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Stuoenda

E’ una ruota che gira per celebrare i vent’anni dei CiaoRino al Teatro Cometa Off, la band  dal 99 omaggia uno dei cantautori più amati da sempre.

“È una ruota che girà” risuona nel ritornello di una rinomata canzone di uno dei più grandi e geniali cantautori italiani, ma è anche il titolo dello spettacolo teatrale dei CiaoRino.

In scena al Teatro Cometa Off da lunedì 9 a giovedì 12 dicembre.

La band ripercorre la propria storia, i vent’anni trascorsi insieme dal 1999 ad oggi, con l’intento costante di omaggiare un intramontabile mito del panorama musicale nazionale, autore di canzoni senza tempo come “Aida” e “Ma il cielo è sempre più blu”.

Settembre 1999, un gruppo di amici musicisti si riunisce per cantare Rino Gaetano.

Dalla sua morte, avvenuta il 2 giugno 1981, fino ad allora, poche e latenti reinterpretazioni dell’artista calabrese.

La sua musica sembrava finita con lui.

Ne rimaneva traccia solo grazie alle audio-cassette, che giravano tra i mangianastri degli italiani, e a un passaparola sussurrato, come se quella voce avesse prodotto qualcosa di clandestino.

Quel settembre del ’99, attraverso intuizioni, incontri di energie buone e segni del destino, le strade di quattro amici si riuniscono sotto il segno del grande cantautore.

Contribuendo a una vera e propria rinascita della sua immagine e scoprendo l’esigenza da parte di molti di impadronirsi nuovamente di quelle parole, ormai impolverate e quasi del tutto dimenticate.

In poco tempo quei testi irriverenti e quello stile inconfondibile risuonano, grazie ai CiaoRino, tra le piazze, alle feste, nelle auto.

I quattro giovani, diventati poi sei, cominciano così a girare l’Italia in lungo e in largo, fino a quando una lettera della famiglia Gaetano li diffida dal portare avanti il loro progetto.

I quattro ragazzi, intanto, diventano uomini e nel frattempo quell’idea originale e unica, nata dal cuore puro dei CiaoRino, è travolta dall’ondata di nuove cover band, che nascono sempre più frequentemente e che altrettanto rapidamente invadono i palchi di locali e manifestazioni.

Inizia così una fase d’incertezza e i CiaoRino proseguono il loro cammino con la consapevolezza che quella magia degli inizi è destinata a trasformarsi in qualcos’altro.

La musica così, nel tempo, li accompagna tra le note di progetti personali.

Tuttavia quel contatto così profondo, stabilito grazie a Rino, diventa la loro storia, la loro missione, l’impronta indelebile che ognuno ha lasciato nella vita dell’altro.

Il loro comune denominatore, che sa di autogrill, di sorrisi, di sconfitte, di lutti, nascite e rinascite, di donne, di migliaia di uomini e migliaia di chilometri di strada percorsa insieme.

I CiaoRino sono un viaggio che dura da vent’anni, un’unione che sa di famiglia.

Intimità destinata ad essere solo di chi la vive e di cui ha fatto – e fa ancora – parte lo stesso Rino.

Forse, in fondo, questa è solo la storia di un incontro mancato fra uno dei più grandi giocolieri di parole della scena cantautorale italiana e la sua band.

Una storia d’amore mai nata fra chi ha creato una musica, ma che non ha avuto il tempo di sentirla cantare dalla gente (a causa dei suoi pochissimi concerti), e chi invece alla gente l’ha cantata, per lui, con tutta l’anima.

Alessandro D’Orazi (voce e chitarra), Gianfranco Mauto (voce, pianoforte e fisarmonica), Peppe Mangiarancina (basso),

Paolo Fabbrocino (batteria e percussioni), con la partecipazione di Riccardo Corso (chitarra) e Giuseppe Russo (sax), Fabrizio Giannini (narrazione), Regia Luca Angeletti e Fabrizio Giannini, musiche di Rino Gaetano, riarrangiamenti dei CiaoRino.

PREZZO BIGLIETTO 

12,50 € 2,50 € tessera associativa 

ORARIO SPETTACOLO 

Inizio spettacolo ore 21.00 

TEATRO COMETA OFF 

Via Luca Della Robbia, 47  Roma, 00153 

Infoline: 39 06 57 284 637 

 Media Relations: 

CGP 

Giorgio Cipressi & Giovanna Palombini  

Greta De Marsanich: 320.8626213 – cgpcomunicazione@gmail.com  

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Bellissima

Foto musicisti PFM canta De André Anniversary crediti Orazio Truglio

Oltre 100 concerti nel 2019 della “PFM Canta De Andrè – Anniversary”

Dopo lo straordinario successo della prima parte del tour ritorna sui palchi di tutta Italia, Auditorium Parco della Musica di Roma

Dopo lo straordinario successo della prima parte del tour PFM – Premiata Forneria Marconi torna sui palchi di tutta Italia “PFM Canta De Andrè – Anniversay” superando così i 100 concerti nel 2019 (fra “PFM canta De André Anniversary” e “TVB Tour”)!

