Flautissimo 2020 “Accademia Italiana del Flauto”.

Flautissimo 2020 “Accademia Italiana del Flauto”. Edizione in streaming sul canale Youtube dell’Accademia.


Dopo l’improvvisa interruzione del festival, dovuta al DPCM del 24 ottobre, Flautissimo 2020 si reinventa e riprende la sua programmazione in streaming, trasmettendo alcuni spettacoli teatrali, che facevano parte del cartellone che sarebbe dovuto andare in scena al Teatro Palladium di Roma.

Flautissimo 2020 “Accademia Italiana del Flauto”. Galatea RanziGuglielmo PoggiGabriele CoenLuigi MarinaroFrancesco Poeti, il Collettivo teatrale Nonnaloca e i tanti giovani attori impegnati nelle letture che si svolgeranno dalla Biblioteca Vaccheria Nardi, saranno i protagonisti di questa edizione online di Flautissimo, che prende il via il 18 novembre, sempre con la direzione artistica di Stefano Cioffi.

Flautissimo 2020 “Accademia Italiana del Flauto”. Teatro, concerti, reading, quindi, tutto visibile gratuitamente sul canale Youtube dell’Accademia Italiana del Flauto.

Flautissimo 2020 in streaming non sarà solo parole e musica: il programma di questa speciale edizione si arricchirà anche di arte visuale con “Un oscuro luogo del desiderio.

I fotografi guardano Roma” il documentario di Barbara Martusciello

Flautissimo 2020 è una produzione Accademia Italiana del Flauto, realizzata con il sostegno della Regione Lazio e di Roma Capitale.

Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022 e fa parte di ROMARAMA 2020 il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale.

INFO & SEGRETERIA FLAUTISSIMO 2020:

ACCADEMIA ITALIANA DEL FLAUTO.

Tel +39 06 44703290 – segreteria@accademiaitalianadelflauto.it
CANALE YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UC8ePFXabsbe7NWWHqPUzPHQ

UFFICIO STAMPA: Fabiana Manuelli

CALENDARIO STREAMING FLAUTISSIMO 2020 (sul canale Youtube Accademia Italiana del Flauto)

18 novembre 2020 / h12 e h18.30

UN MARZIANO A ROMA di Ennio Flaiano, legge Nicolas Zappa

Il racconto è ambientato nel 1953: un disco volante, guidato dal solitario pilota/passeggero Kunt, atterra a Villa Borghese il 12 ottobre.

Per quel giorno la vita di Roma viene sconvolta, tutti corrono per vedere il marziano. Gli intellettuali pensano che sia l’inizio di una nuova era, con prospettive immense e imperscrutabili.

20 novembre 2020 / h12 e h18.30

CHE LA FESTA COMINCI di Niccolò Ammaniti, legge Irene Ciani

Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica.

Nello stile grottesco, delirante e fulmineo di Ammaniti, le follie della capitale emergono in tutta la loro potenza, trascinando gli ascoltatori in un turbinio senza fine di avventure.

21 novembre 2020 / h12

CERASE Scritto e interpretato dal Collettivo Nonnaloca

Cerase è uno spettacolo di teatro in bicicletta ideato dal Collettivo Nonnaloca in risposta alla quarantena. Racconta di una storia vera: è l’incontro e l’innamoramento di due giovani durante la Seconda Guerra Mondiale.

Una storia di speranza, fiducia e ripartenza, un piccolo inno al sorriso in questo difficile anno.

Data la situazione corrente, si dovrà rinunciare a vivere questa esperienza in maniera partecipata, ma nulla frena la condivisione a distanza: invitiamo ogni singolo spettatore che voglia vivere con noi questa esperienza a prendersi un’ora tutta per sé, ad andare in un parco romano e a lasciarsi accompagnare dalla drammaturgia dello spettacolo, registrata ad hoc per l’occasione.

E se avete una bicicletta, ancora meglio: sarà la vostra migliore compagna di viaggio… capirete presto perché!

21 novembre 2020 / h18.30

LA TORTA IN CIELO di Gianni Rodari, adattamento di Ennio Speranza, musiche di Luigi Marinaro, regia di Stefano Cioffi, con Galatea Ranzi, Gabriele Coen sax soprano, Luigi Marinaro percussioni

A distanza di 10 anni dalla prima nella sala Santa Cecilia del Parco della Musica e in occasione del centenario della nascita di Gianni Rodari, Galatea Ranzi dà volto e voce a una nuova versione de “La torta in cielo”.

Il testo è avvolto dalla musica di Luigi Marinaro, autore ma anche musicista sul palco con tutte le sue percussioni e con il sassofono di Gabriele Coen, per una vivida e scoppiettante interpretazione di una delle storie più incantevoli di Gianni Rodari.

Il quartiere romano del Trullo viene messo in subbuglio dalla presenza di un enorme, misterioso, oggetto circolare che si staglia nel cielo.

A prima vista sembrerebbe un’enorme torta variopinta. Forse anche a una seconda. Gli adulti pensano invece a un’invasione di nemica, scomodando esercito, polizia, scienziati e ricercatori.

Paolo e Rita però, i figli del vigile del quartiere, non sono dello stesso avviso e per provare a vederci chiaro si gettano a capofitto in un’avventura dal dolce finale.

22 novembre 2020 / h12

CERASE Scritto e interpretato dal Collettivo Nonnaloca

23 novembre 2020 / h12 e h18.30

MALAFEDE di Maurizio Cotrona, legge Camilla Tagliaferri

“Guardo la mia gente uscire di casa con la faccia già stanca, guardo i fari delle auto accendersi e fluttuare nella luce fioca del mattino come lucciole malinconiche, muoversi in disordine fino alle consolari, dove tutti si ritrovano in fila assieme, uno dietro l’altro.

Vanno via, finché Malafede non resta sola. Cosa ti prende, giovane città? Perché punti su di me i tuoi mille occhi colmi di paura?

Ti ho affidato la mia vita e ora tu tremi e mi guardi. Ma cosa posso fare io per te, ora?”

Periferia di Roma, passato recente. Gli anni vissuti al di sopra dei nostri mezzi hanno generato una pericolosa bonaccia: sta per scatenarsi la tempesta perfetta.

25 novembre 2020 / h12 e h18.30

ROMA VISTA CONTROVENTO di Fulvio Abbate, legge Renato Civello

“Ho sempre sostenuto che gli artisti che hanno compreso meglio Roma non erano romani e Abbate rientra nella regola.

Questa ‘guida turistica’ anarchica è impressionante per la conoscenza profonda di luoghi, ambienti, simboli e uomini.

Tutti studiati e raccontati da un’angolazione non convenzionale. Sacralità e profanazione perenne s’inseguono senza tregua in questo giro turistico che Fulvio Abbate compie, divertito e un po’ basito, per il nostro diletto.

E tutti noi gliene siamo veramente grati”. (Dall’introduzione di Carlo Verdone)

27 novembre 2020 / h12 e h18.30

19 di Edoardo Albinati, legge Serena Sansoni

Il 19 è un tram storico che attraversa tutta la città di Roma, seguendo un tragitto che da Piazza Risorgimento porta a Prati e ai Parioli, passa per San Lorenzo e il Pigneto e giunge fino a Centocelle, in Piazza dei Gerani.

Lunga 14 km, la linea del 19 solca la città dal centro alla periferia, detenendo il record della tramvia più lunga della Capitale.

Il suo è un percorso antico che risale ai primi del novecento, a cui sono legate storie di vita operaia, di fatica del lavoro, di lotte per la conquista di una casa.

Salirci e prenderci posto per seguirne tutta la linea offre la possibilità di vedere il paesaggio cambiare mentre cambiano contemporaneamente anche i compagni di viaggio.

28 novembre 2020 / h12

29 novembre 2020 / h12

CERASE Scritto e interpretato dal Collettivo Nonnaloca

29 novembre 2020 / h18.30

LA TORTA IN CIELO di Gianni Rodari, adattamento di Ennio Speranza, musiche di Luigi Marinaro, regia di Stefano Cioffi, con Galatea Ranzi, Gabriele Coen sax soprano, Luigi Marinaro percussioni

4 dicembre 2020 / h18.30

6 dicembre 2020 / h18.30

GABRIELE COEN- FRANCESCO POETI DUO in INTO THE CITY.

Il mondo musicale ebraico: klezmer, canzone yiddish, musica sefardita e jewish jazz

Gabriele Coen sax soprano e clarinetto, Francesco Poeti chitarra

Il klezmer, l’antica musica delle comunità ebraiche dell’Europa orientale, sta vivendo negli ultimi trenta anni, insieme a tutta la cultura yiddish, una nuova grande riscoperta in America e in Europa.

La musica klezmer (dall’ebraico kley zemer, ossia strumento per il canto) si è nutrito, nel corso dei secoli, dei linguaggi e delle culture dei diversi paesi che ospitavano comunità ebraiche: le tradizioni musicali di Polonia, Romania, Russia e Ucraina rivivono in questa musica coniugate da una espressività e una religiosità tipicamente ebraiche.

Musica profana, il klezmer è il prodotto di una società fortemente religiosa e trae la propria linfa vitale dai rumori della strada come dal canto della sinagoga.

Nel corso del concerto verranno inoltre presentati brani della tradizione ebraico spagnola (sefardita) e alcuni temi ebraici entrati poi nel repertorio jazzistico (jewish jazz)

15 e 18 dicembre 2020 / h18.30

Un oscuro luogo del desiderio. I fotografi guardano Roma, documentario di Barbara Martusciello

Barbara Martusciello incontra 9 fotografi che hanno rivolto il proprio sguardo ai luoghi dimenticati della nostra Città.

Un ritratto sfaccettato e dinamico che narra una Roma mai ferma, frenetica nel suo lento incedere, la cui luce abbaglia ed ammalia tanto i suoi abitanti quanto i suoi visitatori.

Una Roma atipica, inconfessata, il cui potere seduttivo è vivo nonostante il disagio.

