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Gau Gallerie Urbane, Arte urbana a cielo aperto.

Gau Gallerie Urbane, Arte urbana a cielo aperto. Torna la galleria d’arte urbana a cielo aperto, con 75 campane per la raccolta del vetro trasformate in ‘tele d’artista’.


Gau Gallerie Urbane, Arte urbana a cielo aperto. La street art al servizio di Roma, per il restyling urbano delle periferie con:

Alessandra Carloni – Controllo Remoto – Gojo – Moby Dick -Kenji – DesX – Matteo Brogi – Napal Naps – Point Eyes (Yest + Er Pinto) – Hoek – Eliseo Sonnino – Karma Factory (Wuarky + Nemea) – Lola Poleggi – Arash – Umanamente in Bilico.

Gau Gallerie Urbane, Arte urbana a cielo aperto. Viale Gregorio VII, Circonvallazione Cornelia, via Baldo degli Ubaldi.

Gau Gallerie Urbane, Arte urbana a cielo aperto. Il museo a cielo aperto di Roma diventa sempre più sostenibile e contemporaneo.

Il progetto “La Città Ideale” già artefice dello storytelling urbano “I Nasoni raccontano”, “Shakespeare negli ATER” e “Classici al Mercato” si concentra sull’ambiente per sensibilizzare Roma all’ecosostenibilità, regalando alla capitale 75 nuove opere di street art, disegnate su quelle campane per la raccolta differenziata del vetro che disegnano da tempo il profilo della città.

Dopo le fortunate esperienze di Gallerie Urbane nel 2017 e nel 2018 a Centocelle e nel 2019 a Torpignattara, il 6 dicembre 2020 verranno presentate le nuove campane realizzate già a partire dal 18 novembre da una squadra di 15 street artist al servizio della città.

Un vero e proprio dono che GAU, con Alessandra Carloni – Controllo Remoto – Gojo – Moby Dick -Kenji – DesX – Matteo Brogi – Napal Naps – Point Eyes (Yest + Er Pinto) – Hoek – Eliseo Sonnino – Karma Factory (Wuarky + Nemea) – Lola Poleggi – Arash – Umanamente in Bilico.

Dono che consegna a Roma e ai suoi cittadini, per riaffermare il concetto di arte come bene comune accessibile a tutti, con un occhio di riguardo alla raccolta differenziata del vetro, che si inserisce nell’ottica di una più ampia responsabilizzazione verso lo spazio condiviso e la gestione della città.

Questo si realizza attraverso la bellezza dell’arte, capace di trasformare una causa individuale in una causa comune per la quale dedicarsi.

Ai tempi del covid, GAU 2020 non è solamente riqualificazione delle campane di vetro, ma anche attività digitali, dedicate alle generazioni più giovani.

Il 5 dicembre verranno presentati online i risultati del laboratorio sul riciclo creativo ‘La città ideale di Capitan Riciclo’ e il tutorial ‘Costruisci la tua Campana’ mentre il 6 dicembre sarà inaugurato il “Muro d’artista”.

La realizzazione delle campane resterà impressa nel museo vivente di Roma, lasciando il segno anche grazie alla realizzazione del medio-metraggio GAU, trasmesso online il 6 dicembre.

Il video ripercorrerà il teatro che il progetto de “La Città Ideale” offre a Roma, attraversando Viale Gregorio VII, con uno sguardo diverso e più creativo.

Passeggiate teatrali, esperimenti digitali, video tutorial e bellezza: un regalo alla capitale, con un taglio di green art più vicino all’ambiente.

GAU è promosso da Progetto Goldstein, da un’idea di Fabio Morgan, con la direzione artistica e la curatela Alessandra Muschella, e la direzione del medio-metraggio affidata a Marta Franceschelli. Progettazione di E45 in collaborazione con Dominio Pubblico.

Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022,fa parte diROMARAMA 2020 il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale, ed è realizzato in collaborazione con SIAE”.

Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it Marta Volterra marta.volterra@hf4.it 340.96.900.12

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Yourban 2030 Outside In Di JDL.

Yourban 2030 presenta Stati Uniti, Olanda e Italia uniti per Outside In Di JDL


Yourban 2030 Outside In Di JDL. Il primo murales green omaggio al movimento LGBT+

Yourban 2030 Outside In Di JDL. Un nuovo monumento per Roma. 250 mq di vernice mangia-smog. Un inno all’amore e al diritto alla felicità.

Un muro per tutti, un muro di tutti: perché nessun muro si abbatte da solo 

Yourban 2030 Outside In Di JDL. ITIS ARMELLINI, Largo Beato Placido Riccardi, quartiere San Paolo (Roma)

Nel 1921 ci fu il Primo congresso per la riforma sessuale, che pose le basi per la fondazione della Lega mondiale per la riforma sessuale.

99 anni dopo, arriva a Roma Outside In, della street artist olandese JDL: il primo murales green a tema LGBT+, nato dalla collaborazione tra Italia, Stati Uniti e Olanda, per portare la storia di un secolo di conquiste e battaglie per il diritto alla felicità sul muro di una scuola, nel quartiere San Paolo.

Un nuovo monumento per Roma, che è al tempo stesso colore e rigenerazione urbana, restyling creativo della città e messaggio, in grado di trasformare un muro bianco in opera d’arte accessibile a tutti. 250 mq di vernice mangia smog, un inno all’amore e al diritto alla felicità.

Un muro per tutti, un muro di tutti: perché nessun muro si abbatte da solo.

Capofila del progetto è Yourban2030, la no-profit italiana guidata da Veronica De Angelis che ha già regalato a Roma, nel quartiere Ostiense, Hunting Pollution, il murales green più grande d’Europa. Il primo di una serie di muri di tutti, murales e monumenti, omaggi e opere d’arte a cielo aperto.

“La mia opera rappresenta un uomo e una donna, che si sovrappongono e si riflettono allo specchio: uno è l’altra e l’altra è l’uno, in un incontro d’amore, in un moto di accoglienza universale”, ha spiegato la street artist olandese JDL, che ha firmato il murales con la sua inconfondibile cifra stilistica in bianco e nero, quasi fotografica e lirica.

“Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo.

Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili”.

Questa frase a dir poco rivoluzionaria l’ha pronunciata il capo della comunità cattolica, Papa Francesco, nel documentario del regista russo Evgeny Afineevsky, Francesco.

“Ciò che il movimento ha dimostrato da quel lontano 1921 e poi passando per il 1969 – i Moti di Stonewall – e per la fondazione dell’Homomonumentary di Amsterdam e così via, è che, come un domino colorato, la libertà di uno ha comportato la libertà di tutti” ha dichiarato Veronica De Angelis, Presidente di Yourban2030 e capofila del progetto.

“Le lotte, le manifestazioni, ogni singola conquista che la comunità LGBT ha ottenuto, l’ha ottenuta per tutti. La libertà di amare ed essere ciò che siamo. Outside In è un inno alla libertà che, partendo dall’eredità del movimento, ne dimostra la grandezza stessa: un percorso di liberazione collettiva a cui tutti noi dobbiamo qualcosa, non solo gay, lesbiche, trans ecc, ma anche etero, bianchi, neri.

Tutti noi, nessuno escluso. È un murales nato da una cordata internazionale, dalla collaborazione di operai, artisti, tecnici di cantiere, istituzioni, ma anche tanti semplici cittadini che attraverso la campagna di crowfunding hanno deciso di dare il loro supporto.

Le loro firme le troverete qui, su questa targa, e ne troverete altre ancora, perché da qui parte una nuova sfida che ci vede uniti per lanciare un messaggio universale di libertà”.

“Il murale raffigura una donna che si guarda allo specchio e vede un uomo nel suo riflesso” ha spiegato l’artista JDL.

“Spesso uso la mia arte per tradurre le emozioni in visioni che si collegano a questioni sociali. 

Questa volta mi sono sentita onorata di essere stata coinvolta nel pensare ad un’opera dedicata all’identità di genere a Roma. 

Prima dell’esecuzione del muro ho intervistato un paio di persone della comunità lgbt +.  Uno di loro era un transgender di Amsterdam. 

Mi ha parlato delle profonde lotte che ha dovuto affrontare per sentirsi a casa nel proprio corpo.  “Emotivamente e fisicamente è stata una vera battaglia per molti anni”. 

Comunemente con gli altri soggetti lgbt con cui ho parlato, si sentivano tutti “bloccati in una bolla” emotivamente saggi, il che lo rendeva sia fisicamente che emotivamente malato. 

Questo può portare a grandi incomprensioni dall’ambiente circostante.

Il mio scopo era tradurre e “far esplodere” questa emozione usando il murales; le lotte per l’accettazione di chi sei.

L’idea era di creare una comprensione emotiva nei confronti di questo gruppo target, e si spera che questo muro sia un promemoria per accettare chi tu (o i tuoi cari) siete veramente.