Lunedi 18 novembre a Roma, Auditorium Parco della Musica. Aprirà il concerto Micol, Arpa Rock che eseguirà tre brani di Fabrizio De Andrè. 

Un anno intenso il 2019 per PFM; iniziato a febbraio con la partecipazione – per la terza volta – alla “CRUISE TO THE EDGE” facendo tappa per una breve tourneé in UK.

Per approdare poi ai 45 concerti del tour “PFM CANTA DE ANDRE’ ANNIVERSARY”, culminato nell’evento all’Arena di Verona insieme a Cristiano De André, lo scorso 29 luglio.

L’estate è proseguita con un intenso “TVB Tour” in cui PFM ha presentato il proprio repertorio e con una straordinaria esibizione allo Sferisterio di Macerata dove è stata ospite dei 100Cellos di Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi (31 luglio).

Un anno ricco anche di premi e riconoscimenti tra cui il Premio Nazionale Franco Enriquez, il Premio Miglior Tour (Rock targato Italia), il Premio Pierangelo Bertoli “ITALIA D’ORO”.

Infine la rivista inglese “PROG UK” nomina Franz Di Cioccio tra le 100 icone della “musica che hanno cambiato il nostro mondo.

“PFM Canta De André – Anniversary” come in precedenza avrà sul palco una formazione spettacolare con due ospiti d’eccezione: Flavio Premoli (fondatore PFM) con l’inconfondibile magia delle sue tastiere e Michele Ascolese, storico chitarrista di Faber.

PFM Premiata Forneria Marconi ha uno stile unico e inconfondibile che combina la potenza espressiva della musica rock, progressive e classica in un’unica entità affascinante.

Nata nel 1970 (discograficamente nel 1971), la band ha guadagnato rapidamente un posto di rilievo sulla scena internazionale che mantiene tutt’oggi.

Nel 2017 PFM è stata premiata con la posizione n. 50 nella “Royal Rock Hall of Fame” tra i 100 artisti più importanti del mondo, mentre nel 2018 ha ricevuto a Londra il prestigioso riconoscimento come “International Band of the year” ai Prog Music Awards UK.

Quest’anno la nomina di Franz Di Cioccio tra le 100 icone della “musica che hanno cambiato il nostro mondo, rilevato dalla rivista inglese “PROG UK” (unico artista di area latina).

http://www.pfmworld.com

https://www.facebook.com/premiataforneriamarconiofficial/; twitter   @pfmufficiale

 BIGLIETTI IN VENDITA SU TICKETONE.IT

Ufficio  Stampa VENTIDIECI

Maurizio Quattrini 338/8485333 maurizioquattrini@yahoo.it

Ufficio Stampa PFM: Parole & Dintorni, rif. Elena Moretti, mail elena@paroleedintorni.it , cell 3397983856

Promozione Radio/Tv: Paolo Romani (335 463002)

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MICOL 1 2

 

Senza titolo 1 4

Le canzoni originali della fiction Mediaset “Il Processo” cantate da Ginevra Nervi

Ginevra Nervi, cantautrice e compositrice di musica elettronica, firma le canzoni originali dell’attesa fiction Il Processo che andrà in onda dal 29 novembre su Canale 5 con la regia di Stefano Lodovichi ed interpretato da Vittoria Puccini e Francesco Scianna.

La colonna sonora firmata da Giorgio Giampà e il concept costruito insieme al regista hanno permesso all’artista di addentrarsi nel loro immaginario sentendosi affine alle sonorità e ai timbri da loro scelti.

Ha potuto, così, creare delle tessiture molto dense, cercando di evocare atmosfere distanti, suoni che arrivassero da un ricordo, come se emergessero da un mondo sommerso.

La Nervi ha fatto un ampio uso della sua voce in questo lavoro, sia come strumento principale che secondario.

Grazie all’ uso di distorsoripitch shifter ed utilizzando samples, loops vocali e armonizzazioni per creare pattern ritmici e pads, l’artista è riuscita a dare ruoli diversi alla sua voce e a manipolarla.

