone

Ufficio Stampa

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Teatro dell'Opera di Roma La Traviata

La Traviata al Teatro dell’Opera di Roma in digitale in prima assoluta italiana  di Verdi, firmata Sofia Coppola-Valentino, prosegue con “Il Lago dei Cigni”


La Traviata. La stagione di “Teatro Digitale” dell’Opera di Roma presenta in prima assoluta italiana, grazie alla collaborazione con Rai Play, uno dei titoli più amati e famosi, La traviata di Verdi.

Quella che dal 2016 è diventata il simbolo della nuova Opera di Roma, protagonista della scena artistica internazionale.

Il “Teatro Digitale”, che grazie a un successo crescente in soli due mesi ha fatto triplicare gli utenti del canale You Tube ufficiale del Teatro

si arricchisce anche di una perla del repertorio della danza classica, Il lago dei cigni.

Da venerdì 22 maggio sarà possibile ammirare La traviata nata da un’idea di Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti e che ha segnato il debutto di Sofia Coppola alla regia lirica.

Dal 2016 questa straordinaria produzione è andata in scena in ogni stagione del Teatro Costanzi, registrando il tutto esaurito per tutte le recite in cartellone.

Nel settembre 2018 lo stesso successo di pubblico si è confermato anche in tournée in Giappone.

Tutti vogliono vedere l’opera che ha messo d’accordo la grande tradizione italiana del melodramma e il mondo patinato della moda e del cinema con la regia glamour di Sofia Coppola.

Le scene hollywoodiane di Nathan Crowley e soprattutto i costumi meravigliosi della Maison Valentino che lasciano sognare il pubblico.

La dimostrazione che la cultura può arrivare al cuore della gente quando sceglie linguaggi popolari come la moda o il cinema.

Il capolavoro di Giuseppe Verdi – tratto da La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio – rivive in un allestimento che è il frutto del sodalizio di grandi artisti del panorama mondiale.

Sofia Coppola ha potuto contare sul grande lavoro affrontato con Marie Antoinette

Film del 2006 in cui rileggeva in chiave moderna la vita di corte di Maria Antonietta, che le ha fornito un solido punto di partenza, seppur temporalmente distante dalla Traviata.

Ma a spingerla definitivamente ad accettare questo grande impegno è stata la collaborazione con Valentino, simbolo per eccellenza del migliore made in Italy nel mondo.

Il soprano Francesca Dotto interpreta Violetta Valery, mentre Antonio Poli è Alfredo Germont.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il maestro Jader Bignamini, mentre il Coro è diretto dal maestro Roberto Gabbiani e il Corpo di Ballo è impegnato nelle coreografie di Stéphane Phavorin.

Lo spettacolo, che sarà trasmesso in prima serata su Rai 5 giovedì 21 maggio alle 21.15, sarà di nuovo in cartellone al Teatro Costanzi dal 3 al 13 novembre prossimo con ben dieci repliche.

Invece sul canale You Tube del Teatro dell’Opera martedì 19 maggio alle 20.00, in prima visione assoluta in streaming.

Un grande classico del repertorio, una nuova versione de Il lago dei cigni che aveva inaugurato la stagione di balletto 2018-2019, firmata dal francese Benjamin Pech.

Protagonisti d’eccezione sono Anna Nikulina e Semyon Chudin, entrambi principal dancer del Teatro Bol’šoj di Mosca.

Un ruolo determinante in questa creazione è affidato al personaggio di Benno, amico del principe Siegfried, interpretato da Giacomo Castellana.

Il lago dei cigni è una fiaba romantica percorsa dall’eterno conflitto tra Bene e Male che ancora oggi, con il suo intenso simbolismo, continua ad affascinare gli spettatori di tutto il mondo.

Il lavoro di Pech, rimanendo in gran parte fedele al libretto immaginato da Marius Petipa, si innesta in un allestimento magico fatto di scene raffinate e preziosi decori dello scenografo Aldo Buti con le luci di Vinicio Cheli.

Le note di Pëtr Il’ič Čajkovskij sono affidate alla bacchetta del Direttore Nir Kabaretti che dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

Sui profili social del Teatro, durante la settimana di programmazione, sarà anche possibile riascoltare interviste-video con immagini delle prove.

La rubrica “Opera in pillole”, oltre a un pubblico fisso di appassionati, sta raccogliendo sempre nuovi ascoltatori di ogni età grazie alla maestria del musicologo Giovanni Bietti che, con un linguaggio semplice e accessibile, illustra in un viaggio di poco più di dieci minuti il meraviglioso mondo dell’opera.

La pillola di mercoledì 20 maggio sarà dedicata alla “Dialettica dei sentimenti”.

Sabato 23 maggio invece sarà possibile approfondire un simbolo musicale molto frequente, una metafora molto utilizzata dai compositori: la “Tempesta”.

Tutta la serie completa di “Opera in pillole” è disponibile su You Tube e su Instagram TV.

Per informazioni: operaroma.it

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Cosimo Manicone

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Il Teatro dell’Opera di Roma non chiude.

Il Teatro dell’Opera di Roma non chiude. Tre concerti con orchestra, coro e soli dal 13 al 15 marzo al Teatro dell’Opera di Roma dal titolo R/Esistere


Il Teatro dell’Opera di Roma non chiude. Per il prossimo fine settimana, che va dal 13 al 15 marzo, in programma tre appuntamenti straordinari dall’emblematico titolo R/Esistere aperti al pubblico nella sala del Costanzi.

Il Teatro dell’Opera di Roma non chiude. “La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori” diceva Johann Sebastian Bach ed è proprio in questa frase che si condensa il nostro motto, mai così attuale: Roma Opera aperta.