Potresti essere sulla buona strada per il supermercato quando realizzi che tuo figlio o tua figlia è bello così com’è, e quella comprensione potrebbe essere la scelta giusta da fare”.

“Outside In” ha dichiarato Frank Ferrante, co-founder Yourban2030 Stati Uniti “prosegue la missione nata a Stonewall, insieme a quella della tutela dell’ambiente secondo le indicazioni dell’Agenda 2030.

È un’opera d’arte destinata a far crescere la consapevolezza e nutrire la speranza e l’orgoglio di ognuno.

Questo è Outside In: un Monumento per tutti, un nuovo luogo di ritrovo e condivisione, dove celebrare un messaggio universale di Amore e Orgoglio”.

A due anni di distanza da Hunting Pollution, Yourban2030, fondata da Veronica De Angelis con la project manager Maura Crudeli, torna quindi con una cordata internazionale etica, per un’opera di 250 mq di vernice mangia smog dedicata a La Karl Du Pigné: personaggio icona del movimento, che lo rende oggi simbolo condiviso di diritto alla felicità, diritto all’affettività.

Con Outside In, la libertà va di pari passo con la tutela dell’ambiente: i 250 mq di vernice Airlite mangia-smog con cui è realizzato il murales, neutralizzano, infatti, lo smog di 53 auto benzina euro 6 e 40 auto diesel euro 6 al giorno. Un nuovo cuore verde nella periferia di Roma.

“Abbiamo fortemente voluto questo muro dedicato alla Karl, Andrea Berardicurti, che è stato un pilastro storico per il Circolo Mario Mieli e per tutta la comunità LGBT+” ha dichiarato Valerio Colamasi Battaglia, Presidente del Circolo Mario Mieli.

“Da sempre la nostra comunità lotta per abbattere i muri del pregiudizio e questa volta abbiamo deciso di sostenere e abbracciare il progetto di Yourban 2030 di trasformare un muro in un simbolo di libertà, di accettazione, di amore per sé stessi.

Siamo ancora più felici perché sarà nel nostro quartiere di San Paolo sul muro dell’Istituto Tecnico Armellini. Ripartiamo dal territorio e dalle generazioni future per costruire paesaggi di solidarietà, amore e rispetto.”

“Quando Yourban 2030 ha contattato l’ambasciata siamo rimasti entusiasti” ha dichiarato la vice ambasciatrice dei Paesi Bassi, Dewi van de Weerd. “Siamo contenti della collaborazione e del risultato, anche perché la creazione dell’artista olandese JDL serve a ben tre buone cause.

È un omaggio a 50 anni di lotta LGBT. In più è stata realizzata con una speciale vernice mangia-smog che ne fa un esempio di ecologia concreta. Infine ha trasformato un muro nudo in un’opera d’arte pubblica accessibile a tutti”.

“Riuscire a realizzare quest’opera mettendo in sinergia l’esperienza del Mieli, il ruolo fondamentale all’interno della nostra comunità dei luoghi della formazione e della cultura, come l’Istituto Armellini, e, infine, la professionalità e soprattutto la capacità di praticare innovazione unita al rispetto dell’ambiente di Yourban 2030.

Una connessione che abbiamo curato come Municipio con attenzione e con assoluta ostinazione e siamo felici di essere arrivati ad un risultato straordinario come quello che inaugureremo a Largo Beato Palcido Riccardi” ha dichiarato il Presidente del municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri.

Per contribuire ad Outside In è possibile donare su gofundme.com/f/greenmural.

I donatori avranno il loro nome riportato su una targa ai piedi del murales e contribuiranno alla nascita di un nuovo monumento per tutti e di tutti, inclusivo e partecipato, racconto di un movimento internazionale, a cui ogni persona deve qualcosa.

Il progetto, fortemente voluto e sostenuto dall’Ambasciata Olandese in Italia, è a cura di Yourban 2030 in collaborazione con il Circolo Mario Mieli, con il patrocinio del Municipio VIII di Roma. 

Classe 1985, Veronica De Angelis è una giovane imprenditrice romana che ha deciso di investire in prima persona sulla sostenibilità.

Attiva da 12 anni nel campo dell’edilizia e appassionata di arte, ha iniziato a lavorare da giovanissima, subito dopo la morte del padre, da cui ha ereditato la passione per i viaggi, per la natura e per la bellezza. 

Veronica si è laureata in Scienze Politiche, per poi conseguire un Master in Real Estate and Finance.

Nel 2018 Veronica fonda la no profit Yourban2030, in collaborazione con la vice presidente e project manager Maura Crudeli e un team composto da Emanuela Conti, Giuseppe Molinari, Daniele Bernardi.

La no profit si ispira ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030, con cui crea connessioni virtuose tra arte e innovazioni tecnologiche per dar vita a progetti artistici in grado di parlare di ambiente e sostenibilità. 

L’arte al servizio della Terra, l’arte generatrice dell’immagine del futuro verso cui dovrebbe tendere l’umanità, l’arte messaggera ed educatrice.

Nel 2020 insieme a Frank Ferrante decidono di portare Yourban2030 negli Stati Uniti dove hanno l’esclusivo uso di Airlite per progetti artistici.

A partire dalla street art, una delle correnti artistiche che più di altre, dialogando con lo spazio urbano, si presta a raccontare concetti e affrontare temi legati all’ambiente, Veronica ha deciso di regalare al mondo un esperimento di grande valore, estetico e ambientale.

Brevettata in oltre 50 Paesi con 19 certificazioni internazionali, Airlite è una tecnologia incorporata in una pittura minerale in modo del tutto naturale, senza quindi ricorrere a sostanze chimiche o a biocidi.

Grazie all’energia della luce e alla presenza di umidità nell’aria, crea una barriera di ossidanti che decompone le sostanze organiche nocive trasformandole in sostanze innocue.

Alle sue proprietà antibatteriche e antivirali, unisce pertanto anche la capacità di ridurre gli inquinanti tossici presenti nell’aria, come gli ossidi di azoto (NOx) e i pericolosi composti organici volatili (COV) tra cui anche la formaldeide.

Caratteristiche a tal punto uniche che nel 2019 le Nazioni Unite hanno ufficialmente indicato Airlite come una delle 4 innovazioni che possono fare la differenza nella lotta all’inquinamento atmosferico del pianeta.

www.yourban2030.org

Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it Marta Volterra marta.volterra@hf4.it 340.96.900.12

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I Peccati – Johan Creten Accademia di Francia a Roma

I Peccati – Johan Creten Accademia di Francia a Roma. Mostra organizzata dall’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici curata da Noëlle Tissier con il sostegno delle gallerie Almine Rech e Perrotin


Inizialmente prevista nella primavera scorsa, la mostra “I Peccati”, di Johan Creten sarà presentata dal 15 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021 all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, a cura di Noëlle Tissier.

I Peccati – Johan Creten Accademia di Francia a Roma. Precursore, inclassificabile e controcorrente, Johan Creten (nato nel 1963) è un artista che si è distinto nel panorama artistico degli ultimi anni in quanto figura forte, enigmatica e intrigante.

Dotato di una visione estremamente attuale della nostra società, egli ha saputo ritagliarsi uno spazio specifico all’interno della scena internazionale della creazione contemporanea.

Johan Creten si è distinto fin dagli anni Ottanta per l’uso innovativo della ceramica. Oggi è considerato una figura di spicco del suo rilancio nel campo dell’arte contemporanea.

Un altro aspetto della sua opera è l’uso virtuoso del bronzo nella realizzazione di sculture monumentali, di cui un importante esempio, “De Vleermuis – Il pipistrello”, sarà presentato nei giardini di Villa Medici.

La mostra “I Peccati” raccoglie, per la prima volta in Italia e su tale scala, un insieme di cinquanta cinque opere in bronzo, ceramica e resina, affiancate ad alcune opere storiche di Lucas Van Leyden (1494-1533), Hans Baldung (1484-1545), Jacques Callot (1592-1635), Barthel Beham (1502- 1540) e Paul van Vianen (1570-1614).

La prima sala si apre con una serie di creazioni e ri-creazioni di opere concettuali del 1986. Accanto a “The Garden” (realizzato nel 1996-97 durante la residenza dell’artista a Villa Medici) e a opere più significative come “Présentoir d’Orange” (1989-2017) e “Plantstok” (1989-2012), questa sala mette in discussione il nostro rapporto con l’introspezione e la consapevolezza di noi stessi, evocando il concetto di paradiso perduto e di tentazione.

Nella seconda sala, una nuova monumentale opera in resina “Muses et Méduses”, iniziata nel 2005 e completata nel 2019, dialoga con brani della famosa serie metonimica “Odore di Femmina” (iniziata nel 1998) sulla seduzione, l’ambiguità dei sentimenti e le relazioni umane.