NOTE DELL’AUTRICE:

“Un aspetto che mi ha particolarmente affascinata era il contrasto molto forte che emergeva dalla narrazione: due donne diverse tra loro e molto profonde, ciascuna con diversi segreti e pronte a tutto per fare in modo che restassero tali.

Mi riferisco alle due protagoniste, Elena Guerra (interpretata da Vittoria Puccini) e Linda Monaco (interpretata da Camilla Filippi).

A partire da questa dicotomia tra due femminilità così diverse tra loro ma in qualche modo anche così vicine, ho cercato di mantenere sia colori più ‘dark’, enigmatici, aggiungendo synth molto scuri, percussioni riverberate, che timbri più eterei, intimi e dolci. In questo caso, l’uso della voce come molteplice strumento è stato predominante”.

BIOGRAFIA
Ginevra è una cantautrice e compositrice di musica elettronica nata a Genova. Le sue radici musicali affondano nella New Wave e nel Synth Pop, con profonde influenze dall’elettronica nord europea.

Nel 2014 la prima collaborazione nel mondo delle serie tv, con la sigla della serie Il Commissario Rex diretta dai Manetti Bros.

Negli anni seguenti alcuni dei suoi brani compaiono su altre serie tv come L’ispettore Coliadro (2016) e nel film The Start Up di Alessandro D’Alatri (2017).

Oggi le sue collaborazioni come autrice di brani originali compaiono sulla serie Il Processo di Stefano Lodovichi (2019) e la seconda stagione de Il Cacciatore di Davide Marengo (2019).

Ginevra ha firmato la colonna sonora del film L’ultimo Piano prodotto dalla scuola di cinema Gian Maria Volontè e ha iniziato una prima collaborazione sul fronte internazionale firmando la colonna sonora del cortometraggio messicano Lactea di Lea Soler (2019).

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MBIRA ph CarloCarmazzi 00402 M

Mbira concerto di musica, danza e parole per piazze e teatri, Teatro Biblioteca Quarticciolo

Quanto ha contribuito l’Africa a renderci quelli che siamo? Lo scoprirete al Teatro Biblioteca Quarticciolo.

Per molti secoli europei e arabi hanno esplorato, colonizzato e convertito ogni angolo del pianeta.

Oggi tante culture sono perdute e quella occidentale è diventata per molti versi il riferimento universale.

Impossibile dire se sia un bene o un male o sapere se i colonizzati prima della colonizzazione fossero più o meno felici.

Sta di fatto che il mondo è sempre più piccolo e meno vario, pieno di televisioni che trasmettono gli stessi programmi e di negozi identici che vendono prodotti identici dalla Groenlandia alla Terra del Fuoco, dalla California, a Madrid, a Riyad a Tokio.

Ma spesso nel processo di colonizzazione capita che il conquistatore cambi irreversibilmente entrando in contatto con la cultura dei conquistati.

Di questo prova a parlare Mbira, un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – tenta di fare il punto sul complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana.

Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce.

“Bira” è anche il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla al suono della Mbira.

Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa.

Mbira è insomma una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, teatro, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura.

Fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa.

Mbira è insomma una parola che offre un pretesto ideale per parlare di Africa e per mettere in evidenza quanto poco, colpevolmente, se ne sappia.

Convinzione che il gesto più sovversivo oggi sia quello di ricordare che, prima di affermare certezze, in generale sarebbe saggio conoscere l’argomento di cui si parla.

Il teatro borghese nasce per i teatri, la musica pop per gli stadi.

Progetti come Mbira nascono invece per tutti quei posti in cui c’è voglia e bisogno di distrarsi, divertirsi e stare bene senza necessariamente smettere di pensare o di porsi domande sul proprio ruolo e sul proprio rapporto con gli altri.  

musiche MARCO ZANOTTI, ZAM MOUSTAPHA DEMBÉLÉ, testi RENATO SARTI, ROBERTO CASTELLO con la preziosa collaborazione di ANDREA COSENTINO

 Interpreti SUSANNAH IHEME, GISELDA RANIERI, SUSANNAH HIEME (danza/voce), MARCO ZANOTTI (percussioni, limba) ZAM MOUSTAPHA DEMBÉLÉ (kora, tamanì, voce, balafon), ROBERTO CASTELLO

 Produzione ALDES – Teatro della Cooperativa con il sostegno di MIBAC, Direzione Generale Spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival, media partner NIGRIZIA

 ALDES sostiene l’opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo

un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea 

Teatro Biblioteca Quarticciolo

Via Ostuni 8 Roma

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Foto TRIO CORRENTE

Giovedì 31 ottobre ore 22.00 all’Alexanderplatz Jazz il TRIO CORRENTE con Paulo Paulelli al basso, Edu Ribeiro alla batteria e Fabio Torres al piano.