20 e 27 dicembre 2020 / h18.30

CALIGOLA IN QUARANTENA, documentario di Stefano Cioffi, con Guglielmo Poggi

Cosa succederebbe se il pazzo, visionario, caleidoscopico e furente Caligola fosse rinchiuso tra le mura domestiche, magari in un piccolo bilocale ai margini della città?

Guglielmo Poggi, astro nascente della cinematografia e del teatro italiano, in un soliloquio certosino ragionato assieme agli occhi di Stefano Cioffi, orchestra uno spettacolo mirabile, catalizzante e catartico.

In questo periodo, con i teatri chiusi, la compagnia preferisce scendere dal palco ed accogliere gli spettatori nel processo creativo dell’opera: prove, making-of, backstage e curiosità, in un mosaico di immagini che aiuta lo spettatore a capire come nasce un nuovo progetto teatrale.

NOTE DI REGIA DI STEFANO CIOFFI | CALIGOLA IN QUARANTENA

Storia di uno spettacolo non andato in scena

9 marzo. 24 ottobre. 2020. Ce le ricorderemo queste date?  La prima tutti, la seconda quasi tutti, ma sicuramente ce la ricordiamo noi che lavoriamo nello spettacolo: chiusura di teatri e cinema.

La prima volta ci siamo tutti guardati intorno, storditi dalla sorpresa, ma la seconda c’era poco da guardarsi intorno, avevamo le ferite ancora aperte, e la sorpresa è diventata un dramma.

Ho pensato che questo Caligola in quarantena veramente non voleva vedere la luce.

Eppure era nato proprio nei giorni dell’isolamento, del lockdown, pensato per lavorare nel distanziamento più totale, un monologo per l’appunto, con interventi di altri attori registrati in audio o in video, e il nome lo lascia intuire al volo.

Potremmo definire quest’opera, invece che site specific… time specific. Ma purtroppo l’avevamo messa a punto troppo tardi e quindi era stata rimandata alla stagione autunnale.

L’avessimo mai fatto!

Tutto chiuso abbiamo detto, ma io volevo comunque dare voce al lavoro fatto. E così è nata l’idea di raccontare un percorso creativo lungo e travagliato.

Una specie di documentario di un’opera in divenire, la storia di un processo complesso, di una drammaturgia scritta, riscritta, plasmata e ancora rivista tante volte, con tutte le aggiunte e i tagli che sempre sopraggiungono, le interviste agli autori, all’attore protagonista Guglielmo Poggi, un’auto intervista al regista, ai personaggi che avevano cominciato a collaborare con i loro interventi, alle altre figure che hanno ruotato attorno a questa rappresentazione.

Questo Caligola è un personaggio trattato con ironia, una parodia dell’uomo investito del potere non curante dell’interesse comune, Caligola è accecato dal piacere della libertà incondizionata, vuole tutto e più di tutto, vuole la luna, ma  non come mero esercizio del potere, piuttosto come esercizio persino intellettuale di conoscenza, e in questo percorso sia tragico che comico si accorge, anche con l’aiuto esterno dell’analista che il potere infinito non supera mai la finitezza della sua stessa vita, Caligola è dunque un comunissimo mortale, come gli altri, come quelli che congiurano contro di lui, e che questa vita gli toglieranno.

Alla fine diventa più una commedia che una tragedia, o se vogliamo è una tragedia vista con la leggerezza della cultura pop.

La mia non è però la storia del personaggio ma dello spettacolo. Io racconto con la mia voce un processo creativo che il pubblico non vede mai, ma che proprio per questo motivo cela il grande fascino di quello che tutti vorremmo vedere o sapere.

Ho fatto un tentativo estremo per salvare un parto rimandato più volte, per esorcizzare un momento sconfortante che non avremmo mai voluto vivere e che invece stiamo vivendo per la seconda volta a distanza di pochi mesi.

Questo documento è un urlo salvifico di speranza rivolto a tutti quelli che amano l’arte e la fantasia. Stefano Cioffi. Roma, 10 novembre 2020.

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/ara-malikian-contro-la-violenza-sulle-donne/

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/opera-di-roma-il-barbiere-di-siviglia/

Flautissimo 2020 “Accademia Italiana del Flauto”.
Opera di Roma “Il Barbiere di Siviglia”

Opera di Roma “Il Barbiere di Siviglia”. Un nuovo allestimento apre la stagione 2020/21dell’Opera di Roma, dirige Daniele Gatti, alla regia Mario Martone.


 Opera di Roma “Il Barbiere di Siviglia”. La terza opera in forma scenica realizzata in chiave anti-Covid dal Teatro dell’Opera tornerà in onda su Rai 5 a Capodanno

Opera di Roma “Il Barbiere di Siviglia”. Con una produzione “cinematografica” e il Teatro Costanzi trasformato in un set, il Lirico romano presenta il suo nuovo progetto anti-Covid.

La stagione 2020/21 del Teatro dell’Opera di Roma si inaugura con un nuovo allestimento de Il barbiere di Siviglia, certamente il titolo più famoso e rappresentato di Gioachino Rossini.

Opera di Roma “Il Barbiere di Siviglia”. Alla direzione dell’Orchestra del Teatro dell’Opera il suo direttore musicale Daniele GattiMario Martone firma regia e scene.

Dopo il Rigoletto al Circo Massimo e Zaide al Costanzi, Il barbiere di Siviglia è la terza produzione d’opera in forma scenica pensata in chiave anti-Covid dal Teatro dell’Opera.

In ottemperanza al Decreto della Presidenza del Consiglio del 3 novembre, lo spettacolo sarà realizzato a porte chiuse, in assenza di pubblico ma con gli artisti in presenza, e sarà trasmesso da Rai Cultura su Rai 3 sabato 5 dicembre.

Al Teatro dell’Opera di Roma si torna in scena grazie al nuovo allestimento ideato e realizzato in questo momento difficile che permetterà agli artisti di esibirsi in presenza e al pubblico di seguire da casa.

Sono molto orgogliosa di questa modalità inedita grazie alla quale la stagione teatrale 2020/21 potrà essere portata avanti.

L’Opera a Roma non si ferma, così come non si è fermata nei mesi scorsi con l’apertura straordinaria del Teatro al Circo Massimo.

Adesso, grazie a Rai Cultura che trasmetterà il capolavoro di Rossini, potremo tornare idealmente a sederci a Teatro e ammirare i protagonisti dello spettacolo, i dettagli dei costumi, delle scenografie e delle luci ascoltando i brani eseguiti dall’Orchestra.

Una sfida vinta in attesa di ritornare nelle sale dei teatri italiani ad applaudire i nostri grandi artisti”, ha dichiarato la sindaca Virginia Raggi, presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.

Potrà essere un’occasione straordinaria per allargare la platea del Costanzi e raggiungere un nuovo pubblico. La regia di Mario Martone sarà realizzata come per un film.

Opera di Roma “Il Barbiere di Siviglia”

Il nostro bellissimo Teatro, vuoto e senza spettatori, sarà la scena dove si ambienterà quest’opera tanto amata, con un uso del tutto innovativo degli spazi del teatro.

Una rappresentazione dell’opera certamente unica, come il tempo nel quale stiamo vivendo” – spiega il sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Carlo Fuortes.

Che aggiunge: “Sono certo che la Prima di Stagione con questo nuovo Barbiere di Siviglia potrà affascinare e sorprendere i molti spettatori di Rai 3 che la guarderanno”.

Il nuovo allestimento dell’opera su libretto di Cesare Sterbini, dalla commedia omonima di Beaumarchais, avrà i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Pasquale Mari.

Il barbiere e factotum Figaro avrà la voce di Andrzej FilończykRuzil Gatin vestirà i panni del Conte d’Almaviva, Vasilisa Berzhanskaya quelli di Rosina.

Ancora nel cast Alessandro Corbelli (Don Bartolo), Alex Esposito (Don Basilio), Patrizia Biccirè (Berta) e Roberto Lorenzi (Fiorello).

Dirige il Coro del Teatro dell’Opera di Roma il maestro Roberto Gabbiani.

Dopo la messa in onda su Rai 3 del 5 dicembre, lo spettacolo sarà trasmesso su Rai 5 la notte di Capodanno.

Per informazioni: operaroma.it

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Cosimo Manicone

Ufficio Stampa

cosimo.manicone@operaroma.it

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/donne-e-arrivato-lo-smart-working-opportunita-o-trappola/

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/ara-malikian-contro-la-violenza-sulle-donne/

Ara Malikian #OraVedoOraSentoOraParlo.

Ara Malikian. #OraVedoOraSentoOraParlo è una campagna di sensibilizzazione “artistica socio-culturale” della Overlook Italia, contro la violenza sulle donne e contro ogni forma di violenza.


Uscirà il 25 novembre su tutti i canali ufficiali e le piattaforme digitali, in concomitanza con la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, il nuovo duetto del trio italiano di soprano Appassionante ORA VEDO ORA SENTO ORA PARLO, con la partecipazione straordinaria del celebre violinista armeno-libanese Ara Malikian.

Ara Malikian. Il singolo, prodotto da Overlook Italia e Digital Records, è un vero e proprio manifesto contro ogni forma di violenza, sulle donne e non solo – da cui proseguirà la campagna di sensibilizzazione internazionale #OraVedoOraSentoOraParlo, ideata da Shirley Estigarribia e promossa da Overlook Italia.

Ara Malikian. In un momento tragico come quello che stiamo vivendo, infatti, in cui la pandemia ha portato ad un aumento vertiginoso della violenza sulle donne, la musica e il multiculturalismo diventano uno strumento quanto mai necessario per denunciare e ribellarsi alla violenza in tutte le sue forme, risvegliando così le coscienze.

Nell’intento di comunicare questa CULTURA DELLA NON VIOLENZA, gioca un ruolo fondamentale il sodalizio artistico fra il violinista Ara Malikian (con la sua particolare storia di musica e riscatto) e il trio femminile Appassionante.

Un legame, questo, che concede maggior veemenza al profondo significato della canzone per le diverse origini dei protagonisti.

D’altronde, è proprio il rispetto per la diversità e l’individualità di ognuno di noi a rendere possibile una convivenza pacifica.