Una terza sezione riunisce opere altamente politiche tra cui il bronzo “Il prezzo della libertà” (2015), “Couch Potatoes” (1997) e una nuova serie di ceramiche “Wargames” (2019).

Lungo la scalinata, si affaccia un gruppo di enigmatici bronzi a sollevare la questione della coscienza morale in una società coinvolta in un continuo movimento, in profonda mutazione. La scultura monumentale “The Herring” domina l’ultima sezione con i suoi 5 metri di altezza.

Una nuova scultura, realizzata in collaborazione con gli storici laboratori della Porzellanmanufaktur Augarten, rivisita una porcellana di Doccia e sarà presentata al pubblico per la prima volta.

Diffusa in tutto lo spazio, una nuova serie di “Bolders” in gres smaltato invita il pubblico a sedersi, prendere tempo, osservare le opere per scoprirne le connessioni e immergersi in magnifici dettagli: superfici di vetro scintillanti, significati nascosti e metafore.

Johan Creten parla di “Slow art” e della necessità di un ritorno all’introspezione. Un movimento, che va dalla miniatura alle figure monumentali, che ci permette di appropriarci del nostro tempo e di immergerci in un’esplorazione del mondo con i suoi tormenti individuali e sociali, per un viaggio pieno di sorprese ed emozioni.

Le sculture di Johan Creten, realizzate appositamente per la mostra tra il 2019 e il 2020, si aggiungono alle opere che scandiscono la sua carriera dagli anni Ottanta a oggi, e sono qui abbinate a stampe, arazzi e bassorilievi del XVIe XVIIe secolo appartenenti alla sua collezione personale.

Queste opere storiche scelte dall’artista sono veri e propri riferimenti nel suo processo creativo. Essi rivelano le sue preoccupazioni, dal punto di vista sia artistico, storico, politico che filosofico.

L’intreccio di queste opere all’interno dell’esposizione stravolge la nostra percezione da molteplici punti di vista, che dal passato mettono in discussione il futuro della nostra umanità.

Con Johan Creten, i peccati non sono sette di numero. Sette, questa cifra implacabile, pari al numero dei sacramenti nella Bibbia e dei colli di Roma.

Qui, i peccati sono infiniti e illimitati, inesauribili.

Non sono numerabili, ma solo designabili. I peccati non sono tutti capitali, essi possono essere imperiali, imperiosi, periferici, insidiosi, insignificanti, invisibili. Sono sempre al disotto del calcolo e del linguaggio.

I sette peccati capitali valgono poco a confronto della bassezza, la barbarie, la noia, la mutilazione, il rimpianto, la melanconia ed il terrore, in breve, la vita.

Così, le sculture di Johan Creten non hanno nulla a che vedere con la morale o la sanzione, la ghigliottina o la censura.

Esse parlano dei peccati, parlano della vita che infonde desiderio e dolore, speranza e pena, lussuria e collera, amore e morte, Eros e Thanatos.

Parlano della vita anfibia, tra Stige e Paradiso. Parlano della vita pulsionale, quando i cuori battono, quando i serpenti si attorcigliano, quando si spiegano le ali, quando si aprono le vulve, quando si sposta la tenda ed appare infine la verità nuda, quella Medusa ipnotica.

Il peccato non sarà poi in fondo la forma stanca della purezza? Non

meravigliosa “gravitazione”? indica forse la nostra condizione di uomini estremamente fallibili? Il peccato non è forse, per riprendere le parole di Victor Hugo, una Colin Lemoine

La mostra sarà accompagnata da un catalogo con testi di Colin Lemoine e Nicolas Bourriaud, un’introduzione di Noëlle Tissier e fotografie di Gerrit Schreurs.

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma  T +39 06 67611 www.villamedici.it

Ufficio stampa Accademia di Francia a Roma – Villa Medici Elisabetta Castiglioni info@elisabettacastiglioni.it +39 328 411201

L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici desidera ringraziare i suoi sponsor e partner:

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“AL MARMO” Brunch in Giardino nei weekend.

Al Marmo Brunch in Giardino nei weekend. Ogni sabato e domenica a San Lorenzo


Al Marmo Brunch in Giardino. Contro l’effetto Covid arriva l’apertura diurna, con il Brunch del giardino segreto di San Lorenzo

Al Marmo Brunch in Giardino. Le aperture contingentate e la particolare situazione della movida, ulteriormente arginata dall’ultimo DPCM, non spaventano il suggestivo giardino sanlorenzino a Piazzale del Verano.

Per combattere l’effetto Covid, dà inizio ai weekend dedicati al “Brunch in Giardino”, un appuntamento che partirà sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020 con la nuova apertura mattutina di Marmo.

Il locale, identificato come uno dei luoghi più curati e particolari della zona, è pronto ad accogliere i propri ospiti all’interno del giardino dell’ex-marmeria di San Lorenzo.

Il pubblico avrà accesso alla location a partire dalle ore 12.00 fino alle ore 15.00, un nuovo orario diurno che amplierà l’offerta del fine settimana con uno speciale buffet servito.

Buffet arricchito da una proposta gastronomica variegata formulata dal giovane Chef Alessandro che per l’occasione, realizzerà portate che spazieranno dagli antipasti fino ai dessert, passando per i primi e i secondi piatti della tradizione culinaria made in Italy.

Il tutto accompagnato da una ricca bottiglieria, dalle birre artigianali ai vini, fino a una vasta gamma di bollicine, da gustare nell’ampio spazio diviso tra interni ed esterni curati nel dettaglio e studiati per garantire la distanza di sicurezza.

Pietanze della tradizione riproposte in nuova veste, come la Pancia di Maiale, succulenta ed irresistibile per i patiti della carne che potranno assaggiarla insieme ad una crema di zucca e mandorle dal sapore autunnale.

La grande selezione di verdure non lascerà a bocca asciutta i palati vegetariani, così come le variopinte e rustiche Crostate fatte in casa, servite insieme ad un buon caffè fatto con la Moka.

Al mondo del pesce si fa omaggio con il Tataki di Tonno su crema di sedano rapa e nocciole, oppure con i Ravioli di Burrata, pomodori al forno e Tartare di Scampi.

Al Marmo. Immancabili saranno i classici della cucina romana, dall’Amatriciana alla Carbonara.

Un piatto diverso per ogni preferenza e per tutte le tasche (costo del Brunch: 20.00 Euro – dall’antipasto al dolce, acqua e caffè inclusi), con servizio effettuato in totale sicurezza e nel rispetto delle norme anticontagio.

Un modo nuovo per vivere in spensieratezza il fine settimana della capitale.

MODALITÀ D’INGRESSO

MARMO, Piazzale del Verano, 71 – Zona San Lorenzo, RomaINGRESSO GRATUITO

Aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 18.00 fino a Mezzanotte (in ottemperanza all’ultimo DPCM)

Apertura speciale diurna, ogni sabato e domenica, dalle ore 12.00 alle ore 15.00
[Prenotazione Obbligatoria] – INFO:06 45595904

UFFICIO STAMPA CARLA FABI E ROBERTA SAVONA

Carla Fabi: carlafabistampa@gmail.com , 3384935947 – Roberta Savona: savonaroberta@gmail.com , 3402640789
FB: https://www.facebook.com/UfficioStampaFabiSavona/ – IG: https://www.instagram.com/ufficiostampafabisavona/

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“Francesco” del regista Evgeny Afineevsky.

“Francesco” del regista Evgeny Afineevsky. 15. Festa del Cinema di Roma premio Kinéo Movie for Humanity Award


“Francesco” del regista Evgeny Afineevsky. Dopo il successo alla 77ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il Premio Kinéo – che quest’anno compie diciotto anni.

“Francesco” del regista Evgeny Afineevsky. A Roma, in concomitanza con la 15ª Festa del Cinema.

Il Kinéo Movie for Humanity Award, assegnato a chi promuove temi sociali e umanitari, sarà consegnato in Vaticano da Rosetta Sannelli, ideatrice del prestigioso riconoscimento, al regista americano Evgeny Afineevsky per il suo docufilm Francesco.

Il regista è stato candidato agli Oscar e agli Emmy nel 2016 con Winter on Fire e nel 2018 ha ricevuto 3 nomination agli Emmy per Cries from Syria.

Francesco illustra il pensiero e le opere di questo Papa vulcanico e inarrestabile.

Una personalità di grandissimo spessore a livello mondiale, a prescindere dal credo o dai giudizi personali di ciascuno. La sua coscienza civile, l’impegno verso il rispetto dell’ambiente al fine di preservarlo per le future generazioni e la sua coscienza della storia in relazione

alle tragedie del nostro secolo sono, infatti, i tratti di una sublime umanità che risaltano in ogni scena del film. 