Il Trio Corrente è nato nel 2001 dall’incontro del batterista Edu Ribeiro, del pianista Fabio Torres e del contrabbassista Paulo Paulelli,

il Trio Corrente si è creato una sonorità propria nella scena della musica strumentale brasiliana, interpretando in maniera unica ed inconfondibile i classici dello Choro.

Musica Popolare Brasiliana (Jobim, Pixinguinha, G.Gil, Caymmi, Djavan e C.Buarque) e del suo crescente repertorio di composizioni originali.

Nel 2014 vincono il Grammy Award per l’album “Song For Maura”, registrato insieme a Paquito D’Rivera, come Best Latin Jazz Album ed il Latin Grammy Award, dividendo questo premio con il grande pianista americano Chick Corea.

In questa tournée italiana, il Trio presenta il loro sesto album “Tem que ser azul”, registrato a Milano lo scorso anno.

Hanno condensa tutto il loro evoluto e modernissimo personale linguaggio Brazilian Jazz, dove l’idioma afroamericano si innesta nelle profonde radici della ricca tradizione musicale brasiliana.

Non esiste niente di simile in circolazione. Una fusione colta e sopraffina di jazz modernissimo ed una grande carrellata di ritmi brasiliani

Inizio concerti: da domenica a mercoledì ore 21.30 – da giovedi a sabato ore 22.00

Tessera 10€ per 100 concerti

ALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB Via Ostia 9 – Roma

Info e prenotazioni: prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com – tel. 06 83775604 

www.facebook.com/alexander.platz.37  alexanderplatzjazz.com www.instagram.com/alexanderplatzjazzclub/ twitter.com/aplatzjazz

Ufficio​ Stampa: Luca Giudice lucagiudice@hotmail.it  Daniela Turchetti turchesia@gmail.com

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Teatro dellOpera di Roma

Il Teatro dell’Opera porta con sé i talenti di “Fabbrica” Young Artist Program

L’Opera di Roma prende parte alle celebrazioni della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo con i concerti a Doha in Qatar il 22 ottobre.

Il 25 e 26 ottobre nel quartiere diplomatico di Riyad in Arabia Saudita, in collaborazione con le ambasciate italiane nei due Paesi.

“Dopo la fortunata tournée in Oman, l’accordo di collaborazione con l’Opera del Libano e il concerto della Youth Orchestra in Kuwait, commenta il Sovrintendente Carlo Fuortes:  

la presenza dell’Opera di Roma nei Paesi del vicino Oriente prosegue con questa tappa nella collaborazione del nostro teatro con i paesi arabi, per far dialogare le nostre culture con uno spirito di scambio e arricchimento reciproci”.

“Siamo particolarmente soddisfatti commenta l’Ambasciatore d’Italia in Qatar, Pasquale Salzano:

di ospitare a Doha un concerto del Teatro dell’Opera di Roma tra le iniziative promosse dall’Ambasciata nell’ambito della XIX edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.

Il rafforzamento delle relazioni tra Italia e Qatar passa anche attraverso gli scambi culturali e la presenza sul territorio delle nostre eccellenze in campo artistico e musicale”.

L’omaggio alla nostra lingua è affidato per l’occasione ai talenti di “Fabbrica” Young Artist Program che la celebreranno nei concerti di arie d’opera.

La tradizione musicale più importante del nostro Paese ed emblema dell’Italia in tutto il mondo. Il programma propone arie da opere di Verdi, Puccini, Mascagni e Bellini.

Ad interpretarle saranno Erika Beretti (soprano) e Irida Dragoti (mezzosoprano), accompagnate al pianoforte da Edina Bak.

Le artiste provengono dalle prime due edizioni di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, il progetto nato nel 2016.

Progetto e rivolto a favorire la trasmissione di sapere e la promozione di nuovi talenti nel campo dell’opera lirica.

In esso sono coinvolti cantanti, maestri collaboratori, registi, scenografi, costumisti e lighting designer.

Si sono già concluse le selezioni per la terza edizione che si svolgerà nel biennio 2020/2021.

