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Teatro Quarticciolo “Europa Vecchia Madre”. FuturaMemoria”,


Teatro Quarticciolo “Europa Vecchia Madre”. Rassegna alla sua prima edizione, apre i luoghi del V°Municipio al confronto e alla riflessione sui temi dell’inclusione e della memoria.

Teatro Biblioteca Quarticciolo.uturaMemoria, prodotto da Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini, dal 31 ottobre al 28 novembre 2019

Vede protagonisti molti luoghi del Municipio V, dal Teatro Biblioteca Quarticciolo alla Biblioteca Penazzato, dal Centro Anziani Villa Gordiani al Mercato Iris, da La Cantina di Dante al Mercato Villa Gordiani.

L’iniziativa è parte del programma di Contemporaneamente Roma 2019 promossa da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

18 novembre alle ore 18.30 presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo, è la volta dello spettacolo Europa Vecchia Madre, in collaborazione con Associazione Pin Doc.

Memoria, Inclusione e diversità sono la base di questo progetto nato da un laboratorio di danza sociale condotto negli ultimi cinque anni da Theodor Rawyler.

Con un gruppo di 16 donne intorno agli ottant’anni, testimoni di un conflitto mondiale restituito attraverso gli occhi di un’infanzia vissuta ai tempi di guerra.

Sono emersi alcuni temi centrali; la paura, la voglia di giocare comunque, la solidarietà, l’assenza dei padri.

Per quanto basato anche su ricordi dolorosi e indelebili, il lavoro è portatore di un grande entusiasmo per la vita, della gioia di poter partecipare, di mettersi in gioco, per esprimersi attraverso un’arte che sembrava ormai preclusa.

Il lavoro nella sua restituzione al pubblico è tratto dalle memorie delle donne anziane del laboratorio di danza sociale di ViaTerni9/Roma – Coop. Soc. Meta Onlus.

Lo spettacolo è preceduto da un laboratorio rivolto agli anziani del Municipio V.

Esperto di danza di comunità, Rawyler è venuto a mancare prematuramente lo scorso 6 settembre e questo omaggio al suo impegno nel sociale è un modo per ricordare e tenere vivo il valore del suo messaggio professionale.

20 novembre ore 16.00, Biblioteca Penazzato: Il loro sguardo buca le nostre ombre. Diversità e società.

Incontro dibattito in collaborazione con il Master Teatro nel Sociale diretto dal prof. Guido Di Palma, Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo, Sapienza Università di Roma.

Intervengono Guido Di Palma, (Andrea Porcheddu (Critico teatrale), Cecilia Bartoli (Asinitas onlus), Rosita Volani (Olinda), Antonio Di Sanza (Quintaumentata Coro Multietnico).

(Memorie) In Ascolto, nutrire la memoria, rafforzare la memoria, trasmettere la memoria passata, presente, futura, è un segmento della rassegna prodotto da GRIOT [griotmag.com] e dall’associazione culturale LIT.

Con la direzione artistica di Johanne Affricot, fondatrice del collettivo e della piattaforma creativa e culturale GRIOT.

(Memorie) In Ascolto propone un doppio intervento artistico che vede al centro il mercato.

Animato, riempito di corpi e voci, esperienze e relazioni, è il luogo in cui i passanti sono sottoposti a un esercizio, sollecitato e spontaneo, di (ri)costruzione e trasmissione della memoria.

 In forma individuale e/o collettiva, stimolato dall’interazione dell’uno con l’altro, in cui la materialità dell’incontro percorre il reale e il virtuale.

23 novembre dalle ore 11.00, Mercato Iris in piazza delle Iris. Una prima installazione sonora e video a 5 schermi, disseminati in diversi punti del mercato.

Vede protagonisti 5 artisti musicali: Clavdio, David Blank, Mudimbi, Technoir, Vhelade

Teatro Biblioteca Quarticciolo

Via Ostuni 8 Roma

Ufficio stampa

Antonino Pirillo

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foto La vecchia memoria

Rassegna Lazioinscena allo Spazio Rossellini presenta La vecchia memoria

Spazio Rossellini, Della storica Compagnia D’Origlia Palmi fondata dagli attori Bianca ed Emmanuel nel 1921 – e che finì la sua carriera nel piccolo teatro di Borgo Santo Spirito al Vaticano dove trascinò sé stessa e quel che rimaneva di un passato glorioso – non resta che il bagliore di un ricordo.

Spazio Rossellini. Eppure Bianca ed Emanuel ebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo delle avanguardie romane che si nutrirono della loro recitazione di altri tempi e del loro trovaroba polveroso.

Spazio Rossellini, Roma, “La vecchia memoria”. In questo lavoro, la dimensione artistica di D’Origlia Palmi e la loro fede profonda nel teatro come unico possibile orizzonte dell’esistenza, assumono valenza metafisica.

La “fine” dei due grandi attori simbolo di una forma “perduta” di teatro e teatralità è tutta giocata sull’estro dei due interpreti attuali, sulla loro personale ricerca e sulla rivisitazione del sogno ad opera di un giovane promettente drammaturgo.

Bianca ed Emmanuel sono stati il punto di partenza del nostro studio, ambientato nel 1969: anno della morte proprio di Bruno Emmanuel Palmi.

In questo lavoro ci siamo voluti discostare da una visione documentaristica e storicistica dei due personaggi, per approcciarli con uno sguardo più “comunitario”, usando la lente della “fine”.

Abbiamo immaginato i nostri due protagonisti persi in un paesino pieno di nebbia, alla ricerca del teatro parrocchiale nel quale dovranno esibirsi in un recital sui loro cavalli di battaglia.