Francesco guarda con disinvoltura alle questioni più urgenti del XXI secolo: economia, migrazioni, disuguaglianze di genere, crisi climatica, xenofobia.

Il viaggio del regista con Papa Francesco rivela un leader che con umiltà dispensa saggezza e generosità verso tutti, forte di ideali che possono aiutare a costruire un ponte verso il futuro, per un’umanità più forte e una comunità globale più prospera.

Il film mostra immagini di grande impatto riguardo alle tragiche esperienze delle popolazioni più vulnerabili, oggetto nel tempo di veri drammi umanitari:

Il genocidio degli Armeni, la guerra in Siria e la migrazione verso l’Europa, la guerra in Ucraina, la persecuzione dei Rohingya.

Ma non solo

“Ogni viaggio di Papa Francesco nelle varie parti del mondo – commenta Rosetta Sannelli – è documentato nell’opera di Afineevsky da immagini e filmati di cronaca, e si rivela un autentico squarcio sulle vicende del nostro tempo, un’opera storica a tutti gli effetti”.

Tra i crediti di produzione del film spicca Eleonora Granata Jenkinson.

Il Kinéo, oltre ai premi alle classiche categorie cinematografiche, assegna due riconoscimenti speciali: Il Movie for Humanity Award e il Kinéo Green & Blue Award, dedicati a chi nel cinema promuove temi sociali, umanitari e ambientali.   Si realizza col patrocinio del CSC (Centro Sperimentale di Cinematografia) e in collaborazione con l’AD del CSC

ProductionMarcello Foti, con SGDs in Action Film Festival delle NAZIONI UNITE Agenda 2030 rappresentato in Italia da Carlo Gentile, con ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), col SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani), e il sostegno della DGCA (Direzione Generale Cinema e Audiovisivo) del Mibact (Ministero per i Beni e le Attività Culturali).

Per il primo anno è in collaborazione con la Giornata Mondiale del Cinema Italiano, promossa dall’Intergruppo Cinema della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana.

Giovedì 22 ottobre 2020, ore 11.00, Giardini Vaticani (Palazzina Leone XIII)

Premio Kinéo /Movie Award

Direttore Rosetta Sannelli

Sito: www.kineo.info

Instagram: premiokineo

Facebook: www.facebook.com/Premio-Kinéo-Diamanti-al-CinemaTwitter: @PremioKineo

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“L’aria di nuotare” di Claudio Sestieri

“L’aria di nuotare” di Claudio Sestieri. Lunedì 12 ottobre alle ore 18, alla libreria ELI di Roma.


Claudio Sestieri presenta alla Libreria ELI di Roma il suo nuovo romanzo “L’aria di nuotare” ispirato a un film prodotto da Mario Gallo (Morte a Venezia, Il deserto dei tartari) che si sarebbe dovuto girare a Budapest alla fine degli anni ’90.

“L’aria di nuotare” di Claudio Sestieri. Da un film non realizzato nasce dunque questa storia: Una donna a suo agio solo nell’acqua, un giovane custode notturno di un acquario, la lunga notte che cambierà il destino di entrambi.

“L’aria di nuotare” di Claudio Sestieri. Moderati da Patrizia Pistagnesi, oltre all’autore e all’editore Walter Raffaelli, interverranno Alberto Abruzzese e in collegamento dal Kenyon College-Ohio Simone Dubrovic, saggista autore della prefazione, mentre Pier Giorgio Bellocchio leggerà alcuni brani del racconto.

“Tra narrativa, poesia e cinema, un testo insolito che dissolve e incrocia nell’acqua (materia prima del racconto) i tre diversi linguaggi”.

“L’aria di nuotare” di Claudio Sestieri. Dal risvolto di copertina:

“E’ la storia di una donna che non sta bene se non nell’acqua.

Molto tempo prima, il nuoto ha condizionato la sua vita affettiva e l’ha aiutata a rinascere dopo un grave incidente.

La normalità per lei, adesso, è nuotare.

Ama essere sola perché allora il passato riemerge finalmente libero, si mischia con naturalezza al presente e i pensieri tornano a scorrere fluidi.

Come l’acqua, appunto.

Ed è, al tempo stesso, la storia di un ragazzo che, notte dopo notte, insegue una combinazione irripetibile, capace di cambiare la sua esistenza.

Nelle sale deserte di un acquario, lui, giovane custode notturno, tende un filo, minuziosamente, misteriosamente, formando forse i nodi di un percorso il cui fine ignoriamo ancora del tutto.

“L’aria di nuotare” di Claudio Sestieri. Sogna.

Sogna di una donna che ha spesso osservato alla piscina, cercando di nascondersi nella sua scia, lasciando che il solo contato tra loro fosse quello dell’acqua scossa dai movimenti dei corpi.

Sogna di lei, o la sogna.

Proprio la notte del suo trentesimo compleanno, quando lei finalmente riesce a essere davvero sola in piscina, senza gli ostacoli che sono sempre stati intorno a loro, tra di loro.

Lui, dunque, fa questo sogno.

Lei lo realizza. Si incontrano, allora, si guardano, si parlano. si desiderano.

Attraverso di lui, la donna scopre un tempo nuovo, diverso, capace di rimettere in discussione i suoi fantasmi, capace per la prima volta di modificarla.

Quel che la donna sa è che uno sconosciuto ha spesso “abitato” i suoi sogni e che il giovane custode che ha spezzato la solitudine del suo spazio notturno potrebbe essere proprio quello sconosciuto.

Quel che la donna ancora non sa è che…    

Claudio Sestieri è nato e lavora a Roma. Regista di cortometraggi, documentari, inchieste, docu-fiction, programmi tv, film per la tv e la sala.

In particolare ha diretto quattro lungometraggi per il cinema:

Dolce assenza (1986), in concorso a Locarno; Barocco (1991), Panorama italiano a Venezia; Chiamami Salomè (2008) in concorso al Il Cairo e Seguimi (2018) un mistery sul tema del doppio.

E due lungometraggi per la tv (Rai Fiction): Infiltrato (1996) e La strada segreta (1999).

Ha scritto col giornalista G. Fasanella e il senatore G. Pellegrino due libri inchiesta sulla storia segreta d’Italia:

Segreto di Stato, la verità da Gladio al caso Moro (Einaudi, 2000) e Segreto di stato, verità e riconciliazione sugli anni di piombo (Sperling&Kupfer, 2008).

Alla fine del 2010 ha pubblicato con Editori Riuniti il suo primo romanzo, Le seduzioni del destino, un giallo cinefilo sulle tracce di un mistero legato a Fritz Lang. 

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“L’aria di nuotare” di Claudio Sestieri
Claudio-Sestieri
“I Peccati” Johan Creten a Villa Medici

“I Peccati” Johan Creten a Villa Medici. Una mostra organizzata dall’Académie de France à Rome — Villa Médicis a cura di Noëlle Tissier


“I Peccati” Johan Creten a Villa Medici. Con il sostegno delle gallerie d’arte: Almine Rech e Perrotin, dal 15 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021

“I Peccati” Johan Creten a Villa Medici. Ingresso: Biglietto doppio per la mostra e la visita guidata di Villa Medici e dei giardini: Intero: € 12; ridotto € 6 Biglietto solo per la mostra: € 6 Accesso gratuito per persone sotto i 18 anni.

L’opera di Johan Creten parla al turbamento interiore di ognuno di noi, come individui ma anche come società, trattando temi come la natura, la femminilità, il potere, la politica e la spiritualità.

Gay Gassmann, “T Magazine – The New York Times”

Inizialmente prevista nella primavera scorsa e rimandata a causa dell’emergenza Covid-19, sarà finalmente aperta a Roma, all’Académie de France à Rome — Villa Médicis, la mostra “I Peccati”, di Johan Creten, in programma da giovedì 15 ottobre 2020 fino a domenica 31 gennaio 2021.

Si tratta di un’esposizione che raccoglie per la prima volta in Italia un insieme di cinquanta cinque opere in bronzo, ceramica e resina, affiancate ad alcune opere storiche di Lucas Van Leyden (1494-1533),

Hans Baldung (1484-1545), Jacques Callot (1592-1635), Barthel Beham (1502- 1540) e Paul van Vianen (1570-1614).

Classe 1963, Johan Creten è un artista precursore, inclassificabile e controcorrente che si è distinto nel panorama artistico degli ultimi anni in quanto figura forte, enigmatica e intrigante.

Dotato di una visione estremamente attuale della nostra società, ha saputo ritagliarsi uno spazio specifico all’interno della scena internazionale della creazione contemporanea.

Distintosi fin dagli anni Ottanta per l’uso innovativo della ceramica, è attualmente considerato una figura di spicco nel campo dell’arte contemporanea.