CALENDARIO DEI CONCERTI

22 ottobre ore 20.00

Katara Cultural Village, Opera House, Doha (Qatar)

“Concert by Teatro dell’Opera di Roma” – Opera Arias by Italian Composers

Verdi, Puccini, Mascagni, Bellini

25 ottobre ore 19.00

Al Khozama Park, Quartiere Diplomatico, Riyad (Arabia Saudita)

“From Belcanto to Verismo” – An introduction to Italian classic opera

26 ottobre ore 19.00

Residenza dell’Ambasciatore d’Italia, Quartiere Diplomatico, Riyad (Arabia Saudita)

“From Belcanto to Verismo” – An introduction to Italian classic opera

PROGRAMMA DEI CONCERTI

Erika Beretti, soprano

Irida Dragoti, mezzosoprano

Edina Bak, pianoforte

Da Il trovatore di Giuseppe Verdi: “Stride la vampa” (Irida Dragoti)

Da Tosca di Giacomo Puccini: “Vissi d’arte” (Erika Beretti)

Da Madama Butterfly di Giacomo Puccini: duetto dei fiori (Irida Dragoti, Erika Beretti)

Da Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni: “Voi lo sapete, o mamma” (Irida Dragoti)

Da Aida di Giuseppe Verdi: “Ritorna vincitor!” (Erika Beretti)

Da Aida di Giuseppe Verdi: “Fu la sorte dell’armi” (Erika Beretti, Irida Dragoti)

Da Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi: “Morrò, ma prima in grazia” (Erika Beretti)

Da Don Carlo di Giuseppe Verdi: “O don fatale” (Irida Dragoti)

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Renato Bossa

Ufficio Stampa – Responsabile Opere e Concerti

Cell. + 39 366 6973749

renato.bossa@operaroma.it

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Teatro dellOpera di Roma

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Sabato 19 ottobre 2019 – ore 12:30 alla Festa del Cinema di Roma Spazio Roma Lazio Film Commission, Auditoriumarte, Auditorium Parco della Musica di Roma Premio Elio Petri

Interverranno: Fabio Abagnato responsabile Emilia Romagna Film Commission, Luca Elmi (Presidente dell’Associazione Porretta Cinema), Paola Petri (produttrice).

Steve della Casa (critico cinematografico e direttore artistico italiano), David Grieco (regista, sceneggiatore, attore e giornalista)
Giacomo Manzoli (professore ordinario presso dipartimento delle Arti,

Università di Bologna – cinema, fotografia e televisione), Alfredo Rossi (critico e scrittore cinematografico)

Foto dal set del film di Elio Petri “La decima vittima” (1965) ©Archivio fotografico della Cineteca Nazionale, Roma

In occasione dei 90 anni dalla nascita del regista Elio Petri, Porretta Cinema lancia un Premio intitolato a suo nome, in considerazione del rapporto speciale che ha legato il regista alla Mostra del Cinema Libero di Porretta Terme.

Nel 1971 insieme a Gian Maria Volonté presentò in anteprima mondiale “La classe operaia va in paradiso”, poi premiato con la Palma d’oro a Cannes.

Il Premio Petri, realizzato in collaborazione con la vedova Paola Petri e composto da una giuria di eccezione presieduta da Walter Veltroni.

Sarà presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma sabato 19 ottobre alle ore 12,30 nello spazio Roma Lazio Film Commission dell’Auditorium Parco della Musica.

La consegna del Premio Petri avrà poi luogo durante il Festival Cinema di Porretta (Porretta Terme BO, 7 – 14 dicembre 2019).

R.V.S.P.

Auditorium Parco della Musica
via Pietro de Coubertin 30 – Roma

Ufficio stampa:

Elisabetta Castiglioni: +39 06 325044 – +39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Laboratorio delle Parole – Francesca Rossini: +39 392 9222152 – + 39 339 8762443 – notizie@laboratoriodelleparole.net

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Il 2 novembre – unica data italiana – giunge al Teatro Argentina di Roma la Ottoman Sufi Night, di Sheikh Bahauddin Adil.

Hanno unito canto, musica e saggezza tradizionale sufi in uno spettacolo animato da una costante tensione mistica.

Sheikh Bahauddin Adil è autorevole maestro di una delle più antiche confraternite sufi.

Dal 2013 in poi ha registrato cinque album – il più recente nel gennaio 2018 – che hanno fatto conoscere a livello internazionale la grande bellezza e intensità della sua voce.

Parallelamente, nei suoi scritti, racconta le progressive tappe del cammino spirituale sufi, noto in Occidente soprattutto grazie ai dervisci rotanti e alle poesie del mistico persiano Jalaludin Rumi.

Nel corso dei suoi incessanti viaggi che lo hanno portato in decine di paesi,

Sheikh Bahauddin affascina il pubblico con storie illuminanti narrate con una notevole vena di oratore e con la pratica del canto meditativo.