Ara Malikian #OraVedoOraSentoOraParlo.

Il brano, scritto e composto da Mauro Borzellino, affronta la delicata e importante tematica da un punto di vista estremamente anticonvenzionale, invitando a rompere quel silenzio assordante che troppo spesso si cela dietro le tragiche storie di violenza.

Anche la cifra stilistica della canzone rispecchia perfettamente il messaggio di cui si vuole fare portavoce.

La melodia, infatti, si ripete incessante e invariata, e l’incedere ritmico di questo “ostinato” è intervallato da enfatici e coraggiosi assoli di violino che divengono metafora di un canto di dolore e di una solitudine che non può e non vuole rimanere inascoltata.

Il forte impatto emotivo di ORA VEDO ORA SENTO ORA PARLO, però, è dato anche dalle diverse suggestioni sonore che si susseguono, trovando un perfetto equilibrio fra classico, epico e rock.

Il singolo uscirà il giorno della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne ma proseguirà il tour a livello internazionale per portare avanti la campagna sociale #OraVedoOraSentoOraParlo.

NOTE DI APPASSIONANTE:

La violenza è fatta di paura e di silenzio ed è proprio qui che Appassionante, in quanto progetto al femminile è particolarmente sensibile al dramma della violenza sulle donne, che sostiene fortemente e di cui si sono fatte portavoce.

Non saremo mai complici dell’omertà internazionale che ‘Non Vede, Non Sente, Non Parla’.

La campagna ORA VEDO ORA SENTO ORA PARLO rappresenta la nostra lotta tradotta in iniziativa, l’azione è il luogo dove tutto può avere inizio”. (Giorgia Villa)

È inaccettabile che la nostra civiltà ci si trovi ancora a combattere contro la violenza in tutte le sue forme e a lottare per ottenere diritti fondamentali con continue campagne di sensibilizzazione, in questo caso Appassionante vuole rivoluzionare anche i termini di questo argomento.

Più che chiamarla ‘lotta’ a noi piace chiamarla ‘DENUNCIA’, il che significa ripudiare qualsiasi atto di violenza con la campagna ORA VEDO ORA SENTO ORA PARLO, che come persone pubbliche sentiamo il dovere di prenderla a cuore.

Vogliamo fortemente che questa campagna diventi di tutti”. (Mara Tanchis)

Abbiamo deciso di lavorare per questa importantissima campagna perché vogliamo dare voce a tutte quelle persone che si sentono inascoltate, che sono state abbandonate, ignorate, lasciate sole.

Vogliamo rompere il silenzio e gridare ad alta voce a tutto il mondo: ‘Basta!’.

E vogliamo farlo con l’unico strumento che possediamo che è la nostra musica. Non siete sole”. (Stefania Francabandiera)

NOTE DI ARA MALIKIAN:

Ara Malikian #OraVedoOraSentoOraParlo.

Fin da bambino sono stato influenzato dall’arte e dalla disciplina di mio padre, violinista anche lui, e ricordo la mia infanzia segnata dalla guerra civile in Libano. Quando avevo 6 o 7 anni, la guerra era la mia vita quotidiana.

Mi sono reso conto di quanto fosse diversa la vita normale solo quando ho lasciato il Libano per trasferirmi in Germania.

Durante la guerra passavamo molto tempo nel ripostiglio della casa per evitare le bombe, tante volte non potevo andare a scuola o giocare per strada con gli amici perché era troppo pericoloso.

La musica, fin da allora, mi ha aiutato a superare tanti momenti difficili.

Sarò per sempre grato a mio padre per avermi insegnato a suonare il violino e alla musica per avermi salvato la vita.

Da qui ho deciso di diventare un uomo che vuole portare nel mondo il messaggio della non violenza e rendere felici gli altri facendo quello che amo di più.

Per ciò, sono molto felice di aver subito aderito all’importante iniziativa di Appassionante.

ORA VEDO ORA SENTO ORA PARLO è il racconto di una donna che ha il potere di badare sé stessa, proprio come accade nella vita, e se ha dei problemi si alza e li affronta.

Il suono del violino non è inserito come uno strumento all’interno del complesso di una canzone, piuttosto è una quarta voce, che si unisce a quelle di Appassionante per creare un brano profondo e capace di parlare a tutti.

Abbiamo bisogno di musica, arte e cultura in tutta la società perché ci rende esseri sensibili e ci insegna a rispettare altri punti di vista.

E sono fortemente convinto del fatto che chiunque abbia avuto la possibilità di conoscere tanta bellezza, non possa voler ferire volutamente gli altri. La verità è che se ci fosse una maggiore diffusione dell’arte nel mondo, ci sarebbe anche meno violenza”. (Ara Malikian)

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/tale-e-quale-show-semifinale-a-lidia-schillaci/

Ara Malikian #OraVedoOraSentoOraParlo.
“Tale e Quale Show” semifinale a Lidia Schillaci.

Lidia Schillaci è la vincitrice della semifinale del torneo di Tale e Quale Show (puntata del 13 novembre).

“Tale e Quale Show” semifinale a Lidia Schillaci. Si è aggiudicata giustamente il primo posto con la pregevole imitazione di Beyoncé, interpretando il celebre brano “Listen”, ricordando quindi l’esibizione che l’artista statunitense fece a Wetten Dass nel 2007.

“Tale e Quale Show” semifinale a Lidia Schillaci.. Giudici in piedi in una meritata standing ovation per lei.  

La cantante ha riprodotto fedelmente sia la vocalità di Beyoncé che il suo aspetto fisico, mostrando gli effetti di un’intensa settimana di lavoro, che è stato un vero e proprio percorso interiore su se stessa.

Carlo Conti, che conduceva la puntata in collegamento video, si è espresso giudicandola fantastica. Entusiasta tutta la giuria. Il quinto giudice, l’attrice Elena Sofia Ricci, ne ha sottolineato la bravura: “La tua voce sale leggera come una piuma.

“Tale e Quale Show”. Si vedono i molti anni di studio in conservatorio, è difficilissimo cantare come Beyoncé”.

Loretta Goggi ha proseguito: “Non trovo aggettivi per descrivere Lidia, ha svolto un lavoro meraviglioso, ha una voce incredibile”.

Ha poi continuato sottolineando come Schillaci abbia trasposto tanto del proprio essere nell’interpretazione.

“Ho trovato anima e corpo in questa prova”.

E ancora Vincenzo Salemme: “È una performance superlativa, da palcoscenico internazionale, con virtuosismi che trasmettono energia e assoluta padronanza.

“Tale e Quale Show”. Un’esibizione commovente.

E infine Giorgio Panariello: “Mi hai emozionato”.

La classifica finale la vede così al vertice con settanta punti, seguono Virginio (giunto secondo) e Agostino Penna (classificatosi terzo).

La prossima settimana – venerdì 20 novembre – si terrà la finale di Tale e Quale Show che vedrà Lidia in un’altra prova complessa, esibendosi nei panni di Mina.

Ufficio stampa Silvia Signorelli

silvia.signorelli@comunicazioneeservizi.com Mob. +39 338 9918303

Monica Menna – Alessandra Teutonico ufficiostampasignorelli@gmail.com

Facebook: SiSicommunication – Twitter: @silviasignore Instagram: @sisi_comunication

Sito www.comunicazioneeservizi.com

“Tale e Quale Show”. La mia storia Biografia

“Tale e Quale Show” semifinale a Lidia Schillaci.

Lidia Schillaci nasce il 28 marzo 1984 a Palermo, figlia di Giovanna e Antonio, mamma allora casalinga e papà poliziotto.

É la più grande di tre figli, Daniele e Rossella che arrivano dopo qualche anno.

L’infanzia di Lidia è purtroppo segnata da eventi familiari poco piacevoli dovute ai continui litigi dei genitori, e al cattivo carattere del padre, arrivano i fratelli dopo 3 anni dalla nascita di Lidia, prima Daniele e dopo 8 mesi Rossella, ma le tensioni in casa non diminuiscono e il rapporto tra i genitori di Lidia ormai deteriorato arriva al divorzio.

Lidia viveva in una bellissima casa a Palermo che dovette lasciare all’età di 4 anni, Giovanna insieme ai due fratellini più piccoli si trasferì a casa dei suoi genitori a Castellammare del Golfo.

Da allora tra Lidia, i suoi fratelli e il loro padre avvenivano incontri sporadici, il padre si era rifatto una vita e non cercava molto i figli, se non per incontri stabiliti dal tribunale, che però si concludevano sempre con pianti e inutili sofferenze.

L’infanzia di Lidia però a parte l’abbandono del padre, grazie all’amore dei nonni, trascorse il più possibile in modo sereno, circondata dai fratellini, da un affetto incondizionato e da valori sani che la fecero crescere in un ambiente protetto.

Il modo migliore che Lidia aveva per scappare dai momenti tristi che riaffioravano tal volta era la musica… il carattere di Lidia era di una bambina sempre sorridente che amava recitare poesie, filastrocche e cantare canzoni.

La nonna di Lidia, Rosina, la assecondava in questa sua attitudine, quando un giorno mentre a casa avevano acceso la radio suonò un pezzo, era Summertime di Luis Armstrong, Lidia si precipitò vicino la radiolina di casa e rimase ad ascoltare incantata ed iniziò a dire a sua nonna che lei nella vita avrebbe voluto cantare quella musica.

La nonna da allora per rendere felice la sua nipotina le regalava cassette audio, addirittura basi musicali per farle coltivare quella passione che tanto la faceva sorridere e star bene.

Ogni giorno Lidia, in solitaria giocava davanti la strada di casa, davanti l’uscio della casa abbandonata accanto a quella della nonna, immaginava sempre di essere su un palcoscenico tutto suo da cui partiva il gioco che consisteva nel cantare, tutto quello che le veniva in mente, tutte le canzoni che le piacevano, allietando il quartiere e ricevendo ogni giorno gli applausi dei vicini.

