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Romeo e Giulietta negli Ater: un amore popolare.

Romeo e Giulietta negli Ater: un amore popolare, presentato da Progetto Goldstein, regia e adattamento di Leonardo Buttaroni


Romeo e Giulietta negli Ater: un amore popolare. A Roma, in periferia, rinasce il teatro popolare. Contro le minacce della pandemia, il teatro possibile.

Romeo e Giulietta negli Ater: un amore popolare. Uno Shakespeare da guardare affacciati alle finestre, nei cortili dei palazzi popolari dell’ATER dal 10 al 13 dicembre 2020.

10 e 11 dicembre ore 17.00  Ater Quarticciolo,

12 e 13 dicembre ore 17.00  Ater Primavalle, 

E online su www.facebook.com/lacittaideale

Il teatro dove il teatro non arriva. Il teatro nelle periferie e “ai margini”, come negli anni Settanta.

Un teatro da guardare affacciati alle finestre, per portare l’arte lì dove di solito non se ne fa: ai confini di Roma, nei cortili dei palazzi popolari dell’ATER.

Questo è il nuovo progetto di La Città Ideale che dal 10 al 13 dicembre propone Romeo e Giulietta negli ATER: un amore popolare, regia di Leonardo Buttaroni.

Nei cortili dei palazzi popolari dei quartieri di Primavalle e Quarticciolo, per regalare un assaggio di bellezza al territorio, trasformando l’affaccio di ogni privata abitazione nel palchetto in prima fila di un inedito teatro all’italiana.

Fare teatro durante una pandemia:

E’ possibile? Fabio Morgan, curatore del progetto, sa che è possibile portare in questo periodo un po’ di bellezza ai margini della città, nelle periferie romane, così tanto citate e così tanto abbandonate.

“L’idea nasce durante una passeggiata per il quartiere del Quarticciolo” spiega Fabio Morgan.

“Su un muro c’era una scritta recente che diceva:

La quarantena in 20 mq non si può fare! Non era semplicemente una scritta ma un vero e proprio grido di dolore e di attenzione.

Era il momento di inventare qualcosa che potesse intrattenere e mettere insieme, pur non potendo stare insieme.

Nei momenti di crisi chi ci rimette di più sono sempre le persone che vivono situazioni già molto delicate.

Un’artista ha il compito di inventare nuove forme per cercare di non lasciare sole queste persone.

Il compito di coinvolgerle e farle sentire che qualcuno si occupa di loro, che qualcuno si prende l’onore e l’onore di fargli passare un paio di ore in modo diverso.

E’ bastato osservare da vicino il quartiere e studiare la conformazione dei vari lotti di case popolari presenti a Roma, per vedere che in tutti ci sono grandi cortili attorniati da palazzi:

Ecco l’idea! Far diventare il cortile per un giorno un palcoscenico.

Invitare i vari condomini dei palazzi ad affacciarsi alle finestre per vedere lo spettacolo, ognuno nella sua abitazione, tutti uniti nella visione di Romeo e Giulietta”.

L’amore alla fine non paga e se paga, paga poco.

L’amore che te sarva la vita, se lo trovi costa caro. Così, il regista Leonardo Buttaroni ha scelto lo spettacolo di Romeo e Giulietta:  “…la storia di due ragazzi, che per destino e fato avversi, si ritrovano a vivere un amore impossibile.

Tra mille ostacoli e sospinti dagli eventi navigheranno verso il tragico finale.

Tra battute folcloristiche, converse, musicassette e canzoni degli anni 80, ho incastonato la nostra storia, ho immaginato come un romano D.o.c. di quei tempi, me l’avrebbe raccontata, come avrebbe esaltato con sontuose iperboli la parte comica e come avrebbe affondato il coltello nella tragedia.”

Un’esibizione piena di emozioni, in punta di piedi nelle case del popolo e nei loro balconi, nelle finestre e nelle terrazze. “Tutto per ricordare non quello che eravamo, ma quello che per sempre saremo. 

Perché la Roma che conosco, non perderà mai il vizio di essere… POPolare”, conclude Buttaroni.

Shakespeare negli ATER è l’ultimo progetto ideato da La Città Ideale e vede la co-realizzazione di un classico del teatro nelle corti interne degli ATER, strutture di edilizia popolare della Regione Lazio.

Il progetto nasce nel periodo di lockdown, a teatri chiusi, e insiste sulla natura collettiva (e conviviale) del processo produttivo.

Il progetto nasce dalla riflessione sulla qualità della relazione umana negli spazi di edilizia popolare, ponendosi come obiettivo la creazione di un evento che sia esperienza condivisa e momento di connessione “tra i diversi balconi”.

Il teatro torna una realtà, in un modo diverso rispetto a quello in cui eravamo abituati a concepirlo.

Romeo e Giulietta negli Ater: un amore popolare è una produzione di Progetto Goldstein con il sostegno della Regione Lazio.