Il Teatro dell’Opera di Roma non chiude. Un teatro che mantiene sempre costante la sua sfida di essere in sintonia con il tempo nel quale viviamo.

“Il concerto – dichiara la sindaca di Roma e presidente del Teatro Virginia Raggi – si basa sul rigoroso rispetto di tutte le regole e prescrizioni previste in questa fase così complessa.

L’iniziativa dimostra come in questi giorni sia comunque possibile svolgere attività ricreative e di svago, ma attenendosi ad alcune limitazioni essenziali.

Dobbiamo infatti sempre ricordare che tutti i nostri gesti e comportamenti, anche i più semplici, producono effetti a più livelli su tutta la comunità. Seguire le regole significa quindi tutelare gli altri”.

“Credo che in questi giorni difficili sia indispensabile – dichiara il sovrintendente Carlo Fuortes – che ciascuno di noi continui a vivere e lavorare secondo le regole definite dalle Autorità del nostro Paese, senza farsi sopraffare dalla paura.

Abbiamo pensato come Teatro dell’Opera di dare il buon esempio e, come prevede il Dpcm anti Coronavirus, non chiudere il Teatro ma svolgere attività che si attengano alle misure di contrasto e contenimento previste, sia per quanto riguarda gli spettatori che per gli artisti e i lavoratori del Teatro.

Ringrazio l’Orchestra, il Coro e tutti i lavoratori del Teatro per aver collaborato e sostenuto la realizzazione di questi concerti”.

Il programma della serata prevede la partecipazione dell’Orchestra e del Coro del Teatro dell’Opera di Roma.

Sul palcoscenico anche i talenti di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera che interpreteranno arie d’opera di Wolfgang Amadeus Mozart, Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini.

Gli ingressi del pubblico saranno contingentati con una assegnazione dei posti studiata appositamente per assicurare il rispetto della distanza di sicurezza all’interno dei luoghi di aggregazione, in attuazione delle disposizioni per contenere la diffusione della COVID-19 di cui al Dpcm diffuso lo scorso 4 marzo. I posti a disposizione del pubblico saranno 439.

Anche per gli artisti che si esibiranno sono state pensate delle postazioni speciali in linea con il Decreto governativo.

R/Esistere
Concerto per Orchestra, Coro e Soli

Venerdì 13 marzo, ore 20.00, sabato 14 ore 18.00, domenica 15 ore 16.30

Biglietti da 15 a 25 euro, in vendita da domenica 8 marzo, presso la biglietteria del Teatro e su www.ticketone.it

Per informazioni: operaroma.it

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Cosimo Manicone

Ufficio Stampa

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Teatro dellOpera di Roma 2
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Nemi istalla un’opera dell’artista Marco Manzo dedicata all’amore il 14 febbraio a San Valentino

Nemi, Marco Manzo opera dedicata all’amore. All’ inaugurazione dell’opera di Marco Manzo sarà presente il Sindaco Alberto Bertucci il giorno 14 febbraio alle ore 11.00: l’opera verrà inserita nel percorso delle cose da vedere per i numerosi turisti che ogni anno visitano Nemi.

Nemi, Marco Manzo opera dedicata all’amore. Il 14 febbraio, Festa degli Innamorati, la Città di Nemi si arricchirà di una suggestiva opera pubblica realizzata da Marco Manzo, uno dei p migliori e più famosi tatuatori italiani al mondo.

mail 4A Manzo, che è anche designer e scultore di fama internazionale, con all’attivo mostre in prestigiosi contesti quali il Vittoriano di Roma e la Biennale d’Arte di Venezia.

Opere esposte a vario titolo in alcuni dei Musei più importanti come il Moma e la Gagosian Gallery di di New York ed il MACRO e il Maxxi di Roma.

E’ stata commissionata dal Comune un’opera volta ad omaggiare il territorio nemorense con una scultura che racchiude in sé, oltre al tatuaggio ornamentale di cui l’artista e precursore, elementi distintivi delle tradizioni e dei prodotti del territorio.

Celebre per essere riuscito nel tempo a portare il tatuaggio ad essere riconosciuto tra gli autorevoli linguaggi dell’arte contemporanea, l’artista ha pensato per il Comune di Nemi ad una installazione scultorea in bronzo.

Opera collocata nel centro storico in un angolo panoramico che affaccia sul lago “specchio di Diana”, che ha intitolato “La mano dei desideri” e che affonda le sue radici nell’antica leggenda.

Il mito delle lacrime di Venere che unite al sangue di Adone ucciso da Marte hanno generato piccoli rossi cuori carnosi, diffondendo così la fragola simbolo del territorio.

Fragola che viene rappresentato dall’artista col frutto poggiato su di una mano: la fragola, che rappresenta anche il cuore, è trafitta da una freccia, simbolo di Diana dea dei boschi circostanti e della caccia.

L’opera è anche testimone di amore: su di una seconda mano prospiciente,  tatuata con lo stile ornamentale,  i visitatori potranno poggiare il loro viso in un benaugurante scatto fotografico che costituisca un ricordo di amore e del territorio di Nemi allo stesso tempo.

La nuova leggenda vuole che, chi appoggerà il volto sulla mano ornamentale, potrà esprimere un desiderio, collocando Nemi tra le simboliche città dell’amore.

Il tatuaggio, lontano ormai da superati cliché, socialmente e culturalmente elevato ad arte a tutti gli effetti, giunge finalmente anche ad adornare un’opera pubblica, segnando una nuova tappa nella storia dell’arte,

Come recentemente confermato anche al Senato della Repubblica Italiana dai “Nuovi autorevoli linguaggi dell’arte contemporanea nel XXI secolo, a cura dello stesso Manzo.