Creten parla di “Slow art” e della necessità di un ritorno all’introspezione: il suo è un movimento che va dalla miniatura alle figure monumentali e che ci permette di appropriarci del nostro tempo facendoci immergere in un’esplorazione del mondo con i suoi tormenti individuali e sociali, per un viaggio pieno di sorprese ed emozioni.

Tra le sue caratteristiche più peculiari vi è un uso particolarmente virtuoso del bronzo nella realizzazione di sculture monumentali: un significativo esempio è rappresentato da “De Vleermuis – Il pipistrello”, che sarà esposto proprio nei giardini di Villa Medici nel corso della mostra.

Le sue sculture, realizzate appositamente per questa occasione tra il 2019 e il 2020, si aggiungono alle opere che scandiscono la sua carriera dagli anni Ottanta ad oggi e saranno abbinate a stampe, arazzi e bassorilievi del XVI XVII secolo appartenenti alla sua collezione personale.

Le opere storiche scelte dall’artista sono veri e propri riferimenti al suo processo creativo e ne rivelano le preoccupazioni, sia dal punto di vista artistico che storico, politico e filosofico.

L’intreccio di queste opere all’interno dell’esposizione stravolge la nostra percezione da molteplici punti di vista, mettendo in discussione il futuro dell’umanità proprio attraverso il passato.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo con testi di Colin Lemoine e Nicolas Bourriaud, un’introduzione di Noëlle Tissier e fotografie di Gerrit Schreurs.

IL PERCORSO

La prima sala si apre con una serie di creazioni e ri-creazioni di opere concettuali del 1986.  Accanto a “The Garden” (realizzato nel 1996-97  durante  la  residenza dell’artista a Villa Medici) e a opere più significative come “Présentoir d’Orange” (1989-2017) e “Plantstok” (1989-2012)

Questa sala mette in discussione il nostro rapporto con l’introspezione e la consapevolezza di noi stessi, evocando il concetto di paradiso perduto e di tentazione.

Nella seconda sala, una nuova monumentale opera in resina “Muses et Méduses”, iniziata nel 2005 e completata nel 2019, dialoga con brani della famosa serie metonimica “Odore di Femmina” (iniziata nel 1998) sulla seduzione, l’ambiguità dei sentimenti e le relazioni umane.

Una terza sezione riunisce opere altamente politiche tra cui il bronzo “Il prezzo della libertà” (2015), “Couch Potatoes” (1997) e una nuova serie di ceramiche, “Wargames” (2019).

Lungo la scalinata, si affaccia un gruppo di enigmatici bronzi a sollevare la questione della coscienza morale in una società coinvolta in un continuo movimento, in profonda mutazione.

La scultura monumentale “The Herring” domina l’ultima sezione con i suoi 5 metri di altezza.

Una nuova scultura, realizzata in collaborazione con gli storici laboratori della Porzellanmanufaktur Augarten, rivisita una porcellana di Doccia e sarà presentata al pubblico per la prima volta.

Diffusa in tutto lo spazio, una nuova serie di “Bolders” in gres smaltato invita il pubblico a sedersi, prendere tempo, osservare le opere per scoprirne le connessioni e immergersi in magnifici dettagli: superfici di vetro scintillanti, significati nascosti e metafore.

“Con Johan Creten, i peccati non sono sette di numero.

Sette, questa cifra implacabile, pari al numero dei sacramenti nella Bibbia e dei colli di Roma.

Qui, i peccati sono infiniti e illimitati, inesauribili. 

Non sono numerabili, ma solo designabili. I peccati non sono tutti capitali, essi possono essere imperiali, imperiosi, periferici, insidiosi, insignificanti, invisibili.

Sono sempre al disotto del calcolo e del linguaggio.

I sette peccati capitali valgono poco a confronto della bassezza, la barbarie, la noia, la mutilazione, il rimpianto, la melanconia ed il terrore, in breve, la vita.

Così, le sculture di Johan Creten non hanno nulla a che vedere con la morale o la sanzione, la ghigliottina o la censura.

Esse parlano dei peccati, parlano della vita che infonde desiderio e dolore, speranza e pena, lussuria e collera, amore e morte, Eros e Thanatos.

Parlano della vita anfibia, tra Stige e Paradiso.

Parlano della vita pulsionale, quando i cuori battono, quando i serpenti si attorcigliano, quando si spiegano le ali, quando si aprono le vulve, quando si sposta la tenda ed appare infine la verità nuda, quella Medusa ipnotica.”

Il peccato non sarà poi in fondo la forma stanca della purezza? Non indica forse la nostra condizione di uomini estremamente fallibili? 

Il peccato non è forse, per riprendere le parole di Victor Hugo, una meravigliosa “gravitazione?”

Colin Lemoine

JOHAN CRETEN

© Clair Dorn

Nato nel 1963 in Belgio, Johan Creten è uno scultore fiammingo con sede a Parigi.

Lavora in tutto il mondo, dall’Aia a New York, da Miami a Città del Messico.

Ha esposto in particolare nelle sale rinascimentali del Louvre in dialogo con Bernard Palissy e al Museo Eugène Delacroix di Parigi, al Museo d’Arte Bass di Miami, alla Biennale di Istanbul, al MAMCO di Ginevra e al Museo Middelheim di Anversa.

Nel 1986, ha eseguito la sua prima performance nella metropolitana di Parigi in collegamento con la scultura “La Langue” (La Lingua), che esplora l’ambiguità semantica tra l’organo e i mezzi espressivi.

Nel 1991, espone a Sète (Francia) dopo la sua residenza a Villa Saint-Clair.

Nel 1994, un folto gruppo di ceramiche monumentali “politiche” è stato presentato da Christian Bernard a Villa Arson.

Nel 1996, è residente dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici.

E nel 1998 presenta la sua prima mostra alla Robert Miller Gallery di New York con la sua emblematica serie “Odore di Femmina”. Nel 2000 vive in Messico e in Arizona.

Nel 2003, ha tenuto la sua prima mostra personale al Bass Museum of Art di Miami.

Tra il 2004 e il 2007, è stato il primo artista a completare una residenza presso la Manufacture Nationale de Sèvres in Francia.

Nel 2005, ha esposto una serie di opere in porcellana e gres di Sèvres nelle sale rinascimentali del Louvre in dialogo con Bernard Palissy.

Nel 2008, inizia la sua collaborazione con la Perrotin Gallery di Miami, con la mostra “Strange Fruit”.

Nel 2011, entra a far parte della galleria Almine Rech Brussels e Transit (Mechelen, Belgio) con la quale lavora dal 1990.

Nel 2009 è stato nominato per il Premio della Cultura fiamminga.

Nel 2013, è invitato e detiene la “cattedra” presso la Alfred University nello Stato di New York.

Nel 2014 gli è dedicata una grande mostra personale “La tempesta” al Museo Middelheim di Anversa.

Nel 2014, inizia a progettare l’opera monumentale “De Vleermuis”. Iniziato in occasione di Leeuwarden-Friesland Capitale Culturale Europea 2018, per la città di Bolsward nei Paesi Bassi.

Nel 2015, un’intera sala è dedicata al suo lavoro nella mostra “CERAMIX” al Bonnefantenmuseum di Maastricht e poi alla Maison Rouge di Parigi nel 2016.

Nel 2016, investe il Centre Régional d’Art Contemporain di Sète con una grande retrospettiva “La Traversée” che riunisce una sessantina di sculture storiche e originali in ceramica e bronzo.

Nel 2017, presenta una nuova serie di sculture “8 Gods” alla galleria Almine Rech di Bruxelles, in mostra al Petit Palais per la FIAC (On Site).

Mostra anche il suo lavoro a Istanbul con “Between Day and Dream” alla Galleria Pilevneli.

Nel 2018, “Sunrise/Sunset” viene presentato alla galleria Perrotin di Parigi, aprendo su un monumentale “De Gier” in bronzo di 4,80 metri presentato nel cortile.

Contemporaneamente, inaugura una grande mostra personale al Beelden aan Zee Museum dell’Aia, “Naked Roots / Naakte Wortels”, tanto sensuale quanto coinvolgente.

Nel 2019, presenta una selezione di alcune sculture monumentali in bronzo per il Parco delle Sculture I Pilane in Svezia, tra cui “De Vleermuis”, esposto sul piazzale del Petit Palais per la FIAC in ottobre.

Per il 2020, parallelamente alla mostra “I Peccati” presentata all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Johan Creten presenterà una mostra personale alla Perrotin Gallery di Parigi dal 17 ottobre al 20 dicembre 2020, intitolata “Entracte”.

L’opera di Johan Creten è rappresentata dalla Perrotin Gallery di Parigi, New York, Hong Kong, Seoul, Tokyo e Shanghai; dalla Almine Rech Gallery di Bruxelles e dalla Transit Gallery di Mechelen.

«L’opera di Johan Creten parla al turbamento interiore di ognuno di noi, come individui ma anche come società, trattando temi come la natura, la femminilità, il potere, la politica e la spiritualità.»