La nebbia e il paese si riveleranno essere dimensioni metafisiche, realtà mistiche, dense di presagi, dove i due potranno vedere una rappresentazione mitica dell’imminente morte di Emmanuel ed avvicinarsi ad una favolistica origine del mondo, molto simile alla loro storia d’amore.

I due infatti, oltre che compagni di scena e direttori di compagnia, sono una coppia inseparabile da quarant’anni.

Ed è proprio davanti ad un paradiso naïve, estremamente ingenuo, popolato da angeli e putti simili ai personaggi di una rivista, che i due daranno fondo a tutte le loro dinamiche, ai giochi che li rendono compagni di vita e al conflitto che sembra minacciare la loro unità.

Infatti, davanti alla visione di una fine probabile, con l’avanzare dell’età e delle delusioni, vedendo morire la loro idea di teatro e ridursi sempre più la loro vita, i due reagiscono in due modi diametralmente opposti:

Emmanuel si arrende, sognando di volare in un Paradiso accogliente, sereno e imperturbabile, Bianca si oppone, continuando a lottare.

Questo conflitto, sottile e sotteso per tutto il primo atto, esplode nel secondo.

Siamo sul palco del loro teatro e scopriamo che tutto ciò che abbiamo visto finora altri non è che una messa in prova dell’ultimo testo di Emmanuel.

Un testo onirico, d’avanguardia, con cui il capocomico sogna di dare l’addio alle scene e, forse, alla vita.

Intuendo questa verità Bianca si ribella, cercando in tutti i modi di dimostrare al compagno di una vita quanto ancora ci sia da fare, si possa dare, quanto grande sia stata la loro vita e quanto unico e profondo il loro legame.

Discutendo del testo i due dialettizzano il loro rapporto e quella simbiosi che impedisce a lui di “andare” del tutto e a lei di “restare” del tutto.

Ma poi, profetizzando un Giudizio Universale laico, salvifico, egualitario e trionfante, troveranno la loro dimensione. Ognuno il giusto finale per la sua personalissima storia.

Fondata dagli attori Bianca D’Origlia ed Emmanuel Palmi nel 1921, la Compagnia fu attiva soprattutto nelle colonie italiane durante il ventennio fascista e si fece innovatrice presentando oltre al repertorio tradizionale dell’epoca, dei “kolossal al technicolor” di carattere sacro.

Il loro spettacolo più noto è il Christus, un dramma a quadri che racconta la storia di Gesù Cristo ricorrendo ad effetti speciali, quali, per esempio, le luci colorate.

Dopo il crollo del fascismo la Compagnia fu emarginata dalla maggior parte dei teatri italiani, soprattutto per il carattere “antico” delle sue rappresentazioni.

Fiera conservatrice dello stile del Grande Attore, la Compagnia trovò riconoscimento solo presso il Vaticano che le affidò un teatro a Borgo Santo Spirito, (Roma).

Dagli anni ’60 agli ’80 la compagnia si distinse soprattutto per le rappresentazioni kitsch sulle sante e per la recitazione passatista. Nei ’60, in particolare, fu al centro della vita mondana di Roma.

I suoi spettacoli erano frequentati da un pubblico di intellettuali, ricercatori, avanguardisti oltre che di suore, bambini, preti e borghesi cattolici.

Vittima di derisione e marginalizzazione, ridotta ormai ad essere una compagnia semiprofessionistica, la D’Origlia-Palmi ispirò molti artisti della scena formatisi all’epoca, tra cui Carmelo Bene e Paolo Poli, assidui frequentatori dei loro eventi.

Note di regia

Si è voluto lavorare nel modo più semplice possibile.

Essendo una storia che tratta della “fine” di due grandi attori, (e di una forma “perduta” di teatro e teatralità), si è concentrato tutto il lavoro scenico sull’estro dei due interpreti e sulla loro personale ricerca.

Con due sensibilità diverse, ma sintonizzate, Gloria Sapio e Maurizio Repetto hanno cercato le loro identità di personaggi.​

Il gioco è sul teatro, su una prima parte tesa tra clown e commedia e una seconda più scura, dura e diretta.

Dopo importanti lavori di ristrutturazione, la Regione Lazio restituisce alla città lo Spazio Rossellini, all’interno dell’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini, dando, grazie all’ATCL, nuova forma e destinazione agli studi in cui ha girato il grande regista.

Lo Spazio nasce con una vocazione per lo spettacolo dal vivo, l’alta formazione e la promozione degli artisti del territorio regionale.

Spazio Rossellini promuoverà diverse tipologie di interventi che riguarderanno il teatro – nelle sue diverse declinazioni e sfaccettature – la danza, la musica, il cinema, dando spazio a realtà che affrontano con mezzi differenti la pluralità dei linguaggi dello spettacolo dal vivo.

Sarà uno spazio da abitare e attivare, da pensare in chiave formativa, un luogo accogliente per le compagnie sostenute in periodi di residenza: in sintesi un polo dedicato alla creatività.

Un’importante occasione per creare una rete che coinvolga le Istituzioni a livello locale e nazionale, le università e i centri di formazione, le produzioni artistiche, le associazioni culturali e sociali che operano nel settore della cultura e dello spettacolo da vivo.

Il coordinamento artistico progettuale è di Katia Caselli

La Vecchia Memoria

testo e regia di Giacomo Sette

con Gloria Sapio e Maurizio Repetto

musiche e disegno luci Andrea Cauduro

assistente alla Regia Eleonora Penna

organizzazione Rossella Graffeo

foto e video Valeria Tommasulo

una produzione Settimo Cielo

dedicato a Bea e Renato

 SPAZIO ROSSELLINI
venerdì 18 ottobre – ore 21 – ingresso 5 euro (+d.p.)

tel 06 45426 982

via della vasca navale 58 – Roma

info@spaziorossellini.it

www.spaziorossellini.it

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