Teatro Biblioteca Quarticciolo “Lo capisce anche unə bambinə”,
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Teatro Biblioteca Quarticciolo “Lo capisce anche unə bambinə”, 17 maggio ore 18.30 e ore 21.00, 25 maggio ore 19.00, 17 maggio giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia


Il Teatro Biblioteca Quarticciolo in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Biblioteche di Roma e Municipio V-Roma Capitale sceglie di dedicare la rassegna LO CAPISCE ANCHE UNƏ BAMBINƏ al tema delle adozioni LGBT+ e alle famiglie arcobaleno.

Teatro Biblioteca Quarticciolo “Lo capisce anche unə bambinə”. Tre gli appuntamenti in programma: il 17 maggio alle ore 18.30 l’incontro STORIA DI UNA FAMIGLIA INCONCEPIBILE (ingresso libero con prenotazione obbligatoria) a partire dal libro Lo capisce anche un bambino (Feltrinelli) di Mattia Zecca:

Il racconto della sua storia personale, di una famiglia composta da due papà e due figli che la legge italiana costringe all’invisibilità assume una grande valenza collettiva, che ci riguarda come figli prima ancora che come genitori, nel nostro diritto assoluto di essere visti per quello che siamo.

“Il potere dei libri è proprio questo – spiega Zecca – raccontare storie per avvicinare, abbattere resistenze, costruire ponti. Far scoprire familiare ciò che da lontano può apparire estraneo.

Ogni bambino lo sa”.

Per l’occasione partecipano all’incontro anche Marilena Grassadonia, coordinatrice UFFICIO DIRITTI LGBT+ di Roma che dichiara: “Con l’istituzione dell’Ufficio Diritti LGBT+ Roma Capitale si è assunta la responsabilità istituzionale di stare a fianco della comunità lgbtqia+ e di fare la propria parte per migliorare la vita reale delle persone.

Ed è per questo che oggi sono molto felice di essere qui, perché grazie alla storia di questa “famiglia inconcepibile” abbiamo l’occasione di fare cultura e portare avanti quella riflessione preziosa necessaria per rendere migliore la nostra città.”

All’incontro partecipano anche Mario Colamarino, presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Alessia Crocini, presidente Famiglie Arcobaleno; coordina Marzia Grasso, assistente sociale Municipio V – Roma Capitale.

Sempre il 17 maggio, alle ore 21.00, in scena VENERE/ADONE di e con Danilo Giuva della Compagnia Licia Lanera uno spettacolo sull’amore: “quella condizione che pone ogni essere umano, che si trova a dover gestire i primi tormenti dell’amore – spiega il drammaturgo e interprete – quella stretta linea di confine tra l’essere e il sentire su cui è necessario trovare un proprio punto di equilibrio in cui stare.



Teatro Biblioteca Quarticciolo “Lo capisce anche unə bambinə”,
Teatro Biblioteca Quarticciolo “Lo capisce anche unə bambinə”,

Ogni adolescente credo abbia la propria condizione di confine e credo sia necessario parlarne”.

Nello spettacolo ogni emozione viene scandagliata: il primo palpito d’amore, tutti gli escamotage utilizzati per frequentarlo, gli sguardi, le speranze e le ritrosie…

Tutti questi sentimenti vengono trasmessi in scena da Giuva con una sincerità assoluta, diventando paradigmi di tutti i primi amori adolescenziali con le loro speranze e le loro disillusioni.

Chiude la rassegna il 25 maggio alle ore 19.00 l’incontro sul libro Sarà solo la fine del mondo (Marsilio Editori) romanzo di esordio di Liv Ferracchiati – pluripremiato autore e regista teatrale e performer che porta a teatro l’identità di genere, i traumi e il comico della generazione under 40 dell’Italia di oggi – che mette in scena l’inadeguatezza a noi stessi e agli altri e la diversità che sempre ci fa stupendi.

L’incontro fa parte anche della rassegna TBQLETTERATURADUEMILA. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.

IL PROGRAMMA

Rassegna Lo capisce anche unə bambinə un progetto del Teatro Biblioteca Quarticciolo in collaborazione con Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Biblioteche di Roma, Municipio V_Roma Capitale

17 maggio ore 18.30 | Incontro

Storia di una famiglia inconcepibile

Dialogo a partire da Lo capisce anche un bambino. Storia di una famiglia inconcepibile di Mattia Zecca (Feltrinelli).