DSC00249Il gruppo di Sheikh Bahauddin è composto da un ensemble corale e un’orchestra che impiega strumenti tradizionali e accosta composizioni antiche e moderne.

I dervisci rotanti accompagnano la performance con le loro tipiche danze, capaci di raggiungere meravigliosi culmini di ebbrezza estatica.

Lo spettacolo è introdotto dalla cappella ottomana di “Mehter”, banda musicale che, secondo la tradizione, veniva utilizzata ai tempi dell’Impero ottomano per accogliere gli ospiti d’onore.

I suoi musicisti vestono costumi originali e impiegano repliche fedeli di cimeli e strumenti d‘epoca.

La cappella ottomana di “Mehter” ha già realizzato diverse tournée internazionali ed eventi spettacolari in siti storici di svariate capitali europee, tra i quali il Castello di Charlottenburg a Berlino.

Il fondatore e attuale direttore artistico, Ayberk Efendi, è altresì ideatore e mente creativa della Ottoman Sufi Night.

L’evento è organizzato e curato dalla Royal Ottoman Society, associazione culturale con sede in Germania volta al mantenimento di antiche tradizioni e il rafforzamento dei valori di convivenza pacifica e dialogo tra i popoli.

Ottoman Sufi Night – 2 novembre 2019, ore 20:30 – Teatro Argentina (Roma)

Info e biglietti su: http://www.teatrodiroma.net/doc/6615/ottoman-sufi-night/

Ufficio stampa e promozione – Theatron 2.0

stampa.theatron@gmail.com

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foto gaetano lembo

Semper Fidelia scritto, diretto e interpretato da Gaetano Lembo al Teatro Porta Portese

Il 14 ottobre 2019 alle ore 21,00 approda al Teatro Porta Portese all’interno della rassegna CIVILMENTE l’emozionante e poetico “SEMPER FIDELIA”

Parole, danza, musica.

Questi i tre elementi legati in un ‘unicum’ scenico che prende vita dalla necessità. Necessità dell’incontro, dell’eterogeneità compatibile, della circolarità delle idee.

 ‘Semper Fidelia’ è uno spettacolo che nasce dalla collaborazione artistica tra un regista-autore-attore e una danzatrice, uno spettacolo in cui le due Forme artistiche si specchiano, si tendono la mano e mai tentano di tradurre l’Una il linguaggio dell’Altra.

 Piuttosto si affiancano in un tentativo comune di comprensione.

 Entrambe forti dei Valori che le sorreggono cercano di aprire l’uscio, di scardinarlo, di abbattere lo steccato che le divide per poter ancora una volta procedere verso quella meta comune che gli uomini chiamavano Conoscenza.

Nessuna delle due ‘figlie’ – quasi gemelle – rinnega o abiura colei da cui sono nate: la musica.

Protagonista assoluta è la terra, l’Italia, la Sicilia del dopoguerra vista con gli occhi di un figlio vissuto altrove.

In un altro luogo. In un luogo che è altro.

Un luogo creato da un padre – da quei padri – che la paura e le fame hanno reso vili: ma come biasimare colui che scappa dalla fame?

 ‘Semper Fidelia’ non vuol essere un manifesto di parte ma l’espressione simbolica di un mondo che esiste nella penombra: di quei tanti che lasciata la terra natia dimenticano o, peggio, cercano di dimenticare.

 ‘Senper Fidelia’ è la trasposizione teatrale delle due Ballate di G. Lembo – Occhi Aperti e Sempre Fidelia – pubblicate nell’ottobre del 2008 dalla casa editrice Kimerik.

TEATRO PORTAPORTESE

Via Portuense 102 – Roma Tel.065812395

BIGLIETTI

INTERO 15,00 EURO (13,00 EURO +2,00 DI TESSERA)

RIDOTTO 12,00 EURO (10,00 + 2,00 DI TESSERA)

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Gaetano lembo

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Buona musica sulla città di Roma con From My House In Da House

Terza edizione di From My House In Da House, giovedì 26 settembre a Piazza Margana con il patrocinio di Roma Capitale – Assessorato alla crescita culturale.

Levento sostiene la lotta contro il tumore al seno con Susan G. Komen Italia.

Dopo i primi due caldissimi appuntamenti a Via della Pace e Piazza Campo de’ Fiori, torna From My House In Da House.

Giovanni La Gorga – aKa Dj Giovannino – è pronto a tornare alla consolle con una nuova selezione di vinili, dal funk al groove, dagli anni ’70/’80 all’house moderna.