Gay Gassmann, T Magazine – The New York Times.

«Le sue sculture abitano uno spazio tra due mondi, un’intercettazione surrealista ed espressionista del sogno erotico e della fisicità brutale.»

Claudia Barbieri, The New York Times.

NOËLLE TISSIER © Marc Domage 

Nata nel 1949 a Ourouer-les-Bourdelins in Francia, Noëlle Tissier si è diplomata alla Scuola Nazionale di Arti Decorative di Limoges e alla Scuola Nazionale d’Arte, Villa Arson a Nizza. Come scultrice, dal 1973 al 1990 ha esposto le sue opere in Francia e all’estero in varie istituzioni pubbliche e private, musei, luoghi d’arte contempo- ranea e gallerie.

Dal 1978 al 1987, ha insegnato scultura e ceramica alla Scuola di Belle Arti di Tolone, ed è stata poi direttrice della Scuola Municipale di Belle Arti di Sète dal 1987 al 1997.

Nel 1987, ha fondato a Sète, Francia, la residenza per artisti Villa Saint-Clair, che ha diretto fino al 1997, e l’edizione di Villa Saint-Clair dedicata ai libri d’artista.

Curatrice dal 1988, Noëlle Tissier ha fondato e diretto un programma di residenza per artisti francesi ad Asaka City, in Giappone, dal 1993 al 1997, e ha promosso scambi tra Francia e Giappone con varie istituzioni.

Dal 2006 al 2009 ha presieduto l’Associazione francese dei centri d’arte (d.c.a).

Dal 1997 al 2018 ha fondato e diretto il Centro Regionale d’Arte Contemporanea Occitana (CRAC) di Sète.

Noëlle Tissier è membro del Consiglio di Amministrazione dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici.

Académie de France à Rome — Villa Médicis

Viale Trinità dei Monti, 1 – Roma

Infoline: +39 06 67611

Info e prenotazioni:

Académie de France à Rome — Villa Médicis

Direttore: Sam Stourdzé

Sito web ufficiale: villamedici.it

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni

+39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

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“I Peccati” Johan Creten a Villa Medici
BrancaccioDanza: ultime audizioni il 3 ottobre

BrancaccioDanza: ultime audizioni il 3 ottobre. Un’oasi della formazione al centro di Roma per studiare e apprendere i diversi linguaggi della danza.

BrancaccioDanza. Oasi destinata ad accogliere bambini/e ragazze/i dai 4 ai 24 anni con una scuola e un triennio professionale dove incontrare coreografi e danzatoridi fama internazionale.

Un centro specializzato, creato per coltivare e trasmettere l’amore per la danza e l’arte performativa: BrancaccioDanza nasce dalla volontà di Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio, di promuovere la danza non solo in forma didattica ma favorendo l’accesso al lavoro.

BrancaccioDanza: ultime audizioni il 3 ottobre. La doppia direzione artistica affidata ad Alessia Gatta, coreografa della [RITMI SOTTERRANEI] contemporary dance company nonché docente internazionale, e ad Alessandro Rende, docente di danza classica e danzatore del teatro dell’Opera di Roma, connota la qualità della proposta.

BrancaccioDanza: ultime audizioni il 3 ottobre. Formare un danzatore completo, colto, versatile, che sappia muoversi in un panorama variegato di linguaggi differenziati e che, seppur specializzato nel classico o nel contemporaneo, venga fin dalla scuola abituato a studiare e a confrontarsi con diversi stili e forme di comunicazione, avendo cura del suo benessere psicofisico.

La formazione, motore pulsante di tutta l’attività, è articolata su più livelli e diversificata nei programmi e negli intenti.

La scuola, fino ai 18 anni, offre programmi e corsi distinti per disciplina e intensità: danza baby, propedeutica, modern e break dance per adolescenti, fino ad arrivare a un ciclo di studi di otto anni, indirizzo classico e contemporaneo, in grado di fornire ai giovani una formazione adeguata per inserirsi in ambito lavorativo o per proseguire gli studi nel triennio professionale.

Il corso triennale W.O.M. – where opposites meet (dove gli opposti si incontrano) è riservato a danzatori dai 18 ai 24 anni, ed è volto ad assicurare un’adeguata padronanza di metodi e tecniche in ambito coreutico, nonché l’acquisizione di specifiche competenze disciplinari e professionali, lavorando sulla ricerca, la sperimentazione, l’intersezione e lo scambio di differenti linguaggi.

Un corso professionale, dove danzatori classici e contemporanei condivideranno lo studio delle discipline fondamentali e delle materie teoriche, per poi continuare a formarsi ciascuno nel proprio ambito.

Un luogo unico nel suo genere con programmi di formazione innovativi e trasversali, docenti altamente qualificati e un respiro internazionale che guideranno lo studente a scoprire una propria identità artistica che sia riconoscibile e matura, anche attraverso workshop e masterclass.

Al termine del progetto formativo, BrancaccioDanza si prenderà cura dei propri allievi, tutelando l’inserimento nelle produzioni di spettacoli e performance, attivando network professionali e favorendo esperienze formative con artisti e organizzazioni affermate nel panorama nazionale e internazionale.

Tecnica, versatilità, nuovi linguaggi, socializzazione, benessere psicofisico e sensibilizzazione alla cultura sono gli obiettivi principali per le nuove generazioni del BrancaccioDanza.

BrancaccioDanza rispetta i protocolli previsti dal Servizio Sanitario Nazionale in materia di Covid-19.

Audizioni corsi pre-professionali e Audizioni triennio professionale W.O.M:3 ottobre al Teatro Brancaccio

Programma, costi e convenzioni su www.brancacciodanza.com; per maggiori informazioni chiamare 377 5515549 o scrivere a info@brancacciodanza.com.

Presentazione video BrancaccioDanza: https://youtu.be/r-5kntVTAW8

Per le immagini del video si ringrazia Archivio BrancaccioDanza, Federica Capo e Danilo Notaro e Ferdinand Studio.

www.brancacciodanza.com

facebook | instagram: BrancaccioDanza

info@brancacciodanza.com

377 5515549

Ufficio Stampa

Edoardo Borzi | Theatron 2.0

 stampa.theatron@gmail.com | 331 2344833

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“Summermela 2020” Festival di Arte e Cultura

Summermela 2020 – Equinox Edition Il Festival di Arte e Cultura Indiana di Roma


“Summermela 2020” Festival di Arte e Cultura. Il Festival Summer Mela è un momento di celebrazione e un’occasione unica sul territorio nazionale per condividere e comprendere la cultura indiana nelle sue più antiche e raffinate tradizioni, ma anche nelle sue espressioni contemporanee declinate da grandi interpreti della cultura, della musica e del cinema indiano.

SummerMela 2020, nonostante le difficoltà imposte dal Covid – 19, non ha voluto rinunciare alla sua ottava edizione, per offrire alla Città di Roma e al suo pubblico una versione ridotta e posticipata, dall’usuale Solstizio d’estate all’Equinozio d’autunno.

SummerMela è promosso e organizzato, con la direzione artistica di Riccardo Biadene, da Fondazione FIND e Kama Productions sotto l’alto patronato dell’Ambasciata dell’India a Roma

Collaborazione con prestigiosi istituti culturali come l’Accademia Filarmonica Romana, Casa del Cinema di Roma, Fondazione Biennale di Venezia,

Summermela 2020. River Florence Indian Film Festival, ANEC Lazio, ANAC, Zetema, Giardini Villa Borghese, Cinema Farnese e Circuito Cinema

Con il sostegno di ISMEO e la partnership tecnica di Yogi Tea, con il patrocinio del Comune di Roma, CittàMetropolitana di Roma Capitale, Regione Lazio e Comune di Zagarolo.

Il Festival apre lunedì 21 settembre alle ore 21 con l’anteprima italiana al Cinema Farnese del film IL DISCEPOLO (The Disciple), del regista indiano CHAITANYA TAMAHNE, presentato in Concorso alla 77a Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Premio per la migliore sceneggiatura e il Premio FIPRESCI, in seno alla rassegna “Venezia a Roma”.

Il film, scelto da Kama Productions come evento speciale per il Summer Mela 2020, sarà introdotto dal direttore artistico del Summer Mela/FIND Riccardo BIADENE Kama Productions), dal Presidente ANAC Francesco Maria MARTINOTTI e dalla direttrice del River To River Florence Indian Film Festival Selvaggia VELO, che collabora all’evento.

Summermela 2020. Ci sarà inoltre una breve introduzione musicale di Nicolò Melocchi al flauto bansuri.

Il film è incentrato sulla storia di Sharad Nerulkar che ha consacrato se stesso a diventare un interprete della musica classica indiana: una ricerca che dura tutta la vita, in cui solo pochi riescono.