Si ringrazia Fortezza Est.

Romeo e Giulietta negli Ater: un amore popolare.

regia e adattamento Leonardo Buttaroni

con Tiziano Caputo, Matteo Cirillo, Ilario Crudetti, Chiara Davis, Alessandro Di Somma, Ermenegildo Marciante, Diego Migeni, Emiliano Morana, Riccardo Viola

scene e costumi Alessandra Muschella
disegno luci Martin Emanuel Palma

foto di Manuela Giusto

Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it
Marta Volterra marta.volterra@hf4.it 340.96.900.12
Matteo Glendening press@hf4.it 391.13.70.631

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Romeo e Giulietta negli Ater: un amore popolare.
ROMEO GIULIETTA 1

Teatro Ghione presenta “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, regia Selene Gandini

Teatro Ghione presenta “Romeo e Giulietta” lo spettacolo di William Shakespeare, regia Selene Gandini, con: Agostina Magnosi, Federico Occhipinti, Fabrizio Raggi, Marta Nuti, Matteo Fiori, Francesco Buttironi, Andrea Amato, Caterina Gramaglia, Marco Usai, Elvira Scalzi, Luca Alfonsi, Marinella Giraldi, Filippo Lemma.

Teatro Ghione presenta “Romeo e Giulietta”. Avventurarsi nel mondo Shakesperiano è un’impresa difficile.

Teatro Ghione presenta “Romeo e Giulietta”. Non sappiamo mai davvero dove ci porterà la creazione di una scena perché il verso del “Grande Bardo” contiene strade differenti, a volte opposte, che noi di volta in volta interpretiamo come specchio della nostra vita, del nostro sguardo sul mondo e i suoi attori.

Ci addentreremo in un’immaginaria gabbia che costringe i personaggi a vivere e sopravvivere; una prigione per uccelli di diversa specie, che si guardano, si cercano, si combattono, si amano e si uccidono.

La città di Verona è come se fosse il mondo intero intrappolato dalle sue leggi e Romeo e Giulietta sono vittime di questa costrizione.

L’umanità vive in cattività per mano di una società che non accoglie, non ascolta e non comprende i reali bisogni dell’individuo.

L’ordine apparente, creato dal potere e dalle sue leggi, trasforma la realtà a suo piacimento, offrendole la maschera dei diritti e dei doveri, privandola del suo vero aspetto.

Nell’opera di Shakespeare i protagonisti sono i giovani, quella parte di umanità incompresa e schiacciata e con la morte di Mercuzio, Tebaldo, Romeo e Giulietta, assistiamo alla sconfitta di un mondo, che oggi come allora, decide e agisce senza sentire.

La gabbia soffoca il desiderio di volare, tarpa le ali alla libertà di ciascuno, mettendo in luce le relazioni e i momenti di solitudine, facendo emergere i diversi comportamenti che l’uomo ha in pubblico o nel suo privato.

E’ un luogo di passaggio, un luogo di vita permanente, una struttura che osserviamo da lontano e in cui potremmo finire.

C’è chi si sentirà artefice di questa prigione, c’è chi la vivrà come naturale condizione, c’è chi la subirà, c’è chi la combatterà, ma è solo scendendo dal palcoscenico che capiremo come distruggerla.

La gabbia si trasformerà di volta in volta nella camera di Giulietta, nella sala da ballo dove i due protagonisti s’incontrano per la prima volta, sarà il luogo di scontro tra Montecchi e Capuleti fino a mutare il suo aspetto divenendo cripta e ospitando la morte dei i due giovani amanti.

Il nostro progetto ha come finalità quella di porre l’attenzione sulle mancanze che la società e il suo potere ha avuto ed ha ancora sull’uomo ed in particolare nei confronti dei giovani.

Ancora oggi assistiamo impotenti alle decisioni che il potere ha sulla vita delle persone ed è per questo che all’interno della compagnia di attori è stata scelta come protagonista un giovanissimo talento, un’attrice di 14 anni (l’età di Giulietta).

Sarà lei a parlare ai suoi coetanei, al mondo degli adolescenti, che ancora oggi vive con dolore il fatto di non essere ascoltato, accettato, aiutato, ma si rivolgerà anche al pubblico degli adulti, che dovrebbe sentirsi responsabile della gabbia di cui a volte è artefice.

Shakespeare ancora una volta ci da la possibilità di riflettere sui temi universali dell’uomo, del suo sentire e del suo agire e noi cercheremo di farlo al meglio delle nostre possibilità.

Orario spettacoli ore 21,00

Domenica ore 17,00

biglietti a partire da 23 euro

Teatro Ghione, via delle Fornaci,37, Roma

Info:06 6372294

www.teatroghione.it

Relazioni con la stampa Teatro Ghione: Maurizio Quattrini:

Cell. 338/8485333 – e-mail: maurizioquattrini@yahoo.it

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