Animerà Piazza Margana dalle 18:00 alle 23:00 di giovedì 26 settembre.

Abito dietro Piazza Navona, esattamente dove stava il bar della Pace, storico locale di Roma – racconta Giovannino. – In quel bar, in altri tempi, ho incontrato Robert De Niro, Al Pacino, i Kennedy, Bon Jovi, Uma Thurman ().

Oggi il centro di Roma è molto diverso.

From My House In Da House si ripropone di far tornare i cittadini di Roma, soprattutto i giovani e i giovanissimi, a vivere la vivacità del centro storico della Capitale, ormai da loro spesso abbandonato.

Dj Giovannino ha avuto unidea molto semplice: aprire le finestre di casa sua e mettere su i suoi dischi migliori.

Dopo essersi informato ed aver organizzato il tutto, è nato From My House In Da House, che per la sua terza edizione è patrocinato dal Comune di Roma.

In piazza sarà presente anche Susan G. Komen Italia, organizzazione basata sul volontariato, attiva su tutto il territorio nazionale, in prima linea nella lotta ai tumori del seno.

Durante la serata sarà possibile sostenere i progetti di Komen Italia e conoscere le piccole azioni quotidiane che possono salvare la vita di tante donne.

La terza edizione di From My House In Da House è giovedì 26 settembre dalle ore 18.00 in Piazza Margana: celebrare la fine dell’estate non è mai stato così bello.

Ufficio Stampa HF4

Alessandra Zoia alessandra.zoia@hf4.it 333 7623013

Marta Volterra marta.volterra@hf4.it 340 9690012

Con il patrocinio di Roma Capitale – Assessorato alla crescita culturale

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dj giovannino 1

Dardust Piano Solo

Il produttore e autore di TheGiornalisti, Luca Carboni, Fiorella Mannoia, Marco Mengoni,  Fedez, Francesca Michielin, Annalisa, dopo il Jova Beach Party,

arriva in concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 6 ottobre 2019

Dopo la straordinaria partecipazione al Jova Beach Party, Dardust è pronto per il suo prossimo appuntamento live in piano solo, il 6 ottobre 2019 all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Dardust, Dario Faini all’anagrafe, con più di 500k ascoltatori mensili, oltre 35 milioni di riproduzioni, e inserito nelle principali playlist Spotify, è un pianista, compositore e produttore italiano molto apprezzato nel mondo del pop perché ha contribuito a dare una svolta alle produzioni della musica italiana creando sonorità nuove.

Come compositore, ha realizzato il primo progetto italiano di musica strumentale capace di unire il mondo pianistico minimalista all’attuale immaginario elettronico di matrice nord europea.

Un progetto multidimensionale che unisce l’emozione della musica classica con infuenze elettroniche nordeuropee, in una cornice live di sorprendenti effetti visual.

Ha realizzato una triologia discografica che attraversa l’asse geografco/musicale Berlino-Reykjavik-Londra e sta attualmente lavorando al terzo e ultimo capitolo.

Come produttore e autore ha collaborato con i più importanti artisti italiani, tra cui Fiorella Mannoia, Marco Mengoni, Fedez, Francesca Michielin, Annalisa, TheGiornalisti, Luca Carboni.

Ha scritto, e prodotto insieme Charlie Charles,  “Soldi” di Mahmood, brano vincitore della 69esima edizione del festival di Sanremo e Calipso con Fabri Fibra, Mahmood e Sfera ebbasta, singolo alla prima posizione della classifica FIMI dalla data di uscita.

La musica di Dardust ha già conquistato anche l’estero: è stata scelta come colonna sonora ufficiale di spot del Super Bowl, evento sportivo tra i più seguiti al mondo, ma anche degli attesi appuntamenti dell’ All Star game, dell’ NBA e di match decisivi golfistici come quello tra Tiger Woods e Phil Mickelson.

Il 6 ottobre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, Dardust proporrà dal vivo “LOST IN SPACE”, un concerto-racconto in piano solo dei viaggi musicali legati ai primi due capitoli discografici.

Spazio in scaletta anche alle inedite suggestioni della nuova produzione, registrata tra Londra ed Edimburgo: una ricca anticipazione dell’ultimo capitolo della trilogia discografica di uno dei progetti strumentali di musica neoclassica ed elettronica tra i più interessanti e di successo del panorama italiano ed internazionale:

Ore 21.00 Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi,
Via Pietro de Coubertin, 30

Info: dardust.com – Biglietti 20 euro + dp. Prevendite su Ticketone.

Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it Marta Volterra marta.volterra@hf4.it 3409690012    

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Dardust Piano Solo 2           

GDM e MRO

Dieci donne in musica d’autore, Sante Bambole Puttane con Grazia Di Michele e Maria Rosaria Omaggio all’Auditorium Parco della Musica.

Canzoni di Grazia e Joanna Di Michele, monologhi di Pietra Selva, accompagnate da Andy Bartolucci batteria, Fabiano Lelli chitarra, Paolo Iurich pianoforte, Fabrizio Cucco basso.

https://www.auditorium.com/evento/grazia_di_michele_maria_rosaria_omaggio-21070.html

Grazia Di Michele e Maria Rosaria Omaggio di nuovo insieme in scena con il Teatro-Canzone, dopo il grande successo di “Chiamalavita” tratto dalle opere di Italo Calvino.

Domenica 22 settembre, alle ore 19 sarà il Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ad ospitare il loro nuovo progetto tutto al femminile.

“Sante Bambole Puttane”, che è anche il titolo del nuovo album di Grazia Di Michele (Egea Music), scritto a quattro mani con la sorella Joanna.

Uno spettacolo incentrato su storie, narrate e cantate, di “donne che attraversano il mondo come ombre cui è negato ogni diritto di esistere davvero.

Auditorium parco della Musica, donne su cui gli uomini a volte proiettano le proprie fantasie, ignorando e negando la loro essenza”.

Donne comuni, dunque, non celebri o straordinarie, ma con storie che meritano di essere raccontate perché anche in quelle vite fioriscono sentimenti e emozioni in cui è possibile riconoscersi.

“Sono sofferenze, e perfino tenerezze – raccontano le due interpreti – che salgono da un’umanità emarginata, speranze che si alimentano di sogni.

Disperata ricerca del bello e del giusto in un mondo che sembra offrire pochi spiragli soprattutto a chi è più debole…

Le donne sempre più spesso, purtroppo, si ritrovano in questa condizione”.

Lora, Amina, Irina, Sonia, Dorina, Helen, Habi, Apollonia, Zelda, Raya, protagoniste di questi racconti in musica e prosa, rappresentano nell’immaginario di tanti le “Sante bambole puttane”.

Benché nella realtà siano donne con un personalissimo patrimonio di sentimenti vissuti, liberati, sognati, fraintesi, repressi, immaginati.

Non ci sono virgole a separare i sostantivi, perché si parla di proiezioni, torsioni di prospettive con cui molti uomini, per debolezza o per un arcano richiamo ancestrale a difendere una posizione di dominio, definiscono le donne che non riescono a capire o che non possono controllare.

Con Sante Bambole Puttane (scritto con sua sorella Joanna e con la regista teatrale Pietra Selva) Grazia Di Michele ritorna al Teatro-Canzone dopo il tour internazionale di Chiamalavita (di e con Maria Rosaria Omaggio).

Spettacolo approdato anche all’Auditorium delle Nazioni Unite a New York.

La prova da attrice in Dì a mia figlia che vado in vacanza con Alessandra Fallucchi per la regia di Maddalena Fallucchi.

Il successo di Io non so mai chi sono con Platinette, portato in Festival e teatri in tutta Italia.

Contemporaneamente al CD omonimo, uscito a giugno di quest’anno, ha pubblicato Apollonia per Castelvecchi editore, il suo primo romanzo.

Maria Rosaria Omaggio, considerata dalla stampa internazionale l’interprete ideale di Oriana Fallaci, per il film Walesa.

L’uomo della speranza del premio Oscar polacco Andrzej Wajda, continua a darle voce e volto in teatro col suo spettacolo Le parole di Oriana in concerto, trasmesso dalla RAI il 29 giugno.

Per la celebrazione dei cinquecento anni di Leonardo da Vinci ha interpretato, scritto e messo in scena nell’Auditorium Parco della Musica lo spettacolo evento Leonardo Psychedelic Genius.

Numerosi i suoi spettacoli dove sono evidenti passione ed esperienza per letteratura e musica.

Auditorium Parco della Musica

Sala Teatro Gianni Borgna

Via Pietro de Coubertin, 00196 – Roma

Biglietti ridotti a €19 prenotando su mail a helikonia@tiscali.it e su whattsapp a +39 392 7937717

Biglietti: 23 euro

Coordinamento comunicazione e ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni

+39 06 3225044 – +39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Management e Digital PR Grazia Di Michele:  Nicola Cirillo per Slow Music

info@slowmusic.org  – +39 3299788791

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