L’artista si è in tal senso battuto nel tempo per elevare questa antichissima forma d’arte, giungendo a condurla nei Musei d’Arte contemporanea, nelle loro collezioni e nelle grandi mostre, portandola ad una credibilità istituzionale pari alle arti cosiddette maggiori.

L’inaugurazione dell’opera di Marco Manzo è prevista alla presenza del Sindaco, delle istituzioni cittadine e dello stesso artista il giorno 14 febbraio alle ore 11.00 : l’opera verrà inserita nel percorso delle cose da vedere per i numerosi turisti che ogni anno visitano Nemi.

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Giovanni Allevi

Giovanni Allevi in Hope Christmas Tour domenica 5 gennaio 2020 ore 18.00 Auditorium Conciliazione

Auditorium Conciliazione: C’è una spiritualità nuova ad attenderci. È nascosta, nei meandri del passato antico, nella bellezza della Natura fuori dal tempo, nella nostra più fervida immaginazione.

Una felicità ci attende… Giovanni Allevi

Auditorium Conciliazione. Giovanni Allevi, compositore, pianista e direttore d’orchestra, di fama internazionale, torna a calcare i palchi d’Italia con il suo “HOPE Christmas Tour”.

Dopo il successo dell’album primo in classifica all’uscita negli store internazionali di musica classica, il tour non poteva che essere molto atteso, registrando il sold out a partire dalla prima data al Teatro Dal Verme di Milano.

In questa nuova tourneè, per la prima volta il compositore Giovanni Allevi affiancherà al suo inconfondibile pianoforte anche il canto, affidato per l’occasione al Coro dell’Opera di Parma e alla purezza delle voci bianche dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano, il tutto sostenuto dalla pienezza avvolgente dell’Orchestra Sinfonica Italiana.

Domenica 5 gennaio 2020 alle ore 18,00, a Roma, Auditorium Conciliazione, organizzato da Ventidieci.

Con l’uscita del nuovo album “HOPE”, l’eccellenza della musica classica contemporanea regalerà ai fan tredici tracce che spazieranno tra composizioni inedite, brani di Natale e grandi classici rivisitati.

Una continua festa che divertirà e scalderà il cuore del pubblico fino al 7 marzo 2020, nei più prestigiosi teatri d’Italia e non solo.

L’attività dell’artista infatti continuerà con le date in pianoforte solo in Austria, Germania e Svizzera…Di seguito tutte le date già confermate.

Giovanni Allevi websites:

www.giovanniallevi.com

www.facebook.com/giovanniallevi

www.twitter.com/giovanniallevi

www.youtube.com/alleviofficial

www.alleviani.com

www.instagram.com/giovanniallevi

General Management Giovanni Allevi: BIZART Artist Management

management@giovanniallevi.com

Ufficio Stampa Giovanni Allevi: MN Italia

marianna.petruzzi@mnitalia.com

dario.mondella@mnitalia.com

Ufficio Stampa Ventidieci

Maurizio Quattrini 338/8485333 – maurizioquattrini@yahoo.it

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Giovanni Allevi
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“Il Lago dei cigni” di Benjamin Pech. Al Costanzi s’inaugura la nuova stagione con il ritorno del balletto dei record.


“Il Lago dei cigni” di Benjamin Pech. La stagione di balletto 2019-20 del Teatro dell’Opera di Roma s’inaugura con la ripresa di un grande classico del repertorio.

Il lago dei cigni di Benjamin Pech in scena al Teatro Costanzi da domani 31 dicembre 2019 a mercoledì 8 gennaio 2020, con l’étoile, i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato, e con ospiti internazionali.

“Il Lago dei cigni” di Benjamin Pech. Benjamin Pech, già étoile dell’Opéra di Parigi, primo maître e assistente alla Direzione del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, dopo aver creato diverse coreografie si è confrontato lo scorso anno, per la prima volta, con il riallestimento coreografico di uno dei balletti icona della tradizione classica per eccellenza.

La sua versione ha registrato i massimi incassi nella storia del balletto in scena al Teatro Costanzi.

Il Sovrintendente Carlo Fuortes, orgoglioso della ripresa di un balletto iconico record d’incassi, dichiara: “con questa storia senza tempo vogliamo deliziare il nostro pubblico durante il periodo natalizio e aiutare con la recita pomeridiana del 2 gennaio i nostri amici veneziani.

L’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto al Teatro La Fenice di Venezia.

È un gesto di vicinanza e solidarietà per la difficilissima situazione in cui il Teatro La Fenice si è trovato nei giorni immediatamente prima dell’inaugurazione della nuova stagione, in seguito allo straordinario “fenomeno dell’acqua alta”, e un contributo ai lavori necessari per il restauro”.

Oltre ai talentuosi protagonisti del Teatro dell’Opera di Roma – l’étoile Rebecca Bianchi, la prima ballerina Susanna Salvi, i primi ballerini Claudio Cocino e Alessio Rezza, i solisti Giacomo Castellana e Michele Satriano.

Saranno in scena i prestigiosi ospiti internazionali Polina Semionova prima ballerina, Amandine Albisson étoile dell’Opéra di Parigi e Daniel Camargo guest principal dancer.

Il lago dei cigni è uno dei titoli più famosi e amati, una fiaba romantica percorsa dall’eterno conflitto tra Bene e Male che ancora oggi, con il suo intenso simbolismo, continua ad affascinare gli spettatori di tutto il mondo.