Intervengono: Mattia Zecca, Mario Colamarino, presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Maddalena Grassadonia, coordinatrice UFFICIO DIRITTI LGBT+ di Roma, Alessia Crocini, presidente Famiglie Arcobaleno

coordina: Marzia Grasso, assistente sociale Municipio V – Roma Capitale

“Un figlio è sempre una scoperta che muta la geografia del tuo mondo.”

E il mondo che questo libro invita a esplorare è quello raccontato dalla voce di un padre, ma osservato con gli occhi di Lorenzo e Martino, due bimbi che condividono la stessa cameretta, la stessa storia di amore, determinazione e cura e, soprattutto, gli stessi genitori: papà Mattia e papà Nicola.

È la storia vera, insomma, di una famiglia come le altre: una famiglia felice che, convinta di essere trasparente, una tra le tante, scopre invece di essere invisibile.

Perché se l’amore ignora sempre le leggi della fisica e della biologia, la legge talvolta ignora l’amore.

A Lorenzo e Martino, infatti, che di genitori ne hanno due, l’ordinamento italiano ne riconosce solo uno per ciascuno. L’altro, per le istituzioni, non è che un mero convivente. Lorenzo e Martino, per la legge italiana, non sono fratelli.

“Per il nostro Paese noi siamo quattro simpatici coinquilini che si vogliono tanto bene e che, se trovassero un buon portiere, potrebbero formare un’ottima squadra di calcetto a cinque. Se solo papà Mattia e papà Nicola sapessero giocare a pallone. è questo, il problema.”


Teatro Biblioteca Quarticciolo “Lo capisce anche unə bambinə”,
Teatro Biblioteca Quarticciolo “Lo capisce anche unə bambinə”,

Con una scrittura delicata e profonda, Mattia Zecca racconta una storia personale ma anche collettiva, che ci riguarda come figli prima ancora che come genitori, nel nostro diritto assoluto di essere visti per quello che siamo.

E, in fondo, getta luce sull’unico senso intimo e universale del desiderio di costruire una famiglia: “Essere genitori è prima di tutto un’occasione: quella di essere i bambini che non siamo mai stati, o che non siamo stati abbastanza, o che non siamo stati come avremmo realmente potuto o desiderato. Essere genitori vorrebbe dire, insomma, tornare bambini, ma imparando a esserlo meglio”.

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria 

17 maggio ore 21.00 | Teatro

Prima regionale

VENERE/ADONE

da William Shakespeare

di e con Danilo Giuva

drammaturgia di Danilo Giuva e Annalisa Calice

regia e spazio Danilo Giuva

luci Cristian Allegrini

suono Francesco Curci

assistente alla regia Luca Mastrolitti

progetto grafico Silvia Rossini

consulenza artistica Valerio Peroni ed Alice Occhiali – Nordisk Teaterlaboratorium/Odin Teatret, con il contributo del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto-Teatro Dimora La Corte Ospitale” 2021, produzione Compagnia Licia Lanera in coproduzione con Teatri di Bari

Venere/Adone è uno spettacolo che parla di fatti dell’amore, della natura umana e dell’incapacità di stare con disinvoltura nel proprio.

È, questo, un lavoro che parla a tutti, ma che è necessario che incontri soprattutto un pubblico di adolescenti.

Ho scelto di partire da un poemetto: “Venere e Adone” di William Shakespeare – io ci ho messo lo slash perché sono fermamente convinto che entrambi convivano in ognuno di noi – per presentare l’archetipo dell’amore incompiuto attraverso l’elevazione lirica e vertiginosa del bardo per, poi, lanciarmi da quelle altezze per precipitare in una storia d’amore, altrettanto incompiuta, tra due comunissimi essere viventi dello stesso sesso.

Ho voluto raccontare il cortocircuito – tutto personale – dei primi momenti, la ricerca della verità, la difficoltà di spiegarsi, la fatica della lotta interna, il senso di incompiutezza ed il dolore che il desiderio inespresso genera.

Parla, dunque, questo lavoro di quella condizione che pone ogni essere umano, che si trova a dover gestire i primi tormenti dell’amore, su quella stretta linea di confine tra l’essere e il sentire su cui è necessario trovare un proprio punto di equilibrio in cui stare.

Ogni adolescente credo abbia la propria condizione di confine e credo sia necessario parlarne. Io voglio farlo a teatro.