Crescendo questa passione non poteva rimanere solo tale, e la mamma decise di farla studiare, la iscrisse dapprima ad un coro di voci bianche, che nel giro di un anno si trasformò in un coro che accompagnava Lidia in dei pezzi Gospel, anche perché fin dall’età di 6 anni ogni volta che cantava Lidia sembrava avesse già una voce da adulta ed era impressionante vedere questa cosa in una bambina così piccola.

Con l’ingresso alle elementari la mamma di Lidia trova un lavoro da impiegata ala provveditorato agli studi di Trapani e decide quindi di investire i soldi del suo primo stipendio per comprare un pianoforte alla figlia che inizia a studiare con un insegnante privato.

Studia pianoforte per 5 anni poi viene inscritta al Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani dove prosegue gli studi.

Nel frattempo Lidia vuole studiare canto, dapprima inizia con il Lirico insieme ad Elizabeth Smith, soprano e regista statunitense, che allora insegnava al Teatro Massimo di Palermo, anziano i primi viaggi, tra Trapani e Palermo per gli studi musicali.

All’età di 12 anni entra a far parte della classe di Maria Pia de Vito all’interno del Brass Group di Palermo con la quale finalmente inizia a studiare canto Jazz, per 5 anni contemporaneamente agli studi in Conservatorio e agli studi del Liceo Classico.

In quegli anni però si susseguono varie band, con le quali Lidia fa concerti in giro per la Sicilia, seguita dalla madre che non la lascia mai da sola.

“Tale e Quale Show”. OPERAZIONE TRIONFO

Aveva 17 anni e mezzo quando, la madre decide di iscriverla ad un programma Tv, Operazione Trionfo, condotto da Miguel Bosè.

Dopo tre mesi di selezioni che partirono da Catania e che poi si svolsero a Roma venne comunicato a Lidia che sarebbe stata protagonista del programma insieme ad altri 12 concorrenti.

L’esperienza fu straordinaria Lidia studiava all’interno di questa accademia con i migliori insegnanti d’Italia e nel corso della trasmissione ha avuto modo di incontrare e di cantare con Dion Warwick, Celine Dion, Phill Collins, Tom Jons e molti altri.

“Tale e Quale Show”. Si classifica sul podio al secondo posto e da quella esperienza ottiene un contratto discografico con Warner Music Italy.

Lidia nel frattempo consegue la maturità e appena diciottenne si trasferisce a Milano dove inizia la collaborazione con Warner.

Inizia a lavorare sul suo progetto che però tarda ad arrivare e che nell’effettivo non uscirà mai con Warner, l’ingresso dei talent in Italia era ancora una cosa troppo nuova per la discografica che non era pronta a questo tipo di cambiamento nella musica a differenza di oggi.

Dopo aver vissuto qualche tempo a Milano, decide di concentrarsi sul lavoro di scrittura e composizione ma sente l’esigenza di vivere in un posto ricco d’arte e di ispirazione e quindi parte e trova un alloggio a Firenze dove vivrà in un appartamento del centro insieme ad una ragazza che faceva la stilista, Firenze diventerà la sua città per quattro anni.

Non smette mai nel frattempo di fare live e di proporsi per provini anche teatrali come attrice e cantante, quando nel 2005 viene convocata per un provino a Milano per affiancare un grande artista Italiano e internazionale, Eros Ramazzotti che la sceglie come sostituta di Anastacia e con il quale Lidia parte per il suo primo tour mondiale.

TOUR E COLLABORAZIONI VARIE

Parte così una collaborazione che durerà ben 6 anni, Lidia affiancherà Eros Ramazzotti per quattro Tour mondiali che le permetteranno di viaggiare e di girare il mondo, di visitare posti che aveva sempre sognato e di calcare i palchi più ambiti al mondo, da Radio City Music Hall, al Barkley centre di New York , al The Forum di Los Angeles, al Sidney Entertainment Centre, all’Auditorium National di città del Messico, all’Arena di Verona, al Teatro antico di Taormina, allo Stadio Olimpico di Roma, allo stadio di San Siro di Milano etc..

Contemporaneamente Lidia si dedica alla composizione, scrive una canzone che diventa “Song up to” della colonna sonora del Film “Sbirri” con regia di Roberto Burchielli interpretato da Raoul Bova e canta anche altre canzoni del resto della colonna sonora scritta dal maestro Fabrizio Lamberti.

Sono gli anni in cui cambia nuovamente città e va a vivere a Genova dove, insieme al maestro Lamberti, scrive canzoni si dedica alla composizione

Si apre un nuovo scenario nella vita artistica di Lidia, quello del cinema, a cui l’incontro con il regista Roberto Burchielli diede il giro di boa. Infatti fu proprio lui, durante un live in un locale di Genova dove Lidia si esibiva, ad avere l’intuizione di chiederle di recitare per un progetto al quale stava lavorando.

Fu così che nel giro di un anno Lidia iniziò a lavorare dapprima alla colonna sonora di una fiction in 8 puntate, per Canale 5 dal titolo “Non smettere di Sognare” che vedeva Lidia non solo come autrice e cantante ma anche come una delle attrici protagoniste.

Continuano le sue collaborazioni anche con altri artisti italiana quali Max Pezzali in un tour italiano ed Elisa Toffoli per altri due tour italiani.

Dopo qualche tempo Lidia si trasferisce nuovamente Milano e viaggia per lavoro tra Roma e Milano.

I SOCIAL NETWORK CAMBIANO LE PROSPETTIVE

Con l’avvento dei Social Lidia si fa largo sulla piattaforma di LiveStreaming chiamata “Periscope” (una applicazione firmata Twitter) che consente video live in diretta streaming attraverso lo smartphone.

La sua prima diretta la fece dal Colosseo a Roma dove in compagnia di un centurione iniziò a cantare liberamente attirando con entusiasmo molte persone da tutto il mondo che iniziarono a seguire le dirette di.

Si connetteva tutti i giorni e ad ogni appuntamento il pubblico di Lidia aumentava sempre di più.

Tra i nomi che hanno assistito e sostenuto Lidia nelle sue performance live e nel format che lei stessa aveva creato chiamato,#StreetShow #LidiaLive ci furono; la modella/conduttrice americana Tyra Banks, Fiorello, Nicola Savino, Samantha Cristoforetti (addirittura dallo spazio)

Proprio via “Periscope” Lidia viene notata oltreoceano da Lance Ulanof che la cita sul sitomashable.com e la notizia rimbalza su Wired.com e su Wired.it che le richiede un intervista definendola la prima “Periscope Star della Musica Italiana.”

Lidia diventa così la principale Case History citata da Twitter in ambito musicale e web, per questo un brand mondiale come Nutella – FERRERO, la sceglie come voce principale dello spot che nel gennaio 2017 spopola sui social e in tv “NUTELLA Come te non c’è nessuno”

In Italia è Rosario Fiorello che si accorge per primo di lei, la vuole al suo fianco all’Edicola Fiore dove Lidia continua a partecipare e a portare la sua musica.

Oltre che da Fiorello viene notata e ospitata da Nicola Savino a “Quelli che il calcio” dove intratterrà il pubblico televisivo e social in una maratona canora di 2 ore.

Il Colonnello Astronauta Samantha Cristoforetti si innamora della voce di Lidia tramite i social, invitandola a cantare per lei alla presentazione del film documentario, che parla del viaggio della prima donna italiana nello spazio.

Il pubblico che da tutto il mondo l’applaude conta più di 3.394.000 milioni di visualizzazioni su Periscope.

Twitter Italia inserisce Lidia nella “blue list” degli influencer musicisti più rilevanti in italia.

Inventa un progetto innovativo chiamato #LidiaLive #StreetShow, da lei ideato, che consiste in appuntamenti musicali con cadenza settimanale nelle città di Roma e di Milano davanti i monumenti più importanti delle due città, in diretta LiveStreaming su Instagram e Periscope a cui partecipano anche vari ospiti del panorama televisivo e musicale italiano.

Lidia realizza di essere molto brava a trattenere il pubblico tramite i social e per questo farà svariate collaborazioni con diversi brand, come Smart italia, Ford, MasterChef

Viene chiamata a cantare, ma anche a condurre.

Molti sono i live in italia e all’estero che la vedranno protagonista dove con una band dal sound internazionale porta in giro la sua musica.

Gli ultimi suoi shows approdano negli Stati Uniti d’America, nelle città di New York e Boston.

TV E NUOVE PROSPETTIVE

Torna spesso a Roma e arriva l’opportunità di lavorare in Rai ad un progetto, fu così che per ben due anni sarà la voce principale della Big Band di “Ballando con le stelle” programma di successo Rai1 condotto da Milly Carlucci che punta un faro particolare sulle doti canore di Lidia e che la fa sfociare poi nella sua partecipazione ad uno dei programmi più seguiti di Rai 1 “Tale e quale Show” condotto da Carlo Conti, nel quale Lidia sarà l’unica donna a classificarsi sul podio arrivando seconda sia nell’edizione 2019 che al Torneo dei campioni esibendosi in difficilissime esecuzioni da Lady Gaga a Giorgia , a Maria Callas, a Edith Piaf e Whitney Houston.

A “Tale e quale show” con le sue interpretazioni, Lidia sbalordisce l’Italia e non solo, una su tutte quella di Lady Gaga in cui canta Shallow ed è così che negli Stati Uniti d’America, la scambiano per la stessa star del pop internazionale, molte le riviste Americane che pubblicano notizie di Lady Gaga usando la foto di Lidia a Tale e quale Show.

Musicalmente Lidia è autrice e compositrice e attualmente si sta dedicando alla stesura e realizzazione del suo progetto da solista, nonostante il periodo di quarantena.

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/moncalieri-jazz-vive-23-ediz-dedicato-a-fellini/

“Superpoteri” di Saverio D’Andrea tra fuoco e neve.

“Superpoteri” di Saverio D’Andrea tra fuoco e neve. Il cantautore torna con una canzone d’amore estratta dal suo album di esordio “Anatomia di una colluttazione”.


“Superpoteri” di Saverio D’Andrea tra fuoco e neve. A fare da sfondo la Sicilia e l’Abbruzzo, per raccontare il viaggio di un uomo nella sua anima.