La lunga genesi del balletto inizia nel 1868, quando Pëtr Il’ič Čajkovskij durante un viaggio sul Reno in compagnia Vladimir Petrovic Begičev – sovrintendente dei Teatri Imperiali di Mosca nonché futuro librettista de Il lago dei cigni – matura l’idea di un soggetto ispirato ai miti della donna-cigno.

Nel 1875 poi il Teatro Bol’šoj di Mosca commissiona al compositore russo la partitura per un grande balletto di fantasia, così Il lago dei cigni va in scena per la prima volta il 20 febbraio 1877 con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger, senza tuttavia ottenere successo.

Il balletto viene ripreso negli anni Ottanta, prima di approdare nelle mani di Marius Petipa, che già aveva collaborato con Čajkovskij per La bella addormentata (1890).

Il grande coreografo definisce uno schema generale e ne affida la realizzazione al suo assistente Lev Ivanovič Ivanov, che firma la coreografia del secondo atto messo in scena il 17 febbraio 1894, poco dopo la scomparsa del compositore nel novembre 1893.

Arriva quindi la decisione di rappresentare il balletto per intero: Petipa riesamina il soggetto e compone la coreografia del primo e di quasi tutto il terzo atto, mentre il resto è lasciato a Ivanov.

La versione del balletto definitiva di Petipa e Ivanov, quella a cui attingono la maggior parte degli allestimenti successivi, trionfa il 27 gennaio 1895 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, con l’italiana Pierina Legnani nel ruolo della protagonista.

Al Teatro dell’Opera di Roma Il lago dei cigni fa la sua prima apparizione nel 1937 con la coreografia di Boris Romanov, conoscendo a partire da questo momento una fitta serie di rappresentazioni, sino all’originale versione del coreografo inglese Christopher Wheeldon proposta nel 2016.

Benjamin Pech rimanendo in gran parte fedele al libretto immaginato da Petipa, rielabora la drammaturgia generando la sua versione. Il mago Von Rothbart non c’è, è Benno, l’insospettabile amico del Principe Siegfried, a incarnare questo ruolo malefico.

Benno, geloso e avido di potere, cela le sue reali intenzioni, dissimula e finge bene.

Manipola il Principe per tutto il balletto e solo alla fine del terzo atto rivela la sua vera natura, quando l’inganno è ormai compiuto. Siegfried credendo di ritrovare Odette nei panni dell’ingannevole Odile, le promette amore eterno. Il tradimento diventa il tema centrale della versione di Pech.

Il tradimento si compie ad opera di Benno nei confronti del Principe, e del Principe nei confronti di Odette pur senza volerlo, ma alla fine il potere dell’amicizia prevale su tutto.

Durante le prove di ripresa, Benjamin Pech dichiara che: “a distanza di un anno, grazie all’ausilio della tecnologia, ho avuto modo di vedere e di rivedere il balletto.

Questa presa visione d’insieme a mente fredda, mi ha permesso di fare piccoli aggiustamenti.

Per esempio ho lavorato sulla profondità, rendendola più prospettica, e sulla pantomima, facendola più asciutta e vicina alla modernità.

 Ho ulteriormente lavorato sulla presenza scenica di Benno, rafforzando la sua duplice natura di amico e di traditore.

Nel momento della creazione avevo già dato alla compagnia tanto spazio, forse lo sto ampliando.

È un balletto pensato per tutti loro con la nostra étoile, i primi ballerini e i solisti.

L’étoile Rebecca Bianchi debutterà quest’anno nella mia versione, e sono certo che il suo lirismo e la sua sensibilità conferiranno ad Odette/Odile un profumo unico.

La prima ballerina Susanna Salvi, già dallo scorso anno, ha fatto di Odette/Odile qualcosa di molto personale e speciale.

Così come il primo ballerino Claudio Cocino, per il suo controllo nelle variazioni lente, si è dimostrato perfetto per questo tipo di lavoro.

E poi il primo ballerino Alessio Rezza, grazie alla sua tecnica impeccabile, ha giocato e giocherà con grande maestria la duplicità di Benno.

Gli ospiti internazionali di quest’anno sono un vero regalo.

Polina Semionova incarna la “russità” di questo balletto, Daniel Camargo la freschezza del giovane principe e Amandine Albisson la mia eredità artistica, quel tocco francese immancabile”.

Il lavoro di Pech dialoga con un allestimento stupefacente, fatto di scene raffinate e preziosi decori, dello scenografo Aldo Buti con le luci di Vinicio Cheli.

Dirigono l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il Direttore Nir Kabaretti e il Direttore Carlo Donadio martedì 7 e mercoledì 8 gennaio.

Il lago dei cigni

Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Balletto in un prologo e quattro atti

Direttore Nir Kabaretti e Carlo Donadio (7, 8 gennaio)

Coreografia Benjamin Pech

da Marius Petipa e Lev Ivanov

Scene e costumi Aldo Buti

Luci Vinicio Cheli

Interpreti principali

Odette / Odile Polina Semionova 31 dicembre (18.00), 2 gennaio (20.00) / Rebecca Bianchi 2 gennaio (15.00), 4 gennaio (15.00) / Susanna Salvi 3 gennaio (20.00), 4 gennaio (20.00), 8 gennaio (20.00) / Amandine Albisson 5 gennaio (16.30), 7 gennaio (20.00)

Principe Daniel Camargo 31 dicembre (18.00), 2 gennaio (20.00), 5 gennaio (16.30), 7 gennaio (20.00) / Claudio Cocino 3 gennaio (20.00), 4 gennaio (20.00), 8 gennaio (20.00) / Michele Satriano 2 gennaio (15.00), 4 gennaio (15.00)

Orchestra, Étoile, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Prima rappresentazione martedì 31 dicembre ore 18.00