Iniziato dal padre a una tradizione millenaria, inseguendo il suo sogno con sincerità e disciplina, impegnandosi incondizionatamente,

Sharad si fa strada all’interno dei misteri e dei rituali sacri delle leggende musicali del passato, ma con il passare degli anni dovrà confrontarsi, tanto con la complessa realtà della vita nella Mumbai contemporanea, quanto con il percorso che ha scelto, che lo condurrà a trovare la sua voce autentica nella musica e nella vita stessa.

Il film esplora i legami della musica classica indiana con la mitologia, la spiritualità e con un sapere misterioso, in cui fede è la parola chiave per la maggior parte di coloro che la praticano.

Martedì 22 settembre alle ore 20 all’Accademia Filarmonica Romana si esibirà, in un concerto di Musica Classica Indiana, il MAHA KALI TRIO con Joyeeta SANYAL (sitar), Nicolò MELOCCHI (flauto bansuri) e Sanjay KANSA BANIK (tabla).

Joyeeta Sanyal è considerata da molti una delle migliori, se non la migliore, giovane musicista donna di sitar. Nataa Calcutta, ha iniziato i suoi studi con Deepak Choudhury e successivamente con Kushal Das, influenzata anche dall’arte di Kumar Roy.

Insieme alla virtuosa di sitar, troviamo sul palco Nicolò Melocchi, musicista italiano ormai riferimento in Europa e in India per il bansuri, il flauto indiano di bambù, grazie al lungo apprendistato quale ventennale discepolo del grande Maestro Hariprasad Chaurasia.

Summermela 2020. Nicolò alterna il suo tempo tra India e Italia dove continua la sua attività concertistica.

Nel 2019 è stato premiato dal Rotary Club di Hyderabad come migliore esponente europeo di musica classica indiana ricevendo il “Pandit Jasraj Award”.

A completate il trio per la parte ritmica sarà invece il tabla di Sanjay Kansa Banik, musicista avviato a soli 5 anni allo studio di questo tradizionale strumento a percussione indiano, vincendo numerosi concorsi, con importanti riconoscimenti dal governo indiano.

Noto in Italia anche per le sue collaborazioni con l’Orchestra di piazza Vittorio, Il Flauto Magico, Gianmaria Testa e Danilo Rea.

Il focus dell’edizione di quest’anno, in cui lo spettacolo dal vivo è fortemente penalizzato, è sul cinema indiano e Summer Mela, infatti, chiude ospitando a Roma, nel Giardino della Casa del Cinema

Il River To River Florence Indian Film Festival, con la proiezione mercoledì 23 settembre alle ore 21 del film indiano Badhaai Ho / Congratulations there (2019) di Amit RAVINDERNATH SHARMA, tra i più acclamati all’ultima edizione fiorentina.

Badhaai Ho è una commedia romantica che parla di Nakul e della sua famiglia, le cui vite cambiano quando la madre 45enne scopre di essere incinta.

La notizia si diffonderà tra i parenti e gli amici e porterà Nakul a desiderare di isolarsi per la vergogna.

Amit Sharma debutta alla regia con Tevar nel 2015 e il suo secondo film, Badhaai Ho, ha ricevuto molti apprezzamenti da parte della critica e del pubblico, e numerosi premi, tra i quali il National Film Awards come migliore commedia dell’anno del 2019.

La proiezione sarà preceduta alle ore 20 da un breve concerto di Musica Classica Indiana con Jacopo PACIFICO (flauto bansuri) e il celebre percussionista Federico SANESI (tabla).

Programma Summer Mela 2020 / Equinox Edition

Lunedì 21 settembre ore 21 (ingresso 7 euro)

Cinema Farnese

Piazza Campo de’ Fiori, 56 – Roma  

Proiezione Film (anteprima italiana)

Il Discepolo (The Disciple), di Chaitanya Tamahne, India, 127’, V.O. Marathi, sub ITA,

in concorso alla 77a Mostra del Cinema di Venezia, rassegna “Venezia a Roma”.

Presentano:

Riccardo BIADENE | Direttore Artistico SUMMERMELA / Fondazione FIND, CEO Kama Productions

Francesco Maria MARTINOTTI | Presidente ANAC

Selvaggia Velo I Direttrice River To River Florence Indian Film Festival

Da confermare – rappresentante Ambasciata dell’India a Roma

con una breve introduzione musicale di Nicolò Melocchi (flauto bansuri)

Promosso da:

Kama Productions, ANEC Lazio, ANAC, Fondazione FIND

In collaborazione con:

Fondazione La Biennale di Venezia, River To River Florence Indian Film Festival, Cinema Farnese

Martedì 22 settembre ore 20 (ingresso 12 euro)

Giardini dell’Accademia Filarmonica Romana

Via Flaminia, 118 – Roma

Concerto di Musica Classica Indiana

MAHA KALI TRIO

Joyeeta SANYAL (sitar)

Nicolò MELOCCHI (flauto bansuri)

Sanjay KANSA BANIK (tabla)

Presentano:

Riccardo BIADENE | Direttore Artistico Fondazione FIND

Adriano Valerio ROSSI | Presidente ISMEO

Da confermare – rappresentante Ambasciata dell’India a Roma

Promosso da: Fondazione FIND e ISMEO

Produzione esecutiva: Kama Productions

in collaborazione con: Accademia Filarmonica Romana

Mercoledì 23 settembre (entrata libera)

Giardino della Casa del Cinema

Largo Marcello Mastroianni, 1, Roma

Concerto di Musica Classica Indiana – ore 20, durata 30’

Jacopo PACIFICO (flauto Bansuri), Federico SANESI (tabla)

Proiezione film – ore 21

Badhaai Ho / Congratulations there  (2019), 120′ hindi, sott.ITA

di Amit RAVINDERNATH SHARMA

Presentano:

Giorgio GOSETTI | Casa del Cinema

Selvaggia VELO | River to River Festival

Riccardo BIADENE | Kama Productions

Promosso da: River To River Festival Indian Film Festival, Kama Productions, Fondazione FIND

In collaborazione con: Casa del Cinema, Zetema, Villa Borghese

Relazioni con la stampa:

Marina Nocilla 3387172263 marinanocilla@gmail.com;

Maurizio Quattrini 338 8485333 maurizioquattrini@yahoo.it

info: www.summermela.find.org.in

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“Summermela 2020” Festival di Arte e Cultura
“Ombre dal Lupercale”

“Ombre dal Lupercale” a piazza Tevere. Tornano le Lupe sui muraglioni del fiume della Capitale a piazza Tevere, luci, ombre e suoni


“Ombre dal Lupercale”. Il 12, 13 e 14 settembre, dopo il tramonto, tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto, sarà ripresentata, l’opera che 14 anni fa ha trasformato quel tratto di fiume in uno spazio d’arte e di cultura.

“Ombre dal Lupercale”. Omaggio a William Kentridge.

Roma, 11 settembre 2020 – A più di un decennio di distanza, Ombre dal Lupercale sarà ripresentata, dopo il tramonto, il 12, 13 e 14 settembre sulla sponda sinistra del fiume tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto.

Lo spazio tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini ha acquisito la propria identità culturale nel 2005 con She Wolves, opera dell’artista americana Kristin Jones che ha inaugurato quella che diverrà da allora nota come Piazza Tevere.

Le dodici figure di lupe emerse dalla pulizia del muraglione, tecnica successivamente ripresa per la realizzazione dell’opera dell’artista sudafricano William Kentridge, sono rimaste per anni lungo il fiume divenendo, l’anno dopo, scenografia per il programma di proiezioni animate Ombre dal Lupercale.

“Ombre dal Lupercale”

I suoi sette artisti e sette compositori sono stati ispirati dalla storia mitologica della Città Eterna, ma le loro immagini e le loro composizioni sono nate per dialogare con il luogo, con ogni artista che ha lavorato in modo indipendente nella consapevolezza però che le sue opere, visive e sonore, sarebbero state combinate in un unico allestimento.

Le animazioni sono interpretazioni dell’immagine simbolo di Roma e le composizioni, sono sperimentazioni che partono dal paesaggio sonoro del fiume.

Con il sito di Piazza Tevere ormai testimone della scomparsa di Triumphs and Laments, la maestosa opera di William Kentridge realizzata dall’associazione Tevereterno sotto la direzione di Kristin Jones sul muraglione della sponda opposta,

il 12 settembre sarà presentato anche un omaggio a Kentridge ideato da Sandro Polci, proiettando sulla lupa del grande fregio il disegno preparatorio dell’artista che incontra la “Lupa capitolina” dell’opera originaria di Kristin Jones.

Sovrapponendosi e dissolvendosi ancora, diventano metafora delle potenzialità di questo luogo, delle sue storie, della magia dell’arte pubblica che chiede di guardare e porsi domande.