È ufficialmente disponibile su YouTube (qui il link: https://youtu.be/l8Kbb-ruRBw) il videoclip di Superpoteri, brano tratto dall’album d’esordio Anatomia di una colluttazione  di Saverio D’Andrea, uscito per Isola Tobia Label e acquistabile sul sito web dell’etichetta – anche in copia fisica – e sui digital stores.

“Superpoteri” di Saverio D’Andrea tra fuoco e neve. La canzone racconta di un amore puro e sincero, nel quale non si ha paura di mostrarsi per quel che si è, ma si cresce e ci si accetta anche nelle proprie fragilità, che diventano anzi un valore aggiunto.

“Superpoteri” di Saverio D’Andrea. Il sentimento si fa così viaggio dentro sé stessi, attraverso le terre dell’anima.

Quelle terre rivivono concretamente nell’ambientazione del video, che è stato girato, per la regia di Emanuele Torre, in Sicilia e Abruzzo.

 A fare da scenario sono i megaliti dell’Argimusco e la riserva naturale orientata dei laghetti di Marinello nel Messinese e l’altopiano innevato di Campo Imperatore nell’Aquilano.

La scelta dei luoghi richiama in particolare il contrasto tra fuoco e neve, elementi citati nel testo del brano soprattutto per simboleggiare le avversità che possono essere superate, con spirito di condivisione, attraverso appunto l’amore.

Il lancio del videoclip è stato preceduto dall’iniziativa “Superpoetry”, un originale countdown di 15 giorni sulle pagine social di Saverio, con 15 poesie scelte da persone a lui care pensando a Superpoteri (raccolta completa su

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.4668990773142842&type=3). Il nome del contest altro non è infatti che l’anagramma del titolo della canzone.

Saverio D’Andrea ci spiega del brano e del videoclip:

Superpoteri è quella che può essere considerata la mia prima vera canzone d’amore.

La scrissi di getto, in un pomeriggio estivo strano col cielo quasi giallo e fuori dal tempo, in cui avevo bisogno di staccarmi da quello che avevo intorno per immergermi in un’emozione forte che stavo vivendo e che aveva urgenza di essere tradotta in parole e musica.

Fu un atto liberatorio, catartico. Come le altre tracce dell’album Anatomia di una colluttazione, questo brano si lega all’idea di quello sguardo profondo su sé stessi che si rivela indispensabile per far funzionare le cose in due e con gli altri in generale.

Anche la scelta di un arrangiamento minimale e di un cantato quasi sussurrato non è casuale: tutto concorre infatti alla narrazione di un sentimento che dà voce all’essenziale e che lava via il superfluo per veicolare un messaggio d’amore universale.

Superpoteri racconta della voglia di seguire i propri sogni restando l’uno vicino all’altro sempre, del desiderio di arricchirsi abbracciando le differenze, è il ritratto di un amore che attraverso il sacrificio e la dedizione finisce per fortificare un legame che va oltre la vita e la morte e che resiste al tempo e allo spazio.

Persino le imperfezioni diventano mattoncini per edificare nuove possibilità di crescita, diventa semplice imparare a chiedere aiuto e trovare il coraggio di mostrarsi per ciò che si è, per quanto complessi.

Questi concetti vengono riproposti anche nel videoclip, dove non è una narrazione realistica a scandire le scene, ma piuttosto il linguaggio scelto è pensato per descrivere un mondo di suggestioni nel quale il simbolismo delle immagini e dei colori fa da impalcatura al messaggio centrale delle parole del testo”.

VIDEOCLIP

Saverio D’Andrea

Il videoclip di Superpoteri è stato diretto da Emanuele Torre –  che ha curato anche le riprese insieme a Lorenzo Cascone – e vede come protagonista assoluto lo stesso Saverio D’Andrea.

A fare da sfondo la Sicilia e l’Abruzzo, regioni scelte per simboleggiare i due elementi contrapposti del fuoco e della neve, evocati nel testo della canzone e richiamati dai colori e dalle caratteristiche di questi luoghi.

In particolare, i set siciliani sono stati allestiti nel sito naturalistico e archeologico dell’Argimusco e nella riserva naturale orientata dei laghetti di Marinello, entrambi nel Messinese, mentre il paesaggio innevato presente in alcune scene è quello dell’altopiano di Campo Imperatore, nell’Aquilano.

Filo conduttore del video è l’idea del viaggio, soprattutto metaforico, che il cantautore compie in gran parte a piedi nudi, scoprendo luoghi nuovi, con lo sguardo dritto verso l’orizzonte fino a farsi aperto e pronto al cambiamento.

La resa dei concetti espressi dalle immagini è enfatizzata anche dal montaggio dei frames, che in alcuni passaggi ricordano la visione di un caleidoscopio.

Nel suo percorso inoltre, l’artista s’imbatte in alcuni simboli rappresentativi legati al testo della canzone, come ad esempio l’astronave di cartone e il cuore che viene avvicinato allo specchio, quest’ultimo a suggerire il desiderio di mettersi a nudo esponendo alla vista di sé stesso e dell’altro tutte le proprie fragilità.

Credits

Produzione artistica: Isola Tobia Label

Video di Emanuele Torre

Soggetto: Saverio D’Andrea

Supervisore di progetto: Leonardo Mercadante

Ringraziamenti: Alla natura, per l’altopiano di Campo Imperatore (L’Aquila – AQ), per Marinello (Oliveri – ME), per l’Argimusco (Montalbano Elicona – ME) e per tutti gli altri luoghi meravigliosi di questa terra.

Grazie inoltre a Leonardo Mercadante e a Francesco Gaetano Esposito per l’aiuto e assistenza durante le riprese.

E grazie al Club 33 giri (Santa Maria Capua Vetere – CE) per la realizzazione delle astronavi e il supporto.  

Testi e Musiche: Saverio D’Andrea

Produzione Artistica: Valter Sacripanti

Preproduzione e arrangiamenti di Valter Sacripanti, Lorenzo di Gennaro e Saverio D’Andrea

Saverio D’Andrea: voce, cori

Valter Sacripanti: batteria

Giuseppe Barbera: piano e tastiere

Sandro Raffe Rosati: basso

Giuseppe Tortora e Mario Gentili (Layers Bows): archi

Alberto Buffolano: preparazione tipografica e orchestrazione archi

Registrato da Valter sacripanti presso Splash Studio, Amelia (TN)

Registrazioni voci; missaggio e mastering: Stefano Quarta e Andrea Secchi presso Forward Studios, Grottaferrata (Roma)

Pubblicazione ed edizioni: Carlo Giovanni Mercadante

Biografia

Prof di giorno e cantautore di notte, Saverio D’Andrea si avvicina alla musica all’età di 5 anni, con lo studio del violino, e poco dopo nasce l’amore per le parole e la poesia.

Questa passione lo porterà a iniziare a scrivere filastrocche e versi sparsi, che presto si fisseranno nella forma canzone e approderanno a un progetto cantautorale come un luogo di contaminazione tra arti.

Nel 2019 esce il suo primo disco Anatomia di una colluttazione, prodotto da Valter Sacripanti e pubblicato da Isola Tobia Label.

L’album è un concept che racconta in dieci episodi momenti diversi di una relazione, partendo da un innamoramento quasi adolescenziale, passando per momenti prima di conflitto e incomprensione e poi di separazione e allontanamento, fino ad arrivare a una fase finale di riflessione sul proprio io.

Lo sguardo crudo su dinamiche relazionali inquiete ed esasperate non dimentica mai di mescolarsi a dense dosi di ironia, fantascienza e ai colori più diversi del dire.

Saverio è anche autore per altri artisti, per spettacoli teatrali e di musiche per mostre d’arte contemporanea (Human Rights 2012, Seven 2013, Le fil rouge 2017).

Fra i riconoscimenti ottenuti proprio come autore, si annoverano la vittoria del Premio Mia Martini 2013 con la canzone Il tuo respiro e il posizionamento in finale nel 2014 al Festival della Canzone italiana di New York con il brano Conosco un posto.

L’artista si presenta dal vivo in formazioni diverse: la dimensione acustica con strumenti ad arco e a corda si alterna infatti a quella elettrica con la band al completo.

Riferimenti artista

Facebook: www.facebook.com/Saverio.Dandrea

Instagram: www.instagram.com/losparvierosenzaterra

YouTube:  www.youtube.com/channel/UCBqAg7jJAS0S2d2LQejjF4A

Altre iniziative Isola Tobia Label

Vi aspettiamo su https://isolatobialabel.com/chiosco per scoprire tutti gli album dei nostri artisti!

Tra le ultime uscite vi segnaliamo il progetto discografico Folle Volo –  ispirato all’Odissea e realizzato da un collettivo musicale che porta lo stesso nome – e poi Desiderio di Atlantico dei CubeLoose , Una forma d’amore che mi devo di Mizio Vilardi e Partenze di Liana Marino.

Sul nostro sito web potete inoltre candidarvi ad Agricooltour festivale 2021, sia come artisti che come strutture ospitanti.

#Nutriamolamusica

Contatti ad uso stampa

Ufficio Stampa Isola Tobia Label ufficiostampa@isolatobialabel.com
Responsabile: Maria Ilenia Crifò Ceraolocell. 320 9032766

(reperibile dal lunedì al venerdì, ore 10:30-13  e  16-18:30)

Leggi Anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/moncalieri-jazz-vive-23-ediz-dedicato-a-fellini/

“Superpoteri” di Saverio D’Andrea tra fuoco e neve.
Saverio D’Andrea
Moncalieri Jazz Vive! 23° ediz. Dedicato a Fellini.

Moncalieri Jazz Vive! 23° ediz. Dedicato a Fellini. Continua in streaming la 23esima edizione del Moncalieri Jazz Festival

Moncalieri Jazz Vive!. Oltre 10000 presenze nei primi tre appuntamenti musicali e un set televisivo professionale allestito grazie alla collaborazione di un’intera comunità cittadina

Moncalieri Jazz Vive! 23° ediz. Dedicato a Fellini. Stasera l’omaggio a Carosone e domani il gran finale dedicato a Fellini

Dalla Chiesa agli studi televisivi allestiti in pochissimi giorni dentro un capannone con ben 4 telecamere a riprendere i concerti in programmazione del Moncalieri Jazz Vive Festival.