Repliche giovedì 2 gennaio ore 15.00 e ore 20.00; venerdì 3 gennaio ore 20.00; sabato 4 gennaio ore 15.00 e ore 20.00; domenica 5 gennaio ore 16.30; martedì 7 gennaio ore 20.00; mercoledì 8 gennaio ore 20.00

Per Informazioni: operaroma.it

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

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Al Teatro dell’Opera di Roma penultima recita de Les vêpres siciliennes di Verdi spettacolo inaugurale della stagione 2019-20


Teatro dell’Opera. Sul podio il direttore musicale Daniele Gatti alla regia Valentina Carrasco

Ci sono ancora due sole occasioni per assistere, al Teatro dell’Opera di Roma, a Les vêpres siciliennes con cui si è aperta la stagione lirica 2019-2020. L’opera di Giuseppe Verdi sarà infatti in scena domani, venerdì 19 alle ore 19 e per l’ultima volta domenica 22 alle 16,30.

Questo nuovo allestimento del Teatro è stato accolto con favore unanime dalla critica e dagli spettatori: tutti hanno in primo luogo lodato la riproposta di questo non frequente lavoro, che mancava nel nostro teatro dal gennaio 1997, quando fu per la prima volta eseguito al Costanzi nella lingua originale, come accade anche in questa occasione.

Direttore de Les vêpres siciliennes è Daniele Gatti che ha inaugurato così la stagione lirica e anche il suo nuovo ruolo di direttore musicale della Fondazione capitolina.

La regia del nuovo allestimento de Les vêpres siciliennes è affidata a Valentina Carrasco, la scenografia è opera del francese Richard Peduzzi, che debutta in questa occasione a Roma, dove ha in passato diretto l’Accademia di Francia fra il 2002 e il 2008.

Le luci sono curate da Peter van Praet e i costumi da Luis F. Carvalho.

Le coreografie del balletto “Le quattro stagioni”, parte integrante del terzo atto di questo grand-opéra, sono di Valentina Carrasco e Massimiliano Volpini.

Tra i principali interpreti delle ultime due recite ci sono Roberto Frontali nel ruolo di Guy de Montfort, Roberta Mantegna in quello di Hélène.

Henri sarà cantato da John Osborn, Jean Procida da Michele Pertusi. Ancora nel cast Dario Russo (Le sire de Béthune), Francesco Pittari (Daniéli), Saverio Fiore (Thibault) e Alessio Verna (Robert).

Dalla seconda edizione del progetto “Fabbrica” vengono Andrii Ganchuk, che interpreta Le comte de Vaudemont, e Irida Dragoti, Ninetta.

Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani. In scena anche il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato.

Con la partecipazione degli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Laura Comi.

La successiva e ultima replica avrà luogo domenica 22  alle ore 16.30.

Per informazioni: operaroma.it

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

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Il Teatro dell’Opera di Roma programma una recita straordinaria del balletto “Il lago dei cigni”


Il Consiglio di Indirizzo del Teatro dell’Opera di Roma, riunito nella seduta di venerdì 29 novembre sotto la presidenza della Sindaca Virginia Raggi, ha stabilito di programmare una recita straordinaria del balletto Il lago dei cigni giovedì 2 gennaio 2020 alle ore 15.

Teatro dell’Opera di Roma “Il lago dei cigni”. L’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto alla La Fenice di Venezia.

Il Consiglio di Indirizzo ringrazia tutti i lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma che si sono resi disponibili a partecipare a questa iniziativa.

Sarà un segno di vicinanza e solidarietà per la difficilissima situazione in cui il Teatro La Fenice si è trovato nei giorni immediatamente prima dell’inaugurazione della nuova stagione, in seguito allo straordinario fenomeno dell’“acqua alta”, e un contributo ai lavori necessari per il restauro.

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Il Balletto del Teatro dell’Opera di Roma porta Preljocaj e Petit a Ferrara

Teatro dell’Opera di Roma “Preljocaj e Petit”, il Balletto del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato sarà al Teatro Comunale di Ferrara con un doppio programma, un omaggio al poetico Angelin Preljocaj e al geniale Roland Petit.

Teatro dell’Opera di Roma “Preljocaj e Petit”. La prima parte della serata è dedicata ad Angelin Preljocaj con il duetto Annonciation a cui si affiancano alcuni estratti dal Balletto Le Parc.

La seconda parte della serata è dedicata a Roland Petit con il Balletto L’Arlésienne, con estratti da La Chauve-Souris, con il duetto Le Combat des Anges da Proust ou les intermittences du cœur, e due duetti La rose malade e Cheek to Cheek.

 Eleonora Abbagnato sarà in scena e al termine dello spettacolo parteciperà all’incontro dedicato all’approfondimento tematico con Elisa Guzzo Vaccarino.

Il Sovrintendente Carlo Fuortes definisce l’ennesima tournée del Balletto del Teatro dell’Opera di Roma “un risultato importante, un altro passo in avanti in favore dell’arte coreutica nel nostro Paese.

Una possibilità in più per i nostri danzatori di confrontarsi con altri palcoscenici, pubblici e realtà culturali”.

Apre la serata la straordinaria Annonciation di Angelin Preljocaj coreografo francese d’origine albanese appartenente alla seconda generazione della “nouvelle danse”.

La coreografia che nel 1997 vince il Bessie Award, è una pièce per due danzatrici che porta in scena un momento chiave della nostra religione, ossia l’incontro tra la Vergine Maria e l’Arcangelo Gabriele.

Mentre l’iconografia ha più volte rappresentato questo soggetto, l’arte coreografica no.