Entrambi questi allestimenti, realizzati con il supporto finanziario di Acea, vogliono essere un invito per futuri programmi di azioni artistiche che devono nascere per Piazza Tevere, laboratorio a cielo aperto dedicato all’arte contemporanea.

Il pubblico potrà accedere gratuitamente a Piazza Tevere fino al 25 ottobre tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 22. Il venerdì e il sabato fino alle ore 24.

Artisti:

Andrea Biagioni e Gabriele Manecchi, Daniel K. Brown e Erika Kruger, Roberto Catani, Francesca Fini, Kristin Jones, Maureen Selwood, Kiki Smith.

Compositori:

Walter Branchi, Alvin Curran, Eugenio Giordani, Roberto Laneri, David Monacchi, Nico Muhly.

Realizzatori:

Kristin Jones, Sandro Polci.

Piazza Tevere 2020 è un allestimento paesaggistico-ambientale temporaneo che offre uno spazio in cui realtà urbana e natura, acqua e arte, passato e presente convivono e si alimentano a vicenda, creando una “piazza” d’incontro e di cultura, ma anche di discussione sui benefici che la natura può dare alla città per contrastare l’emergenza climatica e sanitaria che stiamo vivendo.

L’allestimento è stato recepito dal delegato della Sindaca di Roma per la riqualificazione del Tevere, Ing. Silvano Simoni, e realizzato dall’Ufficio Speciale Tevere di Roma Capitale, con il supporto di un team di partner coordinati da Agenda Tevere Onlus.

Alla sua base c’è un progetto redatto dall’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP), assieme al laboratorio Cesare Romiti, Centro di progettazione di Agenda Tevere, con opere vegetazionali realizzate dalle imprese laziali di Assoverde, all’interno di “StrategieGreen2020”, programma promosso da ASSOVERDE e AIAPP al fine di rendere gli spazi della città più sani, accoglienti e funzionali.

Il progetto Piazza Tevere 2020 è stato promosso anche dall’associazione Tevereterno e generosamente supportato dalle seguenti aziende: Acea, Terna, Italgas, Rainbird e plasticWOOD.it.

UFFICIO STAMPA

Rossana Tosto | redazione@rossanatosto.com | rossanatosto@gmail.com | + 39 333 4044306

Roberto Martelli | Zètema Progetto Cultura | r.martelli@zetema.it | +39 347 6830992

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“Ombre dal Lupercale”
Ludwig Van Beethoven Museo Nazionale Romano

Ludwig Van Beethoven Museo Nazionale Romano, regia e drammaturgia di Jacopo Squizzato, con Stefania Ventura Luca Negroni, dal 10 settembre 


Ludwig Van Beethoven Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano, sarà rappresentata la lettura scenica LvB di Jacopo Squizzato, con protagonisti Stefania Ventura e Luca Negroni, in occasione del 250° Anniversario della nascita del compositore.

Lo spettacolo è prodotto dalla Golden Show con il contributo del MIBACT e il Patrocinio dell’Ambasciata di Germania a Roma

Lo spettacolo verrà replicato nelle sedi del Museo Nazionale Romano nei mesi di settembre ed ottobre.

Ludwig Van Beethoven Museo Nazionale Romano

Accogliamo le celebrazioni dell’anno beethoveniano come una preziosa occasione di unione transnazionale capace di riportare l’attenzione del pubblico ai valori della casa comune europea.

Un progetto di drammaturgia contemporanea con le musiche di Beethoven, che vedrà come protagonisti un attore e un’attrice di prosa.

Rileggendo le pagine più dense della vicenda biografica di Ludwig Van Beethoven è emersa un’Europa dilaniata dalle guerre e che vedeva cittadini isolati nelle loro particolarità territoriali e nazionali.

Con la sua musica Beethoven fu in grado di cantarne la paura e la gioia con una maestria compositiva senza pari.

Se la musica è la più immateriale delle arti, il teatro è di certo la forma artistica più fisica e corporale che esista. Il testo scritto e diretto da Jacopo Squizzato racconterà la vicenda biografica del compositore in dialogo diretto con la storia europea. L’Europa sarà letteralmente in scena, verrà difatti interpretata da Stefania Ventura. 

Non mancheranno momenti ironici e comici in cui assisteremo ai giochi della politica del tempo che spesso ha misconosciuto i propri artisti.

Il gioco teatrale consiste nel mettere in relazione il mondo interiore di chi la musica l’ha scritta e di chi la musica la sta ascoltando.

Attenzione, non si tratta di una specie di guida all’ascolto travestita da spettacolo, tutt’altro.

Trattandosi di una lettura in forma scenica il testo è stato scritto con un marcato impianto narrativo, in modo di accompagnare l’immaginazione dello spettatore attraverso la musica, la voce e il corpo degli attori.

Costo del Biglietto € 5,00

Prenotazione obbligatoria € 2,00

 Cordiali saluti,

Francesco Fusco

Ufficio stampa

3384980862

www.francescofuscopress.com 

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Ludwig Van Beethoven Museo Nazionale Romano
“Tramonti in Musica” nel Terzo Municipio

“Tramonti in Musica”. Ogni mercoledì fino al 7 ottobre, con chiusura il 9 ottobre


“Tramonti in Musica”. Jazz, soul, rap e classica: il tramonto in musica nelle aree verdi di Tufello, Sacco Pastore e Nuovo Salario.

In viaggio tra le note per valorizzare e scoprire gli scorci del III Municipio di Roma con tanti ospiti a ingresso gratuito

Valorizzare il territorio, guardare con altri occhi alcuni scorci spesso attraversati velocementeriscoprirne le aree verdi, viverle e restituirle al territorio attraverso un programma di musica tra jazz, soul, rap e classica:

è questo l’obiettivo di Tramonti in musica, la rassegna organizzata da Viteculture FestivalParco Labia e Daniele de Sanctis, il cui bando è stato pensato dal Municipio Roma III in fase di lockdown.

Partito il 2 settembre con il concerto del duo acustico di Diana Tejera e Fernando Pantini, svoltosi in una composta piazza degli Euganei,

Tramonti in musica vedrà altri 6 appuntamenti alla riconquista degli spazi urbani all’aperto in alcune aree pubbliche tra Tufello, Sacco Pastore e Nuovo Salario, ogni mercoledì, alle ore 19:30, fino al 7 ottobre, con chiusura venerdì 9 ottobre.

A salire sul palco in un alternarsi di note e sonorità differenti saranno:

Aku (Piazza degli Euganei Mercoledì 9 settembre), Rainy Wishes 4tet standard jazz (Piazza degli Euganei,

Mercoledì 16 settembre), Ilaria Bucci e Andrea Jannicola (Area Verde incrocio tra Via Val Trompia e via Val di Fassa, Mercoledì

23 settembre), Nico Maraja e le Cicloavventure (Area Verde incrocio tra via Val Trompia e via Val di Fassa, Mercoledì 30 settembre), Le Teorie di Copernico (Area Verde incrocio tra via Val Trompia e via Val di Fassa,

Mercoledì 07 ottobre), Roma Tre Orchestra Ensemble (Piazza Dante Gallani, venerdì 09 ottobre)

“La riconquista degli spazi urbani all’aperto da parte di persone di ogni età per la fruizione di eventi culturali è uno degli aspetti cardine di questa iniziativa.

Piazze e aree verdi del municipio diventano il proscenio ideale per permettere l’ascolto della musica nella sua varietà di forme in piena sicurezza e in maniera totalmente gratuita, per tutti e tutte” spiega Christian Raimo, Assessora alla cultura del III Municipio, in una nota.  

Utilizzare piazze del municipio comprese tra palazzi per permettere a tutti, anche a coloro che non possono scendere in strada, di godere di concerti di qualità affacciandosi semplicemente ai balconi e alle finestre delle proprie abitazioni

Così facendo si riducono i rischi di assembramento in un orario, le 19:30, che consente il rispetto della quiete pubblica e la piena godibilità dei tramonti, da sempre veicolo di pensieri e riflessioni” aggiunge Francesca Farchi, presidente della commissione scuola del municipio III.

Condividere un luogo aprendolo alla cultura ritrovandosi la sera, sotto casa, senza rischi né pericoli.

Questo è il senso di Tramonti in musica che non riflette altro che il bisogno impellente di cultura che sente la nostra città e la sua necessità di condividere emozioni, parole e immagini.

Roma la si può governare se la si ama, se la si conosce e se davvero la si pongono al centro i bisogni delle persone” conclude Giovanni Caudo, Presidente del III Municipio.

Info su: https://www.facebook.com/events/s/tramonti-in-musica/345277979848478/?ti=wa

Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it Marta Volterra marta.volterra@hf4.it 340.96.900.12
Ufficio Stampa Giovanni Caudo Alessandra Accardo ale.accardo@hotmail.it 32964898810

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