Moncalieri Jazz Vive!. Così un’intera comunità cittadina ha aiutato il suo direttore artistico, Ugo Viola, a incarnare ugualmente in tempi di pandemia e lockdown il suo sogno di continuità nella tradizione del grande jazz e a registrare nei primi tre giorni di concerti oltre diecimila utenti collegati alla visione.

“Siamo felicissimi del grande trasporto che ha portato i moncalieresi ad unirsi per la musica e siamo ancora increduli di questo eccezionale record di presenze virtuali – afferma Viola – visto e considerato che in Epoca Covid, un live ci avrebbe concesso un massimo di 100 presenze in sala negli spazi che avevamo concepito inizialmente.

Le previsioni sono andate dunque ogni oltre aspettativa, ma siamo soprattutto orgogliosi di aver sostenuto i musicisti e le maestranze concedendo loro il diritto di poter continuare a svolgere la propria attività con la stessa passione ed entusiasmo di sempre, oltre che al valore aggiunto di poter disporre di una eccellente e professionale regia tecnica.

Ci auguriamo comunque di poter tornare presto allo spettacolo dal vivo!”

Cosi, se l’afflato emotivo di un evento dal vivo è mancato, è stata centuplicata la possibilità di visione di una rassegna che da ben 23 anni ha sempre dedicato un grandissimo spazio a qualità e creatività musicale, vedendo per la prima volta segnare il debutto del festival simbolicamente da una Chiesa, anziché del Palazzo Municipale, come era consuetudine.

È stato infatti il sassofonista Dario Cecchini, dall’altro del campanile della Collegiata Santa Maria della Scala, ad aprire gli eventi: “Anime jazz”, un progetto che unisce il jazz alla sfera religiosa tramite letture ispirate all’opera della santa mistica Ildegarda di Bingen, è proseguito nella stessa Chiesa, intrecciando parole, performance e musica sul tema della “visione”, grazie alle performance di Luca Allievi, Silvia Furlan, Albert Hera, Gavino Murgia e Fabio Giachino.

Le successive serate, svoltesi negli spazi della EGAUDIOVISIVI snc allestiti ad hoc con perfette scenografie, strumentazioni musicali e tecniche di ripresa, hanno ospitato finora i duetti dei “giovani talenti” Jacopo Taddei e Luigi NicolardiEmilia Zamuner e Massimo Moriconi, e “The Bird”, omaggio a Charlie Parker, in occasione del centenario della sua nascita, interpretato dal quartetto piemontese composto da Claudio Chiara, Luigi Tessarollo, Aldo Mella ed Enzo Zirilli.

Si continua stasera con il tributo a Renato Carosone ad opera di Daniele Sepe: il saxofonista suonerà insieme a Tommaso de Paola al pianoforte e tastiere, Paolo Forlini alla batteria, Davide Costagliola al basso, Antonello Iannotta alle percussioni, Mario Insenga alla voce e Salvatore Lampitelli “Sabba” alla voce.

Gran finale domani, 15 novembre, con lo specialissimo omaggio al centenario dalla nascita di uno dei nostri più grandi maestri del nostro cinema italiano, Federico Fellini: “Amarcord…ricordando cento anni di Federico Fellini” è una suite musicale scritta dal Maestro Andrea Ravizza, in veste di arrangiatore e direttore, che vuole celebrare degnamente la figura del grande regista italiano famoso in tutto il mondo.

Un progetto che prevede l’interpretazione di colonne sonore di film come “La dolce vita”, “8 ½”, “La strada”, “Amarcord”, “Ginger e Fred” e molti altri. I brani saranno eseguiti da un ensemble creato ad hoc per il festival con Fulvio Chiara alla tromba, Albert Hera alla voce e sax soprano, Fabio Giachino al pianoforte, Federico Marchesano al contrabbasso, Alessandro Minetto alla batteria, il Quartetto d’Archi di Torino composto da Edoardo de Angelis, Umberto Fantini, Andrea Repetto e Manuel Zigante.  Per l’occasione, per la prima volta, suonerà al Moncalieri Jazz Festival, il Direttore Artistico Ugo Viola alla fisarmonica.

In questo concerto verranno unite 3 arti: cinema, musica e anche arte, grazie all’illustratrice Giorgia Molinari, che durante il concerto darà vita ad illustrazioni grafiche ispirate ai film in programma. 

Salirà sul palco per l’occasione Francesca Fabbri Fellini, nipote ed unica erede del grande Maestro, che con racconti e le fotografie dei suoi ricordi, ripercorrerà la vita dello zio raccontando aneddoti legati al set e all’importanza che la musica ha avuto all’interno dei suoi film.

Gli appuntamenti sono in diretta streaming sul canale ufficiale della manifestazione: www.moncalierijazz.com

MONCALIERI JAZZ FESTIVAL

Sito ufficiale: www.moncalierijazz.com

Associazione C.D.M.I. di Moncalieri (TO) – Strada Privata Nasi, 47 – 10024 Moncalieri (TO)

Tel. e Fax 011/681.31.30   e-mail: -info@moncalierijazz.com

Graphic design: Giorgia Molinari

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
+39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/all-together-now-artisti-fragilmente-forti-canale-5/

Moncalieri Jazz Vive! 23° ediz. Dedicato a Fellini.
Moncalieri Jazz Vive!
Zavattini Live, film e autori da non perdere.

“Zavattini Live” film e autori da non perdere. Partono in diretta live social una serie di presentazioni di film, reperibili in streaming, che hanno utilizzato in modo significativo ed originale la memoria d’archivio.


Ospiti gli autori e i protagonisti per una rassegna cinematografica virtuale, realizzata dal Premio Zavattini Live UnArchive in collaborazione con Arci Ucca

On line su sulle pagine FB ufficiali del Premio Zavattini Live e di Arci Ucca

https://www.facebook.com/PremioZavattini https://www.facebook.com/UCCApagina

“Zavattini Live” film e autori da non perdere. Il primo appuntamento è per mercoledì 18 novembre 2020dalle 18.30 alle 19.30, con la presentazione del film Se c’è un aldilà sono fottuto.

Vita e cinema di Claudio Caligari (2018, disponibile su RaiPlay) di Simone Isola e Fausto Trombetta, che vi ritraggono la parabola biografica e artistica di un regista dalla grande libertà e coerenza espressiva.

Ne parleranno Simone Isola e Valerio Mastandrea, che è stato al fianco di Caligari nella produzione del suo ultimo film, Non essere cattivo (2015). 

Zavattini Live. Il secondo appuntamento è per mercoledì 25 novembre 2020, sempre dalle 18.30 alle 19.30: 

Daniele Gaglianone presenta il suo Dove bisogna stare (2018, disponibile sulla piattaforma streaming di ZaLab), un film che restituisce l’impegno di quattro donne nell’accoglienza dei migranti, ponendo questioni complesse e ineludibili all’Italia di oggi.

Mercoledì 2 dicembre 2020, dalle 18.30 alle 19.30, sarà presentato Arrivederci Saigon (2018 disponibile su RaiPlay), un film di Wilma Labate che ripercorre la storia di cinque ragazze che nel 1968 partirono per una tourèe in Estremo Oriente:

erano “Le Stars”, uno dei rari gruppi femminili italiani dell’epoca. Ne parleranno la regista Wilma Labate e il montatore Mario Marrone.

Gli incontri saranno moderati dal direttore del Premio Zavattini Antonio Medici, dalla coordinatrice Aurora Palandrani e da Roberto Roversi e Antonio Borrelli, rispettivamente presidente e vicepresidente nazionale di Arci Ucca.

L’iniziativa, organizzata dal Premio Cesare Zavattini/UnArchive in collaborazione con Arci Ucca, intende promuovere la visione e la conoscenza di film, di finzione e documentari, che utilizzano in modo creativo e originale i materiali tratti da archivi filmici e televisivi.

Le presentazioni live si terranno sui canali social ufficiali del Premio Zavattini (https://www.facebook.com/PremioZavattini) e di Arci Ucca (https://www.facebook.com/UCCApagina); la presentazione di Dove bisogna stare andrà in diretta anche sulla pagina social di ZaLab (https://www.facebook.com/zaLab/).

Nel mese di dicembre 2020 seguiranno altri appuntamenti.

PREMIO ZAVATTINI
Sito ufficiale: http://premiozavattini.it
Pagina FB: https://www.facebook.com/PremioZavattini 

Il Premio Zavattini è promosso e organizzato dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, con il sostegno del MIBACT, della Regione Lazio, dell’Istituto Luce Cinecittà e di Nuovo Imaie, con la collaborazione di Cineteca SardaArchivio Cinema del Reale OfficinaVisioniDeriva FilmArci UccaFiccBookciak, Azione!HomemoviesArchivio delle Memorie Migranti. Media partner: Radio Radicale e Diari di cineclub.

ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO

Telefono +39 06 57305447 – e-mail   eventi@aamod.it

Sito web: https://www.aamod.it/

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni

+39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/il-live-streaming-del-teatro-vascello-domenica-22/

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/all-together-now-artisti-fragilmente-forti-canale-5/

“Zavattini Live” film e autori da non perdere.
Il Live Streaming del Teatro Vascello domenica 22.

Il Live Streaming del Teatro Vascello domenica 22 novembre ore 11. Lo spettacolo andrà in scena in diretta Streaming, stagione 2020 “Mai più soli prosa”


Il Live Streaming del Teatro Vascello domenica 22. duo violino e pianoforte (Stefano Mhanna e Alberto Galletti)

Il Live Streaming del Teatro Vascello domenica 22. L. Van Beethoven: Sonata n. 5 per pianoforte e violino, S. Prokofiev: Sonata op. 94-bis per violino e pianoforte, M. Ravel: Tzigane per violino e pianoforte

Come assistere al Live Streaming: Accessi consentiti massimo nr.100

Il Live Streaming del Teatro Vascello è un servizio gratuito

Gli utenti prenotati per accedere alla piattaforma ZOOM e per assistere al Live Streaming, trovano il link e le credenziali qui di seguito:

Streaming su Piattaforma ZOOM

Teatro Vascello.