Angelin Preljocaj affronta con decisione questo tema, dando vita a una tessitura coreografica capace di rappresentare l’idea di un corpo in trasformazione.

L’incontro tra le due danzatrici è di grande impatto e sviluppa un dualismo di grande qualità che evidenzia le sensazioni contrastanti: tensione e forza da una parte, morbidezza e fragilità dall’altra.

Questo dualismo non solo è particolarmente evidente nella coreografia ma è anche sottolineato dalla musica del compositore canadese Stéphane Roy, in perfetta antitesi con il Magnificat di Antonio Vivaldi.

Straordinarie interpreti di questo cameo sono l’étoile Rebecca Bianchi e la solista Federica Maine.

Il programma prosegue con Le Parc – Suite e vede sulla scena Eleonora Abbagnato, già étoile dell’Opéra di Parigi, con il solista Claudio Cocino interpretare il famoso duetto del bacio e ballare sospesa in aria, sorretta dai quattro giardinieri.

Nel 1994 Angelin Preljocaj crea per i ballerini dell’Opéra di Parigi, Le Parc. Il balletto, mescolando il linguaggio accademico con quello contemporaneo, diventa subito un’icona della nuova danza di fine novecento.

Le Parc, rappresentato regolarmente all’Opéra di Parigi da ormai ventidue anni, è, tra i titoli di Preljocaj, quello più ripreso dalle Compagnie di Balletto.

Le Parc è ambientato nel mondo aristocratico del Grand Siècle francese, ed è un balletto sull’arte di amare.

Preljocaj affronta con grande lucidità il tema dell’innamoramento e i codici amorosi della seduzione, con i raffinati e delicati giochi nei sentieri dell’amore, in forma contemporanea.

L’azione si svolge in un parco alla francese rivisitato in chiave costruttivista, grazie alle scenografie di Thierry Leproust.

La musica classica di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) cede il passo alla musica elettronica creata da Goran Vejvoda.

 Sulla creazione sonora si muovono quattro ragazzi che, come giardinieri del cuore, dirigono le azioni dei personaggi.

Vestiti in abiti contemporanei creano una dimensione atemporale che si contrappone a quella classica. I costumi sono di Hervé Pierre.

Le luci di Jacques Chatelet (1951-2015) sono qui curate da Jean-Michel Désiré a cui sono affidate le luci dell’intera serata.

Dopo un breve intervallo, la serata continua omaggiando il Maestro Roland Petit con L’Arlésienne, balletto in un atto ispirato al lavoro letterario e teatrale di Alphonse Daudet, creato per il Ballet National de Marseille.

I protagonisti della vicenda sono Vivette, Frédéri e l’ombra-ossessione dell’Arlesiana.

L’azione si svolge nella giornata della festa di Sant’Eligio: nella piazza del paese, mentre gli amici (8 coppie) di Vivette e Frédéri danzano gioiosi, i due protagonisti promessi sposi non riescono ad amarsi.

Frédéri è in balia dell’ossessione per l’Arlesiana, donna di Arles dai trascorsi poco rispettabili che mai compare nel balletto.

La presenza è però tangibile e influenza le azioni del giovane uomo, che non solo rifiuta l’amore dell’amica d’infanzia, ma impazzisce e si getta dalla finestra del granaio.

La scena di René Allio supporta le sfumature dell’azione con un fondale che riproduce un campo di grano giallo-oro sotto un sole infuocato, un paesaggio alla Van Gogh per la festa paesana, una scatola nera e una finestra stilizzata per il dramma.

I costumi di Christine Laurent ricreano nella loro semplicità una scena festosa di vita contadina dallo spiccato folclore provenzale.

La solista Sara Loro e il primo ballerino Alessio Rezza sono rispettivamente Vivette e Frédéri e, insieme a otto donne e otto uomini del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, portano in scena il tema romantico della passione che conduce alla follia e alla morte.

Eleonora Abbagnato è poi la rosa de La rose malade.

Nel 1973 al Palais des Sports di Parigi Roland Petit presenta La rose malade, costruito su versi e disegni di William Blake, con l’evocativa musica di Gustav Mahler e i costumi impalpabili di Yves Saint Laurent.

Un duetto delicato e gentile, forte e pungente al tempo stesso.

Lui, la rosa e la morte che lentamente incombe.  La rosa sempre più debole viene allontanata dal suo amato che non può più nulla.

L’interpretazione intensa e fragile di una Abbagnato sovrumana si contrappone alla forza terrena del partner, qui il solista Giacomo Castellana che la sorregge con tutto il suo vigore.

Questo balletto rappresenta la fragilità disarmante e disarmata dell’essere umano dinnanzi ad un ostacolo insormontabile come quello della morte.

Tra il 1978 e il 1982 Roland Petit vive il periodo di maggior splendore della sua carriera creativa.

Nel 1979 crea La Chauve-Souris opera coreografica in cui la tecnica classica accademica e le movenze del musical-hall si fondono alla perfezione –  con la straordinaria Zizi Jeanmaire, l’elegante Denis Ganio e l’effervescente Luigi Bonino.

Questo balletto poco conosciuto e poco rappresentato in Italia è molto più di un semplice divertissement, è la creazione in cui Roland Petit coniuga il suo estro coreografico con una lettura acuta e profonda dell’operetta da cui è tratto, all’insegna della festa.

Ancora, è il balletto con il quale Zizi Jeanmaire incanta la platea con una perfetta tecnica classica e interpreta con grande humour una brava madre borghese che si trasforma in un’affascinante “sconosciuta” alla riconquista di un marito volubile e volante.

I personaggi principali sono qui interpretati dai primi ballerini Susanna Salvi e Claudio Cocino.