Danilo Giuva

Nell’ambito di TBQLETTERATURADUEMILA

un progetto del Teatro Biblioteca Quarticciolo

in collaborazione con Biblioteche di Roma

25 Maggio ore 19 |Incontro

Francesca De Sanctis incontra Liv Ferracchiati – autore del libro Sarà solo la fine del mondo (Marsilio Editori)

Romanzo di esordio di Liv Ferracchiati – pluripremiato autore e regista teatrale e performer che porta a teatro l’identità di genere, i traumi e il comico della generazione under 40 dell’Italia di oggi – Sarà solo la fine del mondo mette in scena l’inadeguatezza a noi stessi e agli altri e la diversità che sempre ci fa stupendi.

L’autore di questo libro è transgender, il protagonista di questo libro è transgender, ma questo libro non è un’autobiografia, è un romanzo.

Anzi, quando comincia, l’io narrante non è ancora nato, nonostante i suoi genitori facciano di tutto perché ciò accada e, nonostante non abbia ancora il corpo, l’io narrante racconta.

Sarà solo la fine del mondo è infatti un romanzo sul corpo che, anche quando è in piena salute, può essere percepito come inadatto.

È con il corpo che ci presentiamo al mondo prima di aver imparato a parlare, è intorno al nostro corpo nudo che viene pensato il colore rosa o l’azzurro anche quando non li indossiamo.

Così, visto che il corpo è un problema, il protagonista, da subito, comincia a parlare. Prima di nascere parla e non smette più.

Parla tanto, si lambicca, eccepisce, critica e discute. Gioca, soprattutto. Sarà solo la fine del mondo segue la vicenda umana e preumana del protagonista, e anche quella oltreumana.

Come il Tristram Shandy di Laurence Sterne, ma anche come il cartone animato Disney Soul. Somiglia, questo protagonista, ad Anima 22, che nel cartone animato non ha voglia di incarnarsi e che, appena le capita, percepisce fascino, ma anche insoddisfazione, perché un corpo ha un genere, un’età, e ti mette in relazione in modo troppo univoco con le circostanze.

L’io narrante bambino vuole tutto, e non ha problemi di identità, è certo di chi è e di ciò che vuole, poi purtroppo qualcosa cambia: qualcuno, oltre a se stesso, vuole spiegargli chi è, cosa è, e quando è.

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria 

Liv Ferracchiati (Todi, 1985) si diploma in regia teatrale presso la Civica scuola di teatro Paolo Grassi di Milano nel 2014.

Nel 2017 il suo testo Stabat Mater vince il premio Hystrio nuove scritture di scena, e con Un eschimese in Amazzonia – Trilogia sull’Identità (Capitolo III) si aggiudica il premio Scenario. Nell’agosto dello stesso anno, Antonio Latella seleziona per la Biennale Teatro di Venezia una monografia di tre suoi lavori.

Alla Biennale Teatro 2020, una menzione speciale e stata attribuita dalla giuria internazionale a La tragedia è finita, Platonov, riscrittura del dramma di Anton Cěchov, di cui Liv Ferracchiati e anche regista e interprete, in scena a ottobre al Teatro Secci di Terni e al Teatro Morlacchi di Perugia, a novembre al Piccolo Bellini di Napoli e al Piccolo Teatro Grassi di Milano.

Teatro Biblioteca Quarticciolo

Direzione Giorgio Andriani, Antonino Pirillo, Valentina Marini

Consulenza culturale Valentina Valentini

Luogo spettacolo:

via Ostuni 8 – 00171 Roma

N.B. La partecipazione agli eventi richiede l’uso della mascherina fpp2 secondo le normative covid 19 vigenti

Info

tel 06 69426222 biglietteria@teatrobibliotecaquarticciolo.it 

Botteghino

 aperto tre ore prima dell’orario di spettacolo

Biglietti

Prevendite disponibili su ciaotickets.com e nelle rivendite autorizzate

Tariffe

Intero 12€ – ridotto 10€ (over 65, under 24, Convenzioni) – Ridotto 7€ (under 12)

 Nuove Generazioni 2 persone 15€ Spettacoli per le Scuole 7€

*ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria per Incontri e Convegni

Canali digitali:

https://www.facebook.com/teatrobibliotecaquarticciolo/

https://www.instagram.com/teatrobibliotecaquarticciolo/?hl=it

www.teatrobibliotecaquarticciolo.it

https://vimeo.com/tbqvoices

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