Link di invito: https://zoom.us/j/8371827431

ID Riunione 837 182 7431

Credenziali sempre valide per tutti i giorni e per tutti gli spettacoli è necessario effettuare sempre la prenotazione indicando la data a promozioneteatrovascello@gmail.com

Istruzioni

1 – Cliccare sul link che vi è stato inviato.

2 – Vi si chiederà di aprire Zoom per chi lo ha, oppure di scaricare il software per chi non lo ha. (scaricare e seguire le istruzioni).

3 – Vi verrà chiesto di attendere di essere accettati alla riunione in diretta

4 – Una volta ammessi vedrete l’immagine e vi verrà chiesto di entrare con l’audio del vostro computer

5 – Date ok e vedrete il video. In caso non sentiate l’audio in basso a sinistra vedrete un segnale con scritto “connettiti all’audio”, cliccandolo dovreste sentire l’audio.

6 – Attendere che inizi la diretta.

Se vuoi sostenere l’attività del Teatro Vascello puoi fare una donazione di qualsiasi cifra alla Coop. La Fabbrica dell’Attore (ONLUS) mediante bonifico bancario IBAN  IT89V0306905078100000003842  indicando: sostenitore del Vascello

Chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura, come previsto dalla legge, potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta.

Vi aspettiamo a presto !

Teatro Vascello

Programma completo su: https://www.teatrovascello.it/

Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma

Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello.

Oppure fermata della metro Cipro e Treno Metropolitano fino a Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

SOSTIENI LA CULTURA VIENI AL TEATRO VASCELLO

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/elena-bonelli-e-pino-quartullo-cercano-giovani-rapper/

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/all-together-now-artisti-fragilmente-forti-canale-5/

“Intervento chirurgico” accompagnato da un pianoforte acustico.

Dr. Roberto Trignani “Intervento chirurgico” con pianoforte acustico. Programmato il primo intervento chirurgico accompagnato da un pianoforte acustico intonato a 432Hz.

Può la musica favorire la chirurgia?

Dr. Roberto Trignani, Responsabile del Reparto di Neurochirurgia degli Ospedali Riuniti di Ancona, eseguirà un’intervento chirurgico il 16 novembre 2020 il primo intervento accompagnato dalla musica di Emiliano Toso, biologo molecolare e musicista compositore

Dr. Roberto Trignani “Intervento chirurgico” con pianoforte acustico. “Intervento chirurgico” accompagnato da un pianoforte acustico.

Negli ultimi anni si sta delineando un panorama del tutto nuovo nell’ambito della medicina sperimentale che si focalizza sugli effetti delle onde acustiche in Biologia e nelle Neuroscienze e rivaluta il ruolo terapeutico da sempre riconosciuto alla musica.

L’utilizzo della musica a scopo terapeutico risale a tempi antichissimi ma solamente negli ultimi 30 anni, anche grazie all’emergere delle nozioni della fisica quantistica, le neuroscienze l’hanno adottata come possibile presidio terapeutico e preventivo.

Sulla base di queste premesse si è voluto valutare su alcuni pazienti pediatrici i possibili effetti terapeutici delle composizioni musicali del pianista Emiliano Toso, biologo molecolare che compone musica ​acustica ​accordata a 432 Hz.

La musica di Emiliano Toso – Translational Music – è già utilizzata in tutto il mondo da medici, ostetriche, operatori della salute, psicologi, insegnanti e ricercatori anche su soggetti affetti da patologie cronico-degenerative.

<<Translational Music – spiega lo scienziato artista Emiliano Toso – è la modalità per tradurre emozioni vissute a livello profondo, cellulare, in un piano più alto, quella della musica.

Per tutta la vita ho cercato di unire l’arte e la scienza attraverso il linguaggio Universale della musica e tra poco sarà lanciato il cortometraggio Water life che parla e celebra la vita attraverso la bellezza e l’arte e sono profondamente grato al dr. Roberto Trignani per questo importante progetto che aprirà sicuramente nuovi paradigmi di unione tra arte e scienza.>>

Così il 16 Novembre presso la sala operatoria dell’Ospedale pediatrico “Salesi” di Ancona è stato programmato un intervento neurochirurgico di asportazione di un duplice tumore del midollo spinale in un bambino di 10 anni.

L’intervento verrà eseguito da un’equipe multidisciplinare guidata dal Dr. Roberto Trignani, Responsabile del Reparto di Neurochirurgia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Durante l’intera procedura Emiliano Toso eseguirà le sue composizioni musicali con un pianoforte a coda intonato a 432Hz collocato all’interno della sala operatoria.

Allo stesso tempo la componente anestesiologica ed oncologica dell’equipe registrerà parametri funzionali e doserà markers bioumorali del bambino per documentare gli effetti terapeutici della musica sull’asse dello stress e sui sistemi di regolazione della risposta immunitaria ed infiammatoria.

Il “bisturi fatto vibrare dal vivo a 432 hz con Translational Music ” aprirà una nuova frontiera terapeutica?

Cartella Stampa di Emiliano Toso

> https://docs.google.com/document/d/1qesyu-5IXC1LxZU1R8gcnmpMfQggcfTELwfwwJhfY54/edit#

Approfondimenti

www.waterlife432.com

www.emilianotoso.com

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/focus-danza-e-letteratura-sul-cile-teatro-artemisio/

“Intervento chirurgico” accompagnato da un pianoforte acustico.
Focus danza e letteratura sul Cile.

Focus danza e letteratura sul Cile. Focus danza e letteratura sul Cile. 20/22/24 Novembre 2020 | Diretta Streaming su YouTube dal Teatro Artemisio Gian Maria Volonté – Velletri (RM)


Prosegue Paesaggi del Corpo, in diretta video sul canale YouTube del Festival, con il Focus danza e letteratura sul Cile:

Focus danza e letteratura sul Cile il 20, 22 e 24 novembre saranno trasmessi in streaming le repliche degli spettacoli La danza della realtà, ultima produzione della Compagnia Atacama (Italia).

Spettacoli dedicati all’universo creativo di uno dei più importanti artisti contemporanei, Alejandro Jodorowsky e La Bailarina di Cia Pe Mellado (Cile), performance ispirata a Gabriela Mistral, poetessa e insegnante cilena, Premio Nobel per la letteratura.

A causa delle restrizioni dell’ultimo DPCM, gli eventi saranno chiusi al pubblico e visibili solamente in streaming sul canale YouTube di Paesaggi del corpo.

Il primo importante momento del Focus danza e letteratura sul Cile si avrà venerdì 20 novembre alle ore 19:30 con l’incontro visibile in streaming dal titolo Gabriela Mistral.

Poesia e Danza con la compagnia cilena Pe Mellado che dalle ore 21:00porterà in scena al Teatro Artemisio La Bailarina, uno spettacolo che guarda all’universo poetico della poetessa Gabriela Mistral.

In questa performance Focus Danza la coreografa Paulina Mellado, accademica presso il Dipartimento di Danza, Facoltà di Lettere, Universidad de Chile e presente in tutto il mondo con le sue coreografie.

La Mellado ha cercato di collegare la danza con la scrittura e il movimento con la parola, consapevole che entrambi muovono verso il gesto poetico come simbolo della creazione e si avvicinano alla sua essenza, al suo spirito libero, al suo slancio di lotta e ai sogni trattenuti.

Si continuerà domenica 22 novembre alle ore 17:30, con un altro imperdibile appuntamento con la Compagnia Atacama che presenta in streaming dal Teatro Artemisio La danza della realtà.

Uno spettacolo ispirato all’opera di Alejandro Jodorowsky artista poliedrico, che coglie con il suo sguardo visionario la realtà e la condizione esistenziale dell’essere umano.

Il progetto, ideato e diretto da Patrizia Cavola e Ivan Truol, porta sulle scene i danzatori Marco Cappa Spina, Nicholas Baffoni, Valeria Loprieno e Camilla Perugini, accompagnati dalle musiche originali del gruppo musicale Epsilon Indi.

Il tema centrale dello spettacolo è lo scontro tra complessità del vivere contemporaneo e la natura antica, ancestrale dell’uomo che permane anche nella contemporaneità.

Fragilità, conflitti, relazioni, innocenza, violenza portate in scena attraverso un teatro fisico, tipico dello stile della compagnia Atacama, in cui i linguaggi della poesia e del grottesco si fondono.  

A seguire si svolgerà l’incontro Alejandro Jodorowsky. Danza e Letteratura con la Compagnia Atacama.

Martedì 24 novembre alle ore 17:30 e alle ore 21:00 sarà possibile vedere nuovamente in streaming lo spettacolo La Danza della Realtà della Compagnia Atacama.

Per prenotarsi e ricevere il link per seguire gratuitamente gli eventi è necessario inviare una email a info@paesaggidelcorpo.it.

Programma completo su paesaggidelcorpo.it

Pe Mellado | La Bailarina

Coreografia Paulina Mellado

Aiuto coreografo Andrea Torrejón

Interpreti Marcela Retamales, Camila Jiménez, Gonzalo Venegas, Esteban Cerda, Vannia Villagrán, Cristián Hormazabal, Paulina Mellado

Musiche José Miguel Miranda

Artista Visuale Richard Solis

Scenografie e Illuminazione José Antonio Palma

Trailer: https://vimeo.com/354434495

Compagnia Atacama | La Danza della realtà

Ideazione, Coreografia, Regia Luci Patrizia Cavola – Ivan Truol

Con Marco Cappa Spina, Nicholas Baffoni, Valeria Loprieno, Camilla Perugini

Musiche Originali Epsilon Indi

Costumi Milena Corasaniti

Amministrazione Letizia Coppotelli

Organizzazione Emanuela Mino

Managemente Distribuzione Theatron 2.0

Produzione Atacama

Con il contributo di MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Dipartimento Dello Spettacolo, REGIONE LAZIO – Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili.