Nel 1974 Roland Petit è il primo a creare un balletto ispirato al romanzo di Marcel Proust À la recherche du temps perdu (Alla ricerca del tempo perduto), con il suo Proust ou les intermittences du cœur.

Dopo il confronto con Prosper Mérimée (Carmen, 1949), Edmond Rostand (Cyrano de Bergerac, 1959), e Victor Hugo (Notre-Dame de Paris, 1965), il coreografo francese prosegue la sua esplorazione dei capolavori della lettura.

Di quell’immensa opera che è la Recherche Petit non attua una mera riduzione, ma piuttosto ne coglie lo spirito, gli umori, condensando le atmosfere e i profumi proustiani in una successione di poetici tableaux.

Il passo a due qui presentato, Le Combat des Anges, è tratto dalla seconda parte del balletto, intitolata Quelques images de l’enfer proustien.

Protagonisti di questo passo a due maschile, sulla musica di Gabriel Fauré, sono Saint-Loup, angelo della luce, e Morel, angelo delle tenebre interpretati dai solisti Giacomo Castellana e Michele Satriano.

Roland Petit, nella sua autobiografia J’ai dansé sur les flots (1993), racconta di come una sera, durante una cena a Los Angeles, dopo il dessert, Fred Astaire si alzò in piedi, iniziando a provare i passi di un numero che ballava in gioventù con la sorella Adele, accompagnandoli con delle spiegazioni.

Alla fine, rivolgendosi direttamente a Petit, gli suggerì di realizzarne una coreografia per Zizi Jeanmaire.

E Petit lo fece davvero, qualche anno più tardi, creando nel 1977, appositamente per Zizi e Luigi Bonino, Cheek to Cheek: celebre duo dal sapore hollywoodiano composto sulla musica brillante di Irving Berlin, con gli eleganti costumi di Yves Saint Laurent.

Qui Eleonora Abbagnato lo ripropone ballandolo con il primo ballerino Alessio Rezza.

TEATRO COMUNALE DI FERRARA

Domenica 9 novembre ore 21

Annonciation, Coreografia Angelin Preljocaj

Musica di Antonio Vivaldi, Effetti sonori Stéphane Roy, danzano Rebecca Bianchi étoile e Federica Maine solista

Le Parc-Suite, Coreografia Angelin Preljocaj

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart, Effetti sonori Goran Vejvoda, danzano Eleonora Abbagnato étoile e Claudio Cocino primo ballerino con Alessio Rezza, Giovanni Castelli, Massimiliano Rizzo, Antonello Mastrangelo

INTERVALLO

L’Arlesienne Coreografia Roland Petit

Musica di Georges Bizet, danzano Sara Loro solista e Alessio Rezza primo ballerino, otto donne Eugenia Brezzi, Flavia Stocchi, Marta Marigliani, Gloria Malvaso, Federica Maine, Flavia Morgante, Erica Gaudenzi, Elena Bidini

Otto uomini Alessandro Vinci, Massimiliano Rizzo, Giovanni Perugini, Walter Maimone, Valerio Marisca, Domenico Gibaldo, Andrea D’Ottavio, Jacopo Giarda

La Rose Malade

Coreografia Roland Petit

Musica di Gustav Mahler

danza Eleonora Abbagnato étoile e Giacomo Castellana solista

 La Chauve-Souris

Coreografia Roland Petit

Musica di Johan Strauss

danzano Susanna Salvi prima ballerina e Claudio Cocino primo ballerino

con Giovanni Castelli, Alessandro Vinci, Antonello Mastrangelo

Proust ou les Intermittences du Cœur

Coreografia Roland Petit

Musica di Gabriel Fauré

danzano Giacomo Castellana e Michele Satriano solisti

Cheek to Cheek

Coreografia Roland Petit

Musica di Irving Berlin

danzano Eleonora Abbagnato e Alessio Rezza

Finale

Eleonora Abbagnato, Rebecca Bianchi, Susanna Salvi, Federica Maine, Sara Loro, Alessio Rezza, Claudio Cocino, Giacomo Castellana, Michele Satriano

Light designer Jean-Michel Désiré

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Anna Lea Antolini

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Idomeneo ph Javier del Real Teatro Real 2019 2361 MD

Dall’8 novembre al Costanzi l’Idomeneo di Mozart: sul podio Michele Mariotti al suo debutto all’Opera alla regia torna Robert Carsen

La “prima” di venerdì 8 novembre, ore 19.30, sarà trasmessa in diretta da Rai Radio3

Sarà in scena al Teatro dell’Opera di Roma dall’8 al 16 novembre Idomeneo, re di Creta, raro titolo mozartiano che unisce il nitore classico del mito greco a un linguaggio teatrale aperto alle riforme operistiche del secondo Settecento.

Un ritorno molto atteso perché nel nostro teatro Idomeneo era stato rappresentato una sola volta nel 1983 diretto da Peter Maag e con la regia di Luciano Damiani.

A dirigerlo questa volta sarà Michele Mariotti che debutta così all’Opera di Roma.

“Idomeneo è il primo capolavoro di Mozart, – spiega il direttore – certamente la prima opera in cui si scava così a fondo nella definizione psicologica dei personaggi.

Al di là dell’amore tra Ilia e Idamante, è un’opera in cui le solitudini di ognuno dei personaggi si evidenziano drammaticamente”.

Dopo avervi debuttato lo scorso marzo con uno straordinario Orfeo ed Euridice, il regista Robert Carsen torna per la sua seconda regia in questa stagione:

Lo strabiliante e provocatorio Idomeneo di Mozart, opera sulla responsabilità personale e la moralità, ambientata in un contesto di guerra, è una delle composizioni più intense e potenti mai scritte”.

Idomemeo Anett Fritsch Ilia David Portillo Idamante ph Javier del Real Teatro Real 2019 MD 1643Il mar Mediterraneo, nella trama dell’Idomeneo, ha un ruolo centrale: dopo la fine di Troia gli abitanti sconfitti, come pure i greci vincitori, ne percorrono le rotte, lunghe e pericolose.

A Creta si rifugiano Ilia, figlia del re troiano Priamo, ma anche Elettra, figlia del “vincitore” Agamennone: con loro i profughi dei due schieramenti in guerra, vittime spesso di naufragi, come quello nel quale è coinvolta la flotta del re di Creta, Idomeneo.

“L’idea registica di Robert Carsen – dichiara il sovrintendente Carlo Fuortes è stata di immaginare questa grande storia di guerra, e poi di pace nel Mediterraneo, come una metafora dell’oggi.

Da qui l’idea del nostro Teatro di coinvolgere nella produzione dell’opera la Comunità di Sant’Egidio, un’eccellenza della nostra città e anche sul piano internazionale: proseguiamo così l’itinerario di apertura e di collaborazione con diverse realtà romane.

Oltre al cast dei cantanti, i protagonisti che numerosi interpretano l’azione drammatica sono davvero migranti e rifugiati, che fanno parte dei progetti di inserimento della Comunità di Sant’Egidio.

Migranti e rifugiati che in scena rivivono, non senza emozione, momenti e azioni di cui sono stati vittime o protagonisti”.

“Nell’ambito della produzione teatrale, Robert Carsen rappresenta senza dubbio uno dei registi d’opera tra i più richiesti, accreditati e innovativi del momento.

Nell’Idomeneo di Mozart parte dal mito per raccontare di guerre dei nostri tempi con un linguaggio assolutamente contemporaneo che concilia perfettamente la tradizione con la modernità” ha commentato la Sindaca di Roma Virginia Raggi.Prove Idomeneo Michele Mariotti e Robert Carsen ph Yasuko Kageyama Opera di Roma 2018 19 5096 WEB

“Novità assoluta di questa particolare regia sarà la presenza, tra i protagonisti dell’opera, di circa 30 migranti e rifugiati della Comunità di S. Egidio che con il Teatro dell’Opera si fa portavoce.

Un coinvolgimento del tutto nuovo, dello spirito inclusivo della nostra città che è e vuole continuare ad essere una comunità di persone capaci di dialogare conservando quello spirito di umanità che è linguaggio universale” ha concluso la Sindaca.

Il regista Robert Carsen firma le luci con Peter van Praet e le scene con Luis F. Carvalho.

Quest’ultimo cura anche i costumi, mentre i movimenti coreografici sono di Marco Berriel, i video di Will Duke.

Nel ruolo del titolo canterà Charles Workman, Joel Prieto sarà Idamante, Rosa Feola e Adriana Ferfecka (14 novembre) avranno il ruolo di Ilia, Miah Persson sarà Elettra, Alessandro Luciano Arbace e Oliver Johnston Gran Sacerdote.

Nel cast anche un talento di “Fabbrica” Young Artist Program, il baritono Andrii Ganchuk (una voce).

Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto dal Maestro Roberto Gabbiani.

Questa edizione di Idomeneo è dedicata a Paolo Grassi, nel centenario della nascita.

Dal libretto di Idomeneo, che racconta un’immaginaria vicenda accaduta subito dopo la fine della guerra di Troia, un Mozart venticinquenne ricava un ampio lavoro ricco di arie, pagine corali e danze.

Se l’argomento mitologico preludeva a una classica opera seria italiana settecentesca, la musica si apre invece all’esempio dell’opera francese e al nuovo disegno drammatico proposto da Gluck.

Insieme a questi elementi, Mozart propone per la prima volta la caratterizzazione musicale dei singoli personaggi e una grande attenzione alla loro psicologia: due aspetti che avrebbero definito il suo teatro musicale.

Nel cammino del compositore, e più ancora nella sua biografia, Idomeneo segna inoltre una tappa fondamentale:

il trionfo dell’opera a Monaco nel 1781 diede a Mozart il coraggio di abbandonare il posto di musicista di corte nella natia Salisburgo e di trasferirsi a Vienna come libero professionista, per l’ultimo folgorante decennio della sua vita.

Val la pena di ricordare che per il debutto a Monaco il ruolo maschile di Idamante fu affidato a una voce acuta, il giovane castrato italiano Vincenzo Dal Prato:

nella edizione del 1983 al Teatro dell’Opera venne infatti interpretata dal contralto Claire Powell.

Per la ripresa viennese del 1786 il ruolo fu invece interpretato da un tenore ed è questa la scelta dell’edizione che sarà ora in scena, con la partecipazione dello spagnolo Joel Prieto.

 Il nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma è una coproduzione con il Teatro Real di Madrid, Den Kongelige Opera di Copenhagen e la Canadian Opera Company di Toronto.

Dopo la “prima” di venerdì 8 novembre (ore 19.30), Idomeneo verrà replicata domenica 10 (ore 16.30), martedì 12 (ore 19.30), giovedì 14 (ore 19.30) e sabato 16 (ore 18.00).

Per informazioni operaroma.it

Mercoledì 6 novembre (ore 19.00) l’appuntamento al Costanzi sarà con l’Anteprima Giovani riservata ai minori di 26 anni.

Per informazioni e prenotazioni: 0648160/312/532/533;

promozione.pubblico@operaroma.it; dipartimento.didattica@operaroma.it

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Renato Bossa

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Idomeneo re di Creta ph Javier del Real Teatro Real febbr 2019 4363