In coproduzione con Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea
Residenze La Scatola Dell’Arte

paesaggidelcorpo.it

facebook | instagram: paesaggidelcorpo

info@paesaggidelcorpo.it

Ufficio Stampa

Edoardo Borzi | Theatron 2.0

stampa.theatron@gmail.com | 331 2344833

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/les-aigles-de-carthage-di-adriano-valerio/

Focus danza e letteratura sul Cile.
Elena Bonelli e Pino Quartullo cercano giovani rapper.

Elena Bonelli e Pino Quartullo cercano giovani rapper per il loro nuovo spettacolo “Roma io ti Racconto e Canto: dallo Stornello al Rap, in scena nel 2021 a partire dal Teatro Vittoria


Giovani Rapper uno spettacolo che sarà una girandola di romanità in cui Elena Bonelli (autrice e protagonista) darà vere e proprie lezioni all’interno di una classe particolarmente indisciplinata.

Giovani Rapper “Roma io ti Racconto e Canto” è un viaggio dentro Roma, la sua Storia e la sua Canzone, all’insegna del salto tra comico e drammatico, tra recitato e cantato sotto la regia di Pino Quartullo

La tradizione di Roma viene portata avanti da due protagonisti del mitico Laboratorio di Gigi Proietti:

Elena e Pino hanno infatti condiviso il primo anno di corso di recitazione, per poi intraprendere due brillanti carriere all’insegna del Teatro, della Televisione e del Cinema, senza mai perdere contatto con il repertorio popolare.  

COME PARTECIPARE 

Il Casting è aperto e rivolto a tutti i giovani rapper italiani che amino anche la recitazione. Per partecipare è sufficiente inviare un messaggio in direct al profilo Instagram @elenabonelliofficial contenente: 

Nome Cognome / Nome d’arte 

Link di un’esibizione 

Recapito telefonico ed indirizzo mail 

È possibile inviare la propria candidatura entro e non oltre le ore 12:00 di venerdì 20 novembre. I rapper selezionati verranno ricontattati dall’ufficio casting per fissare un colloquio conoscitivo

“Roma io ti Racconto e Canto” è una produzione Roma Nel Mondo Srl.  

Allego inoltre grafica del casting.

Francesco Fusco

Ufficio stampa

3384980862

www.francescofuscopress.com 

francesco.fusco81@gmail.com

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/art-mouv-danza-internazionale/

Elena Bonelli e Pino Quartullo cercano giovani rapper.
Elena Bonelli
“Les Aigles De Carthage” di Adriano Valerio.

“Les Aigles De Carthage” di Adriano Valerio. In concorso al Medfilm Festival sezione “Cortometraggi internazionali”


“Les Aigles De Carthage” di Adriano Valerio. Premio Methexis e Premio Cervantes Roma

“Les Aigles De Carthage” di Adriano Valerio. Giovedì 12 novembre. Ore 17:30. Visione in streaming su https://www.mymovies.it/ondemand/medfilm/movie/aigles-carthage/

Dopo la prima alla Mostra del Cinema di Venezia, nell’ambito della Settimana Internazionale della Critica, e il successo riscosso in diverse rassegne cinematografiche internazionali (Miglior film al  PerSo Perugia Social Film Festival), approda al MedFilm Festival “Les aigles de Carthage” di Adriano Valerio. 

Il film prende spunto dalla storica partita del 14 febbraio 2004 allo Stadio Olympico di Radès, che portò la Tunisia a vincere la Coppa d’Africa battendo per 2 a 1 il Marocco.

Raccontando un evento che, in epoca di dittatura, costituì uno straordinario momento di coesione sociale per il popolo tunisino, l’opera di Valerio declina in chiave tecnica, intima e politica la portata di una sfida sportiva.

L’opera sarà proiettata in versione francese con sottotitoli in inglese sulla piattaforma MyMovies.it giovedì 12 novembre alle ore 17:30.

Come in ogni sua opera, Valerio esplora nuovi contesti territoriali e latitudini geografiche: “Una serie casuale di eventi – afferma il regista – mi ha portato a scoprire questa partita.

La Tunisia non solo non aveva mai vinto la Coppa d’Africa, ma veniva da disfatte umilianti, ed aveva un dittatore (Ben Ali) pronto a sfruttare l’eventuale vittoria come un trionfo personale che avrebbe potuto alimentare ulteriormente il culto della propria persona e del proprio regime.

Quello tunisino è un popolo calorosissimo, appassionato di calcio e, a detta di alcuni storici, proprio i festeggiamenti del 2004 ebbero un ruolo chiave nel creare la coesione sociale germogliata fino alla rivoluzione del 2011.

Ho deciso di raccontare questa partita declinandola attraverso le parole di diversi personaggi che, a distanza di quindici anni, ne rivivono il ricordo”.

Valerio rivolge il proprio sguardo sul forte legame che il calcio riesce a creare, avvicinando intere comunità e diverse generazioni in quella che Pasolini definiva “l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo”. 

Il corto, una produzione Full Dawa Films in co-produzione con Sayonara Film, APA, French Lab Agency, Les Cigognes Films e distribuito in Italia da Elenfant Distribution, sarà presentato prossimamente anche al Matera Sport Film Festival.

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni

+39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Link trailer: https://vimeo.com/440630653

“Les Aigles De Carthage”. NOTE DI REGIA

Da bambino, come molti coetanei, passavo giornate intere a giocare a pallone nel cortile del mio palazzo, in provincia di Milano.

La mia passione per questo sport proseguiva nelle vesti di tifoso, sfegatato, dell’Inter.

Negli anni mi sono reso conto che spesso il calcio (giocato o discusso) mi ha permesso di abbattere delle barriere nelle relazioni interpersonali, che fosse nella mia vita quotidiana o nel corso dei tanti viaggi che, per passione o per lavoro, mi hanno portato in diversi Paesi del mondo.  

Ho incontrato persone giocando a calcio sulla Piazza Meskel, ad Addis Abeba, sui campi de Zambia e Burundi e persino sull’unico campo di Tristan da Cunha, in netta pendenza e dove vince sempre chi gioca in discesa.

Ho vissuto l’esperienza straordinaria di vedere il Boca segnare nella Bombonera di Buenos Aires, ed, esultando, spaventarmi sentendo gli spalti tremare al boato dei tifosi.

In tale ambito calcistico, la Coppa d’Africa è una competizione che mi ha sempre particolarmente affascinato.

L’ho seguita soprattutto nelle mie due città di adozione, Palermo e Parigi: nell’Oratorio di Santa Chiara, a Ballarò, dove tutta la comunità dell’Africa Centrale si ritrova per guardare le partite su un grande schermo all’aperto; e nei bar del Boulevard de Belleville, con la comunità nordafricana.

Ho sentito quell’adrenalina dei tifosi, che provo ogni volta in cui gioca la mia squadra.

Ma ho percepito anche qualcosa di più forte e profondo: non il semplice senso di appartenenza che i tifosi provano nel guardare la propria squadra nazionale giocare la Coppa del Mondo, ma piuttosto, e soprattutto nel caso di certi tifosi e certi Paesi, una voglia di riscatto attraverso il calcio: la voglia di dirsi che si è all’altezza degli altri, che il proprio popolo può essere – almeno in quel contesto – il vincitore.

Come asserisce Eduardo Galeano, infatti, “Il calcio rappresenta un’utopia, un riscatto sociale, un’opposizione al potere (…) perché anche se il Potere cerca sempre di manipolarlo, continua ad essere l’arte dell’imprevisto”.

Il calcio è comprensibilmente odiato da molti perché si tratta di un sistema con un immenso indotto economico, che soffoca altri sport e soprattutto molti temi di attualità.

Chi non ama il calcio percepisce la passione per questo sport sostanzialmente come una forma di demenza collettiva.

Io, al contrario, faccio parte dell’enorme comunità che ama questo gioco, e forse addirittura di una setta più ridotta che ne è ossessionata, nel senso che il calcio mi affascina in tutti i suoi aspetti: come tattica, occupazione degli spazi, valorizzazione del singolo attraverso il collettivo e del collettivo attraverso gli individui.

Mi entusiasmano i virtuosismi dei giocatori di talento, del presente e del passato.

Mi affascina il rito sportivo, ad ogni livello – anche amatoriale.

Il rumore dei tacchetti negli spogliatoi, i dettagli del pre-partita.

In tale contesto, mi ha molto appassionato poter sentire la colonna sonora del campo, nelle partite giocate a porte chiuse.

Mi piace la letteratura sportiva, specialmente quella sudamericana. Ma amo il calcio anche come fenomeno sociale e come rito, in questo caso, popolare.

Il film prova a fare coesistere tutti questi aspetti.

«Mi piace usare il cinema – dichiara lui stesso – in maniera quasi programmatica, come uno strumento per conoscere nuovi luoghi e nuove culture, anche a costo di essere talvolta dispersivo rispetto ai canoni di una carriera più strutturata e lineare.

È la mia quarta volta a Venezia e tornare alla Mostra è sempre un po’ come fare un punto.

Trovare un pubblico attento a cui racconti cosa hai fatto nell’anno o negli anni trascorsi. Dove ti ha portato la tua vita».

FILMOGRAFIA

2020 LES AIGLES DE CARTHAGE / Adriano Valerio /Production: Full Dawa Films, Sayonara Film, APA, French Lab Agency, Les Cigognes Films

2017 MON AMOUR MON AMI / Adriano Valerio /Production: Film Grand Huit

2017 NON UCCIDERE / Adriano Valerio /Production: Rai Fiction, Fremantle Media Italia

2015 BANAT (IL VIAGGIO) / Adriano Valerio / Production: Movimento Film

2015 AGOSTO / Adriano Valerio & Eva Jospin / Production: La Bête

2013 37°4 S / Adriano Valerio / Production: oriGine films

Special mention of the Jury – Cannes Festival 2013; Award “David di Donatello” for the best

italian short – 2014

Leggi anche:

https://www.unfotografoinprimafila.it/eventi/art-mouv-danza-internazionale/